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"low, il valiant universe e tutto quanto." davide caci parla del "ritorno" al fumetto usa della star comics

Creato il 09 dicembre 2015 da Comixfactory

Edizioni Star Comics


Nel 1987 una piccola, e sconosciuta, casa editrice fece capolino nell'allora non affollato, ma non per questo meno competitivo, mercato delle edicole: le Edizioni Star Comics. Dalla pubblicazione di quel primo spillatino dedicato  all'Uomo Ragno son trascorsi quasi trent'anni e quel piccolo e sconosciuto editore umbro è nel frattempo diventato uno dei principali riferimenti editoriale per il settore della fumetterie (che intanto hanno raccolto il testimone dalle edicole, portando avanti e contribuendo a far diffondere la cultura del fumetto nel nostro paese). Poco dopo la perdita dei diritti Marvel Negli ultimi anni, la Star Comics si è trasformata, accantonando il fumetto statunitense e concentrandosi prevalentemente sulla proposta di manga e (mini)serie italiane. Da qualche tempo, però, la Star ha ricominciato timidamente a riaffacciarsi sul mercato dei fumetti provenienti da Stati Uniti e Francia. Poche proposte di buona qualità nel tentativo di sondare il mercato e valutarne il responso. Un responso che credo sia stato positivo dal momento che, nel corso della ultima edizione di Lucca Comics, la Star Comics si è resa protagonista di un paio di annunci a dir poco sensazionali.
Il (ri)lancio di una divisione dedicata al Valiant Universe (lanciato dalla Panini Comics per poi essere accantonato) e l'annuncio LOW, uno dei titoli più hot tra quelli presentati dalla Image Comics, ripropongono la casa editrice perugina tra le protagoniste del settore. Per parlare di questo "ritorno" e di come sarà gestito il complesso passaggio dell'universo Valiant dalla Panini alla Star, ho fatto una chiacchierata con Davide Caci, responsabile del mercato "occidentale" della Star Comics.

