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Luisa ViaRoma Firenze 4Ever Pink Carpet: Le Pagelle di Stile

Da Lazitellaacida
Su Twitter mi è stato chiesto di dare degna sepoltura all'ultima edizione del Luisa ViaRoma Pink Carpet Event for Bloggers Very Cool. Per quella manciata di voi che non sa di cosa io stia parlando faccio prima una doverosa premessa: - Luisa ViaRoma è un negozio di Firenze. Un negozio di quelli dove gente come me e come voi si vergogna di entrare; - Da qualche anno a questa parte hanno avuto l'idea di organizzare un paio di eventi annuali ad uso ed esclusivo consumo del popolo della rete, principalmente per spingere le vendite del loro negozio online e far parlare di sé la gente ffffiga; - Non so da quando, ma certamente per quest'ultima edizione per essere invitati bastava chiedere di ricevere l'invito. Tutto il resto poi (viaggio, soggiorno, pasti), sono cazzi vostri. Bhè, tranne se siete dei blogger che contano. Allora lì, no. Anche se in effetti una come Guia Soncini in effetti E' una di quelle Blogger Che Contano, ma provate a chiederle come mai non l'hanno invitata.

Detto questo, ora capirete perché l'evento è stato popolato da frotte e frotte di genti wannabe da tutto il mondo: l'importante era avere una Reflex al collo o come propria estensione della mano. Eccerto, in eventi come questi l'importante è esserci ed essere guardati. Io non c'ero, conservo la mia identità per eventi migliori (tipo, che so, la sfilata della Ferretti di Venerdì) ma alcune mie amiche Blogger di Quelle Che Stimo sì e mi hanno chiesto di recensire l'evento. Direttamente quindi dalla pagina Facebook ufficiale di Luisa ViaRoma, eccovi le Pagelle di Stile più pink del 2012, ordinatamente classificate per tre major groups: i Belli, i Famosi e i Poratchi. I Belli Scovarli è stato più difficile che trovare un paio di jeans neri da Zara in tempo di saldi (spoiler: non li ho trovati). Su 150 foto caricate le uniche che io ho trovato degne di far parte di questa categoria sono solo 9. Fate un po' voi. Luisa ViaRoma Firenze 4Ever Pink Carpet: Le Pagelle di Stile 
Questi piacevoli e piacenti sconosciuti per me sono tra i migliori che ho visto. Hanno quel genere di look che è coerente con il tema della festa senza sembrare eccessivo e baraccone. La prima coppia (in alto, a sinistra) ha quel genere di look che trabocca di stile senza fartelo pesare e sopratutto di faccia ci credono sufficientemente poco per non sembrare stucchevoli o ridicoli. Voto: 7.5 Le due ragazze (in alto, al centro) sono, di nuovo, vestite a tema per la festa senza sembrare necessariamente assurde o fuori luogo. In più io amo le tute e la semplicità di uno chemisier cipria con una clutch rigida vince nel marasma di figuranti vestiti da marshmallow. Unico punto debole le scarpe di quella a destra, quel fiocco davanti è terribile. Voto: 7 La seconda coppia (in alto, a destra): bhè lui la ama tantissimo per essere andato ad una festa tema 'Pink' con la sua ragazza. Che giustamente ha scelto dei colori decisamente portabili (anche di giorno) e finalmente invernali (dlin dlon, siamo a gennaio). La palette di colori scelta da lei è impeccabile, tranne per i sandali: ma cosa sei, Shakira? Voto: 8 Eccone una che comincia a crederci però un po' troppo (in basso, a sinistra): a giudicare da quello che indossa (Stella McCartney e Celine, a occhio) dev'essere una cliente del negozio o per lo meno aspirante tale. Avrei raccolto i capelli per sembrare più chic, avere 5.000 euro di merce addosso non è un passaporto verso l'eleganza. Voto: 6.5 Ed infine quella che sembra il prototipo della blogger di provincia che si fa scattare le foto sui gradini di casa dal fratello adolescente. Sorriso timido, si sente fuori posto, ha cercato di adeguarsi al tema senza mettersi necessariamente in ridicolo. Apprezziamola per questo e non di certo per la 2.55 che la fa sentire come Una di Quelle Che Contano. Voto: 6. Luisa ViaRoma Firenze 4Ever Pink Carpet: Le Pagelle di Stile Eccole le mie amiche. Non ho capito se vogliono essere riconosciute o meno diciamo che tra di loro ci sono Laura e Viola e che sono, rispettivamente le editor-in-chief di Diario di Una Snob e The Old Pink Room. Non sembrano anche a voi GENTE NORMALE VESTITA NORMALE? E questa cosa non vi sembra incredibilmente da premiare in un paese come il nostro? Sono ragazze normali, ecchecazzo, mica tutte possono mettersi il primo straccetto di Celine addosso prima di uscire! E facciamolo questo Elogio della Normalità. Nella foto di gruppo (in alto a sinistra e in basso a destra) trovo particolarmente dolci nei loro timidi sorrisi al fotografo la ragazza con il collo di volpe argentato. Il vestito è un po' troppo pallido per sembrare rosa e onestamente avendo ancora le pupille carbonizzate da certi fuxia che ho visto, non necessariamente credo che sia Il Male. Ha una pochette a forma di libro. Anzi, è un libro. Quando ho visto il making of della pochette ho pensato che anche lei avesse avuto qualche brutta esperienza con uno scrittore, invece no. Lei è creativa! Vorrei tanto vederla meglio quella pochette, ma a giudicare dalle foto dell'evento per ora è la pochette più originale dela festa. Certo, tranne Richie che si sa essere un appendice della Ferragni, al pari di una clutch. Giusto un paio di osservazioni perché se no poi sembra una marchetta: 1. Sono calze 20 denari quelle che vedo? 2. Sorriso a denti stretti e bocca chiusa. Perché? Voto: 7.5
Poi abbiamo la chioma leonina posta al centro, con la pochette borchiata. Bhè io già la amo. Ma i capelli? Avete visto che volume? Solo se mi metto i petardi in testa io vengo fuori così (no, non è vero, basterebbe non usare la piastra, ma vabbhé)! E poi she's got The Face.

