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Love & Mercy

Creato il 12 dicembre 2015 da In Central Perk @InCentralPerk
E' già Ieri. -2014-
Dici Beach Boys e dici spiaggia, sole, California, belle ragazze, bei ragazzi, spensieratezza.
Ma non sai che dietro quelle canzoni tanto facili, c’era un genio.
C’era anche una persona tanto geniale da soffrirne.
Quella persona è Brian Wilson, un compositore unico, capace di immaginare un’intera canzone nella sua testa, con tutte le sue armonia, inclusi cani usati nel coro, inclusi strumenti come corni, come doppie, triple voci.
Un ragazzo che è poi diventato un uomo capace di sopravvivere alla sua leggenda, agli eccessi della droga, della depressione, a tre anni passati quasi interamente a letto, distaccato dalla sua famiglia, dai suoi amici, alle prese con uno psichiatra padrone che lo manipola a piacere.
E allora, da ora, quando dici Beach Boys non dici più spiaggia, sole, California, dici Brian Wilson, e la sua tragedia, la sua rinascita.
Love & Mercy
Love & Mercy come i più classici biopic ce ne racconta la vita, scoprendo l’oggi (che in realtà è la fine degli anni ‘80) e andando a vedere il passato, a partire dal 1961 che vide esplodere il quintetto composto dai fratelli Wilson e dal cugino Mike Love. Sono gli anni di Surfin’ USA, della spensieratezza pop, in cui anche dei giovani californiani che mai hanno surfato, possono emergere. Ma Brian è diverso dai suoi fratelli, lui alla musica crede davvero, alle esibizioni meno, anche perché colto da crisi di panico negli spostamenti in aereo, preferisce rinunciarci, preferisce rimanere dietro le quinte, a comporre e passare tutta la tournée in Giappone a programmare un nuovo album, decisamente più tetro, meno solare.
Inizieranno i primi dissapori, a minare ancor più una mente resa fragile dalle sue capacità, e da un’infanzia turbata dal dispotismo di un padre produttore musicale, che non disdegnava botte e maniere forti ai suoi figli, dissapori che porteranno dopo anni, dopo piccole speranze date dal capolavoro Good Vibrations, dai problemi nel creare SMiLE, alla rottura definitiva di Wilson e i Beach Boys.
Quella mente la ritroviamo ancora più fragile, ancora più segnata, ora che si è fatta adulta, ora che vive pedinata e controllata in ogni sua mossa dal dottor Eugene Landy, che sì lo ha riportato in forma facendogli perdere la maggior parte di quei 130 chili, ma ora lo tiene in scacco, minando la sua relazione con la bella venditrice di auto Melinda Ledbetter.
Love & Mercy
Andando avanti e indietro nel tempo, passando da un bravissimo Paul Dano a un altrettanto bravo John Cusack (che però, a ben guardare, non è che si somiglino tanto), Love & Mercy mette in scena tutto il dramma di una tragedia annunciata, di una mente brillante lasciata alla deriva, di un amore che però può spuntarla.
A mettere in ombra, almeno in parte, i due protagonisti, è infatti una toccante e dolce Elizabeth Banks, che salva Wilson, che lo libera, che lo porta all’uomo che è oggi, che ancora compone, che ancora sa essere geniale.
Il ritmo lento del film rispecchia più le sue ultime composizione che la frizzantezza dei primi Beach Boys, e così tra un Paul Giamatti inquietante e un tuffo in mare, ad emozionare davvero sono quelle prove, quelle registrazioni che vedono Wilson all’opera, nel suo ambiente naturale.
Solo per quelle, per la delicatezza di una Love & Mercy cantata sui titoli di coda, per un nome che è tutto da rivalutare, questo film merita una visione, nonostante i suoi difetti di costruzione che per il costruttore di prim'ordine che racconta, non sono facilmente perdonabili.
Love & Mercy
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