Foto di "famiglia" per gli eroi
dell'Universo Valiant


Nel panorama editoriale italiano, le Edizioni Star Comics rappresentano una delle case editrici che da più tempo operano sul mercato. Da un po', però, la Star non agiva con continuità sul fronte dei fumetti francesi e statunitensi. Cosa ha fatto scattare la decisione di tornare a occuparsi di fumetti occidentali d'importazione e a che punto sei stato coinvolto? 
Star Comics è stata, fin dalle origini, una casa editrice estremamente poliedrica: il fumetto americano (con Marvel, Dark Horse, Image), i manga, i fumetti di produzione italiana… Per quanto riguarda la “nuova era” di fumetto americano e francese marchiato Star, sono stato coinvolto più o meno dall'inizio. Tutto è nato al tavolino di un bar, durante una Lucca Comics (direi tre anni fa, all'incirca). 
Davanti a un caffè, facendo le classiche due parole con Claudia Bovini (con cui avevo già collaborato come autore), si iniziò a parlare di mercato francese e americano, e “da cosa nasce cosa”. 
La mia esperienza presso un'altra casa editrice stava giungendo al termine, e abbiamo pensato di provare a iniziare questo percorso insieme. Sia Claudia (che di Star Comics è Direttore Editoriale e Responsabile) che Simone (che è il CEO) mi hanno dato, fin da subito, massima fiducia, dettando delle linee guida molto chiare. “Pochi ma buoni”, volendo riassumere. 
Qual è il tuo ruolo? 
Per quanto riguarda i libri della collana SCP, mi occupo di tutta la filiera: faccio scouting (per l'attività che porto avanti con il mio studio, conosco e opero sul mercato franco-belga e su quello americano da qualche anno), mi occupo di portare avanti le trattative e, una volta finalizzate, seguo – coadiuvato dai collaboratori di Arancia studio – le fasi di produzione del libro. 
Ovviamente non sono “solo”, ma accompagnato da figure talvolta nascoste, ma fondamentali. Ovviamente per tutto ciò che è decisionale, faccio riferimento a Claudia (e a Simone), e alla fase di scouting seguono lunghissime (e spesso accese) riunioni di redazione. 
Da quando il libro è tradotto e letterato fino a quando va in stampa, poi, intervengono una serie di figure, da Federico Marchionni a Luca Loletti, per esempio, che seguono tutto ciò che è legato ad aspetto grafico e prestampa. Con l'acquisizione delle licenze Valiant, e il conseguente aumento della mole di lavoro, abbiamo lievemente rivisto alcuni aspetti della filiera: non seguirò più l'editing dei libri (che passerà a Luca Loletti, figura di notevole esperienza, è in Star da parecchi anni). In generale, riassumendo, e volendo usare un titolo altisonante, a oggi sono Publishing Manager, e mi occupo della collana SCP, dell'Universo Valiant e di produzioni italiane (con alcune eccezioni).
L'esordio (o il ritorno) è stato abbastanza "timido". Da osservatore mi è sembrato di capire che si sia puntato a tastare il terreno con prodotti forti (parlo de Le 7 Meraviglie ma anche di Dream Police e 24). Quale sarà la politica editoriale nei prossimi mesi? Quante testate mensili contate di produrre?
L’esordio (per me) o ritorno (per Star) ha tenuto conto di una serie di situazioni, legate al mercato italiano e alle dinamiche internazionali. 
Abbiamo cominciato a lavorare con nuovi partner (con i quali magari avevo lavorato io quando ero presso altre realtà, o Star Comics come azienda), e c'è stata una prima – comprensibilissima – fase di “studio reciproco”. E questo vale anche per i lettori, abituati (negli ultimi anni) a percepire Star come “quella dei manga e dei bonelliani”. 
Abbiamo cercato di puntare fin da subito su titoli che ci sembravano essere solidi, perché in un mercato saturo come quello italiano l'unico modo per “uscire” ritengo sia portare qualità. Non è tuttavia un processo concluso: sono, siamo ovviamente fieri di tutti i libri che abbiamo pubblicato, ma stiamo cercando di “alzare l’asticella” sempre di più. 
Mi ricollego al primo discorso fatto: “pochi ma buoni”. Se vedi, la politica editoriale di Star Comics è sempre stata quella di portare in edicola/fumetteria/libreria un numero di titoli che non sfociasse mai nell'eccesso (al contrario di alcuni editori che oggi hanno come politica aziendale quella di saturare il mercato e occupare spazi sugli scaffali). In questo, devo dire che l'intesa è stata ottima fin dal principio: preferiamo lavorare sulla qualità che sulla quantità. 
Sul numero di testate – parlando di SCP – non saprei darti una risposta. In generale, oscilliamo con una testata al mese, a volte di più, a volte di meno. Un esempio lampante è “La notte dei morti viventi”, remake del film di George Romero (scritto da Jean-Luc Istin e disegnato dal fenomenale Elia Bonetti): per poter battere la concorrenza, abbiamo dovuto decidere di fare, per la prima volta, un volume cartonato, che si è aggiunto alla collana SCP come “Extra”. Quindi, in generale, posso dire che escludo categoricamente che Star arrivi a pubblicare decine e decine di titoli francesi o americani in un mese. 

X-O Manowar capeggia un gruppo di eroi della Valiant


Nel corso dell'ultima edizione di Lucca Comics and Games sono accadute molte, moltissime cose... ma la notizia che maggiormente mi ha colpito è stato l'annuncio da parte della Star dell'acquisizione dei diritti del Valiant Universe. Un universo narrativo la cui commercializzazione era già stata tentata (direi senza troppo successo) da un altro editore. Cosa vi ha convinto a riprovarci? 
Quando si è parlato la prima volta di Valiant, in redazione, è iniziata una lunga discussione, al termine della quale, eravamo fondamentalmente tutti d'accordo. 
Valiant propone quello che è, nei fatti, il terzo universo narrativo supereroistico degli Stati Uniti (dopo Marvel e DC), e, soprattutto nel nuovo corso, propone dei titoli di qualità altissima, con sceneggiatori e disegnatori che condivide con le blasonate Big Two. Secondo noi, i lettori italiani sono pronti ad “assorbire” dei titoli del genere. 
E' chiaro che non ti chiedo di commentare le scelte editoriali fatte da altri, ma secondo te cosa non ha funzionato nel tentativo di chi vi ha preceduto e cosa farà la Star Comics per sfruttare al meglio questa seconda chance che avete deciso di dare al Valiant Universe? 
Premesso che le performance con Panini non erano negative, ritengo che ogni situazione sia determinata da una serie di variabili tali per cui sia difficile (oltre che inelegante, visto il mio pregresso) dare giudizi netti. Onestamente, penso che un editore come Panini Comics abbia un catalogo tale per cui forse i lettori non sono riusciti a dedicare la giusta attenzione alle pubblicazioni Valiant. 
Noi stiamo dedicando all'universo Valiant una dose di energie e risorse veramente notevole. Molte cose non le possiamo ancora annunciare, ma abbiamo in cantiere una serie di iniziative che speriamo possano ingolosire i “vecchi” lettori, e attirare quelli nuovi. Non posso ancora rilasciare informazioni in merito, ma posso dire che molti dei nostri sforzi puntano a rafforzare il legame tra i lettori italiani e gli stessi autori d'oltreoceano, nonché a rendere molto appetibile l'acquisto dei nostri volumi Valiant. In tal senso, presto faremo alcuni annunci. 

