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Luca, Diego, Emma, Alessandro.

Creato il 05 ottobre 2011 da Luna Bianca Luna Nera
Luca, Diego, Emma, Alessandro.
Parlo naturalmente di: 
Luca Montezemolo, anima candida ma non troppo, il predecessore di Marchionne alla presidenza della Fiat, un’azienda che come poche altre al mondo è stata sovvenzionata direttamente o indirettamente dallo stato, cioè dai contribuenti che hanno pagato cassa integrazione e incentivi, ristrutturazioni e quant’altro venisse in mente ai vertici del Lingotto di chiedere.
Diego Della Valle, anch’egli imprenditore di lungo corso e da sempre buon frequentatore del mondo politico e, soprattutto, dell’ex ministro e democristiano non pentito Clemente Mastella, l’uomo che ha messo in crisi l’ultimo governo Prodi e poi si è candidato con il centrodestra alle elezioni europee. Fa sinceramente un po’ impressione leggere il j’accuse di Della Valle nei confronti di politici.
Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, figlia di Steno, self made man proprietario e fondatore dell’omonimo gruppo che occupa circa settemila dipendenti in una cinquantina di stabilimenti in Italia, Romania, Russia e Cina. Gruppo sano, che non ha mai fatto ricorso alla cassa integrazione né a riduzioni di personale. Ma che di recente è incappato in un paio di disavventure. Nel 2008 Steno ed Emma sono rimasti coinvolti in una inchiesta su alcuni conti correnti all’estero. Una vicenda per la quale il fratello della presidente degli industriali, Antonio, ad del gruppo, ha patteggiato una pena (sospesa) ad undici mesi. E l’anno scorso Steno è stato indagato per traffico illecito di rifiuti nell’ambito dell’inchiesta Golden Rubbish coordinata dalle procure di Grosseto e Lanciano. Un traffico che avrebbe fruttato agli indagati un guadagno di svariati milioni di euro, provocato seri danni all’ambente e all’erario per l’evasione dell’ecotassa. In attesa che la vicenda arrivi a conclusione, come è giusto che sia gli indagati sono da considerare innocenti. Anche se buon gusto vorrebbe che chi è in qualche modo coinvolto in indagini almeno si risparmi le prediche.
E adesso arriviamo al quarto personaggio che, ad esser sinceri, al momento tace anche se c’è chi suona le fanfare per lui indicandolo come un possibile candidato premier del centrosinistra. Si chiama  Alessandro Profumo, professione banchiere, estrazione cattolica e autore assieme a Giovanni Moro di un saggio sulla responsabilità sociale dell’impresa. Vittima delle ingerenze politiche, Profumo il 21 settembre dello scorso anno si è dimesso dalla guida di Unicredit portando con sé una liquidazione di 40 milioni di euro. Ma non è rimasto a lungo disoccupato: a maggio 2011 è entrato a far parte del cda dell’Eni e due mesi prima di Sberbank, il più grande istituto di credito russo il cui maggiore azionista è la Banca centrale della federazione russa, mentre il più importante socio privato è Sulejman Kerimov ( si parla di mafia russa), uno tra i principali azionisti di Gazprom e coinvolto nello scandalo Oil for food. In Italia, però, è più noto per essersi interessato alla A.S.Roma e per aver di recente acquistato l’Anzi, la squadra del Daghestan che ha strappato Samuel Eto’o all’Inter a peso d’oro.
Ecco, questi signori che per quindici anni hanno applaudito Berlusconi servendosene per chiedere leggi di riduzione o abolizione dei diritti dei lavoratori, questi signori, dicevo, ora hanno la faccia tosta di presentarsi come alternativa allo stesso. E il PD li appoggia: Enrico Letta ha dichiarato che il programma del PD consiste nel realizzare i punti della lettera della BCE, che sono più o meno gli stessi proposti dalla Marcegaglia.
E' incredibile: PD ed industriali hanno lo stesso programma di spoliazione dell'Italia dei lavoratori!!
E' questa l'alternativa?

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