Recensione di Rossella Gaudenzi
La lettura del romanzo Lo strano furto di Savile Row. Un sarto, cinque donne e una giacca, opera seconda del partenopeo Vincenzo Monfrecola, dà la sensazione di assistere a una commedia all’italiana ingentilita dall’ambientazione anglosassone. La scenografia che fa da sfondo a questa commedia degli equivoci è la Londra di inizio Novecento stretta tra la morte del re Edoardo VII, il passaggio della cometa di Halley, la sfilata delle suffragette e le tensioni politiche con la Germania.
Il 7 maggio 1910, all’indomani del decesso del re, presso la redazione del «Daily Mirror» sopraggiunge la notizia del furto della giacca del Primo Ministro, sottratta alla sartoria Goodge & Son della celebre Savile Row (al civico 3 la Apple Records, location dell’ultimo concerto dei Beatles nel 1969; al civico 7 l’abitazione di Phileas Fogg, creazione della penna di Jules Verne). Presenti in redazione esclusivamente Peter Daleslow, giornalista relegato allo smistamento corrispondenza e il capo redattore, il quale non può fare a meno che affidare allo svilito Daleslow l’articolo sull’inspiegabile furto. Il sopralluogo di Peter Daleslow presso la sartoria lo mette in contatto con Eliodoro Rivabella, commesso di origini italiane e aspirante giornalista che si propone come collaboratore attivo nella ricerca di dettagli succulenti per la stampa: «“Perché fate quelle facce? Abbiamo un bel covo dei pirati, abbiamo la macchina fotografica e tanta buona refurtiva. Facciamo una bella foto e ci scriviamo che il Daily Mirror sta setacciando Londra alla ricerca della giacca rubata. Che dite?” “È vero” aggiunse Emma per dargli man forte, “e ci potete anche scrivere che siete stato aiutato da un’assistente sociale e da un ragazzo difficile.” “Togliete pure il ragazzo difficile” suggerì Tom. “Voi siete matti!” “Non vi date pena Daleslow” sorrise Eliodoro, “tanto fra qualche giorno la coda della cometa avvelenerà tutti con il gas cianotico.”»
È Eliodoro il credulone e l’idealista a diventare il protagonista del romanzo, inciampando in disparate figure femminili che man mano capitolano innamorandosene, mettendo in moto un ingranaggio surreale fatto di banali incidenti che vengono spiati e riletti dalla polizia londinese come atti sovversivi ai danni del Primo Ministro e della nazione. Tanto che, per meglio spiarlo, i vertici del Governo fondano occultamente il giornale «L’allegra coppietta» mettendovi Rivabella alla direzione e permettendogli di formare una redazione di derelitti costituita dalle cinque donne entrate a far parte prepotentemente della sua quotidianità. Eliodoro Rivabella è come Candide di Voltaire, attraversa la vita animato da sincerità e buoni sentimenti, ingenuo fino all’inverosimile: «“Io mi tiro fuori” disse subito la ragazza. “E perché?” “Perché? Beh, spero che voi non viviate su un altro pianeta!” sputò Honey, che si sentiva arrabbiata prima ancora che mortificata. “Non credo che a L’allegra coppietta serva una prostituta.” “Ma voi non siete una prostituta” replicò lui. “Sì che lo sono” fece lei sbuffando. “No che non lo siete” ribatté lui con pazienza, guardandola negli occhi. “Lo volete sapere meglio di me?” rispose scontrosa e abbassando lo sguardo.»
L’opera di Monfrecola è leggera e senza pretese, raccoglie consensi e muove sorrisi per la lingua semplice ma arricchita di motti di spirito senza perdere mai di grazia; l’autore costruisce eventi articolati solleticando la curiosità del lettore fino al colpo di scena. È forse un po’ artificiosa la conclusione che sembra cercare la quadratura del cerchio a tutti i costi. Il lettore è pago di aver letto un romanzo godibile e tanto basta.
Nota sull’autore
Vincenzo Monfrecola, 50 anni, giornalista napoletano, ha collaborato con «Napolinotte», il «Roma» e l’«Avanti!» ed è stato responsabile della sede di Londra dell’Osservatorio sui Beni Culturali, Faldbac Trade Union. Attualmente lavora per il Ministero per i Beni e le Attività Culturali occupandosi del restauro di libri antichi. Ha esordito nel 2010 con il romanzo Il decisionista (Cavallo di ferro).
Per approfondire:
La recensione di Giovanna Repetto su Il paradiso degli orchi
Vincenzo Monfrecola, Lo strano furto di Savile Row
Cavallo di Ferro, 2012
pp. 272, euro 15