Davide Caci, in compagni di
Mirka Andolfo

Da quello che mi sembra di capire avete deciso di continuare la proposta dell'universo Valiant in volumi. Come mai avete deciso di privilegiare questo formato rispetto ad uno più popolare, come lo spillato? 
Esatto, andremo avanti con dei paperback, come quelli realizzati inizialmente da Panini. È stata una decisione presa senza troppi dubbi: la nostra priorità era andare incontro al lettore il più possibile. Visto che i primi paperback sono stati pubblicati da poco (meno di due anni), abbiamo ritenuto non avesse senso ristampare il materiale, e “costringere” il collezionista a riacquistare tutto. I paperback arretrati sono ancora disponibili, e noi riprenderemo esattamente dove Panini aveva interrotto, mantenendo anche una continuità grafica. 
Ho una curiosità che forse non potrai soddisfare. Quando avete contattato la Valiant, come hanno reagito alla vostra proposta? Vi hanno detto che il loro prodotto non aveva incontrato successo in Italia? 
Lo staff Valiant è stato fin da subito molto entusiasta. Credono fermamente nella qualità dei loro libri (e ne hanno ben donde, aggiungerei), e hanno capito le dinamiche per le quali non hanno potuto proseguire con il precedente editore italiano. Con il quale, comunque, i rapporti sono rimasti ottimi: noi stessi abbiamo dialogato con Panini, sempre nell'ottica di un passaggio “rapido e indolore”. 
Si potrebbe pensare che accordi come questo (che sono importanti, in termini di dimensioni ed economici) siano sempre frutto di lunghe trattative, ma ci siamo trovati subito sulla stessa lunghezza d'onda, e il contratto – con relativa firma – è arrivato nel giro di pochi scambi di email. Volendo riassumere: Valiant ha dei bei titoli. Noi vogliamo provare a valorizzarli. Panini ha dato disponibilità a facilitare questo passaggio (con materiali e arretrati). 
Puntare su un brand lasciato da altri potrebbe sembrare un ripiego. In realtà credo fermamente che la Valiant possa trovare un suo spazio sul nostro mercato. Cosa avete in programma per lanciare il Valiant Universe? E come preparerete i nuovi lettori che scopriranno X-O Manowar e soci sulle pagine dei vostri volumi? 
Ritengo tu abbia ragione a proposito dello spazio che Valiant può trovare. E no, non è un ripiego, ovviamente. 
Per cominciare, allegheremo all'Anteprima di febbraio un cataloghino che introduca il lettore nell’Universo. E, contestualmente, opereremo un rilancio degli arretrati già disponibili. Dopodiché, come già annunciato anche sui nostri canali social, partiremo con una prima fase, in cui ristamperemo tre volumi che non sono inediti: “X-O Manowar” 5, “Harbinger” 4 e “Unity” 1. 
Le storie contenute in quei volumi sono state pubblicate nella fase “da edicola” di Panini, e quindi il lettore si sarebbe ritrovato, per esempio, con “X-O Manowar” 4 e, subito dopo, “X-O Manowar” 6. 
Questa prima fase di ristampa avverrà a Febbraio. 
Per quanto riguarda la fase due… Ne riparliamo più avanti. 
Quante serie pubblicherete e con che ritmo?
Al momento, abbiamo previsto di cominciare con sei testate: “X-O Manowar”, “Harbinger”, “Unity”, “Bloodshot”, “Archer & Armstrong” e “Shadowman”. Ovviamente, è un inizio: tutto dipenderà dalla risposta da parte del pubblico, perché l'universo Valiant offre una vastità di serie molto interessanti. E personalmente ti posso dire che mi piacerebbe davvero molto poter arrivare a riproporre chicche dal passato (l'equivalente dei Masterworks della Marvel, per intenderci). Va da sé che parlarne ora è prematuro. Sulle tempistiche non posso ancora sbilanciarmi: le annunceremo a breve. Insieme al prezzo. 

