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Lost in translation – La speleologia tradotta

Creato il 13 marzo 2015 da Andrea Scatolini @SCINTILENA

Lost in translation – La speleologia tradotta

In questi giorni di frenetiche attività convegnistiche/congressuali capita di essere testimoni di curiosi fenomeni sociali che non possono non attirare l’interesse delle persone attente e curiose.

Nell’invito che circolava da febbraio sul web relativo al “discussion meeting” Mundus Subterraneus che si terrà sabato 14 marzo 2015 presso la Sala Pietro da Cortona dei Musei Capitolini all’interno dei lavori del congresso “Hypogea 2015” figurava l’intervento (o sarebbe meglio dire la speech, visto che parlare inglese fa figo!) del sig. Maurizio Todini in veste di referente del progetto Umbria Underground.

Nell’invito non era specificato, ma si era portati a supporre che si trattasse dell’omonimo progetto recentemente varato dalla Regione Umbria. Eventualità questa parecchio curiosa poiché il progetto della Regione (e quindi i finanziamenti previsti per la sua realizzazione) non è stato ancora affidato ad un soggetto attuatore, il quale probabilmente verrà scelto nei prossimi mesi tra quelli che ne hanno fatto richiesta (sicuramente più d’uno).

Dal funzionario regionale competente scopriamo che al momento nessuna persona esterna all’ente, nemmeno il sig. Todini, è stato mai autorizzato a rappresentare il suddetto progetto. In seguito alla richiesta di chiarimenti avanzata dalla Regione agli organizzatori del congresso è emerso che quello che sarebbe potuto sembrare un “usurpazione di titoli o di onori” (art. 498 Codice Penale) era in realtà soltanto un banale errore di traduzione. Infatti il programma della manifestazione, in origine redatto in lingua inglese, sarebbe stato successivamente tradotto in italiano. Durante questo passaggio le parole “Umbria Underground” riferite all’Associazione Consortile Umbria Sotterranea (realtà ben diversa dal progetto della Regione!) non sarebbero state trasposte in lingua italiana creando un inesistente progetto, guarda caso, omonimo di quello programmato dall’ente pubblico. Compreso il malinteso -perché solo di questo si è trattato- gli organizzatori del congresso hanno tempestivamente corretto il programma per limitare la diffusione dell’equivoco.

A questo punto alle persone attente e curiose resta soltanto da scoprire quale parola che in inglese significa “associazione consortile” può essere tradotta in italiano anche come “progetto”. Ai vocabolari l’ardua sentenza sulla vicenda.


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