Lucia Annunziata, Gareth Jenkins e la propaganda israeliana

Creato il 01 settembre 2011 da Istanbulavrupa

Ho parlato qualche settimana fa di uno sconcertante articolo di Lucia Annunziata: che, brevemente in trasferta a Istanbul, ha citato come unica fonte un giornalista occidentale noto per essere un critico feroce dell’Akp. Anzi, la parola “critico” non è del tutto adeguata: e sarebbe meglio definirlo semplicemente agit-prop, visto che le sue pubblicazioni hanno l’unico scopo di screditare Erdoğan con ogni mezzo disponibile. Ad esempio, sollevando dubbi sulle inchieste che hanno portato all’arresto di circa 250 ufficiali accusati di aver cospirato contro l’attuale governo turco: da ultimo, il 29 agosto, con un articolo pubblicato – guarda caso! – da un think tank israeliano in cui parla di “falsificazione delle prove” (in sintesi, per Jenkins il complotto non è quello dei militari, ma quello dell’Akp in combutta con la magistratura per screditare i militari). Il pezzo è stato ovviamente scritto in precedenza: e quindi non tiene conto della confessione del generale Işık Koşaner (l’ex capo di stato maggiore che ha dato le dimissioni a fine luglio) – si tratta di un discorso pronunciato in una sede militare e ovviamente non di dominio pubblico, registrato di nascosto e diffuso su Internet – che invece al complotto dei militari fa esplicitamente riferimento: tutto autentico, nessuna falsificazione delle prove, la magistratura turca (ma qualche forzatura o abuso è possibile che si siano verificati) o l’Akp hanno pienamente ragione, Jenkins – sul quale la Annunziata ha esclusivamente basato il suo articolo (ma non poteva provare a sentire almeno un rappresentante dell’Akp o del governo?) – si è confermato assolutamente inaffidabile.

In effetti, le registrazioni sbattute sul web sono due: ce n’è un’altra in cui Koşaner critica ferocemente la disorganizzazione e l’inefficacia dell’esercito nelle operazioni contro l’Pkk. Ne parla anche Marta Ottaviani nel suo blog: solo di questa registrazione però (con un inaspettato riferimento ai commenti del post censurato: “ci sono state un paio di occasioni, come segnalato da alcuni lettori di questo blog, in cui siti vicini all’organizzazione terrorista avevano fornito ricostruito la vicenda in modo diverso”), non anche di quella in cui si parla di cospirazioni militari contro l’Akp. Ma che razza di giornalismo è questo? Le notizie si danno solo quando fanno comodo? Quelle in contrasto con la propria ideologia vanno taciute? Non sarebbe più onesto ammettere di aver sbagliato nel dar supinamente retta ai critici conclamati dell’Akp? Che tristezza!



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