Una spettacolare vignetta tratta da Low
di Rick Remender e Greg Tocchini


Un'altra grande novità annunciata a Lucca è stata quella inerente l'acquisizione dei diritti di pubblicazione di LOW di Remender e Tocchini. Un colpaccio che vi impone all'attenzione di tutti i lettori di comics statunitensi. Immagino che ci sia stata una concorrenza agguerritissima, vero? 
“Low” è un titolo in cui crediamo davvero tanto. Personalmente, lo ritengo superiore a buona parte dei titoli sfornati da Image negli ultimi anni (e ci sono molti titoli di alta qualità). È stata un’asta decisamente agguerrita, ma abbiamo valutato che valesse la pena investire sulla serie: “Low” è uno di quei titoli che, vuoi per la qualità altissima, vuoi per il successo avuto negli Stati Uniti, creano da subito hype, e lo abbiamo verificato già quando lo abbiamo annunciato a Lucca: per giorni ho ricevuto sms di colleghi autori che volevano “ringraziare Star” per aver preso “Low” (e Valiant).
Penso e spero che i lettori italiani ci daranno ragione. Proprio in questi giorni sono arrivati i materiali, e stiamo iniziando la traduzione: tra l'altro, sono talmente “esaltato” come lettore che tradurrò personalmente la serie (è la seconda volta che capita, da quando sono in Star, dopo “La notte dei morti viventi”).
Cosa dobbiamo aspettarci dalla Star Comics nel 2016? 
Dei bellissimi manga, come sempre, ma non sono la persona giusta per parlarne. 
A parte questo, la collana SCP continuerà nel suo percorso, portando avanti le serie cominciate e iniziandone di nuove. Posso già anticipare che stiamo finalizzando gli accordi, tra l'altro, per un altro volume di “D-Day”, che ci ha dato ottime soddisfazioni. Poi… Be’, Valiant, tanta Valiant (ovviamente). Stiamo anche definendo i termini per una piccola “rivoluzione” della collana Graphic Novel, ma ne parleremo presto (forse già negli annunci a Napoli Comicon). 
Per quanto riguarda la produzione, poi, posso già annunciare – anche se non me ne occupo io – delle nuove uscite sullo stampo de “Roberto Recchioni presenta i maestri dell'orrore”, dedicate in questo caso all'avventura. Sempre a tal proposito, posso dire che stiamo definendo i dettagli per un graditissimo (e, credo, attesissimo) ritorno. 
Cosa dobbiamo aspettarci sul fronte del Fumetto Francese? 
Il fumetto francese ci mette molto in difficoltà, perché stanno uscendo tanti titoli di qualità altissima, e c'è un vero e proprio imbarazzo della scelta. In generale, stiamo finalizzando l'acquisto di alcune nuove licenze, che annunceremo nei prossimi mesi (direi a partire proprio da Napoli Comicon, dove saremo di nuovo presenti con uno stand, e con ospiti di alto, altissimo livello). Nei prossimi mesi, nella collana SCP, daremo più spazio a titoli francesi rispetto ad americani, visto che quello “slot” sarà occupato ampiamente da Valiant. Non posso ancora sbilanciarmi con dei titoli, ma la linea guida sarà più o meno quella seguita finora: grande impatto grafico, tematiche che spaziano dall'avventura allo storico alla fantascienza e al sovrannaturale, e, spesso, autori italiani di alto livello. Grazie mille per le domande e per lo spazio che mi hai concesso (sono un po' logorroico, lo so!).

Ancora una spettacolare vignetta tratta da LOW




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