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Love Film Festival: intervista a Luca Guadagnino

Creato il 13 febbraio 2016 da Mattiabertaina

 Love Film Festival: intervista a Luca Guadagnino 

L’incontro con Luca Guadagnino è avvenuto durante un pomeriggio piovoso. In una libreria antiquaria nel cuore del centro storico di Verona, il regista ha incontrato i giornalisti. In un clima informale, dentro una saletta tappezzata di scaffali ricolmi di volumi antichi. L’autore, palermitano passato per l’Etiopia, è uno dei pochi italiani che lavorano con cast internazionali e budget più ampi per le produzioni italiane. Le sue parole ne hanno sottolineato la passione e la concretezza della visione registica, nella consapevolezza delle proprie risorse. Un regista innamorato dei suoi attori, che tuttavia rifiuta di definire Tilda Swinton come una musa:

Mi sembra una definizione riduttiva, anche misogina, per un ruolo troppo passivo come ispiratrice.

Come si è preparata Tilda Swinton per Io sono l’amore?

Un lavoro complesso. Lei è un’attrice fantastica e il suo è stato un risultato ottimo. Non era scontato: lei è scozzese, e ha dovuto recitare in italiano con un accento russo. Ha studiato con una preparatrice russa di dizione italiana per cantanti lirici che lavora alla scala. Le ho fatto conoscere il mondo in cui il film è ambientato, una Milano ricca, privilegiata e colta.

A Bigger Splash ha un cast internazionale, che ci può dire in proposito? E sulla scelta di Corrado Guzzanti?

Un cast veramente internazionale, l’attore belga Matthias Schoenaerts, ma anche inglesi, americani, un po’ di tutto. Con Corrado, che ammiro moltissimo, volevo lavorare da molto tempo, sono molto soddisfatto del suo lavoro.

Con quali attori sognerebbe di dirigere?

In realtà sono domande che non mi pongo, dopo un po’ di tempo subentra un certo pragmatismo nella professione che non lascia molto spazio a queste tipo di cose. Se dovessi dirle un nome sicuramente Robert Duvall.

Ci può dire qualcosa sul nuovo trattamento di Suspiria?

No, non voglio dire nulla. Quelle sul cast sono tutte indiscrezioni che rifiuto di commentare. Ho scelto di realizzare il remake di Suspiria perché Dario Argento è regista che amo molto, importante per la mia formazione. Suspiria è un film che ad ogni visione mi colpisce profondamente.

Se dovesse girare un film su Giulietta e Romeo, che attori sceglierebbe?

Due adolescenti veri, non professionisti. Non attori.

Per ricercarne la purezza?

Perché, gli adolescenti sono puri? Io non sono di questo avviso.

I film che incarnano più belle storie d’amore?

L’atlante di Jean Vigo e Viaggio in Italia di Rossellini. Sicuramente J’entends plus la guitare di Philippe Garrel.

Perché proprio Verona per presentare il suo film? La città dell’amore, di Romeo e Giulietta, cosa significa per lei?

Verona è una location fantastica per presentare un film come Io sono l’amore. Città a cui sono molto legato da tanti anni: il Love Film Festival è l’occasione perfetta. In passato ho curato la regia di un Falstaff al Teatro Filarmonico di Verona (nel 2011), un’esperienza che ripeterei volentieri. Mi piacerebbe dirigere una Traviata o l’Elettra di Strauss, chissà. Se mi chiamassero…


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