Sì, lei c'ha la Face. Sorride, pare l'unica nel gruppo. E nella foto sotto accenna anche lo sguardo languido alla Kate Moss. Si chiama Poupette, amiamola. Voto: 8
Infine abbiamo il confettino all'estrema destra. C'eravamo già conosciute quest'estate ed è stata la prima che ho riconosciuto ('Quella lì! Quella lì! Ma io LA CONOSCO! Io conosco La Gente Che Conta!'). L'abito è una tunichetta con un gioco di pieghe sul davanti, delle calze a 50 denari (perché se no CI SI AMMALA GENTE) e si è stirata i capelli (oppure quest'estate quando l'ho conosciuta era molto spettinata). Apprezzo il make up bon-bon bon-mine MA, per non smentirmi, voto NO per lo smalto. In realtà è più un mio problema che suo, visto che io contemplo solo 3 colori nel mio beauty degli smalti mentre invece lei è una fan dei colori. E di nuovo: sorriso a denti stretti e bocca chiusa. Perché? Voto: 7.5 Il trio (in altro a destra): ma quanto sono adorabili? Quel top di pizzo per altro l'ho certamente già visto, forse da Zara, forse da H&M. Quindi E' Una Di Noi. E quella con la cresta? Ma quanto bella è? Non so cos'abbia addosso ma è riuscita nell'ardua impresa del non sembrare un tappeto! Voto: 7/8 Infine l'orientale (in basso a sinistra): non ha una posa plastica, non sembra strafottente e indossa una giacca che sembra rubata da un pigiama che è una delle mie idee di styling che medito da tempo ma non oso mai. E' chic ma non mi sta sulle palle, dev'essere quel sorriso timido da una che si rende conto che non si trova agli Oscar della Moda. Voto: 9


I Famosi Famosi per modo di dire. Io di blog ne conosco a pacchi, ma di quelli che si postano le foto nel bagno sono anche un po' stufa quindi essendo della Old School per me famosi son quella manciata che vedete qua sotto.

Luisa ViaRoma Firenze 4Ever Pink Carpet: Le Pagelle di Stile

Ed eccole qua le Prezzemoline: Grazia, Graziella e Grazie al Cazzo (Andy, Carolina e la Ferragni). Andy è incredibilmente e spaventosamente fuori tema per essere una delle Socie Fondatrici dell'Impero delle Fashion Blogger e inoltre ha un po' uno stile (sopratutto di capelli) che è sempre uguale a sé stesso. D'altra parte se ce l'ha fatta la Ferragni a cambiare piega, puoi farcela anche tu. Inoltre, se tu fossi una celebrity e ti presentassi vestita così ad un evento la gente penserebbe che tu sia incinta, pensaci la prossima volta che non ti metti un tubino. Voto: 6 Carolina ha quella faccia da tedesca che io ho sempre trovato difficile da apprezzare. La piega mi sembra scolpita nel legno e il vestito (una loro creazione, come i tubini rosa delle hostess a fianco) è veramente cheap come sembra. Voto: 4. Chiara. Eh, Chiara. A malincuore devo riconoscere che sta imparando come acchittarsi negli ultimi mesi. Purtroppo, nel panorama delle blogger poratche italiane lei è dolorosamente la migliore. Ha imparato a farsi truccare e farsi pettinare e già questo le leva il 70% del lavoro. L'abito dovrebbe essere anch'esso una creazione di Werelse (il brand che le tre sopracitate hanno creato. Rabbrividiamo) e mi sembra il meno peggio, ma non per questo il migliore. Il pizzo nero o va da solo o diventa subito volgare. Pizzo e fuxia c'è solo un luogo dove possono essere indossati senza dare nell'occhio, ed è il Plastic. Segui l'esempio di Michelle Hunziker e trovati anche tu una tonalità di biondo credibile. Voto: 5.5
Luisa ViaRoma Firenze 4Ever Pink Carpet: Le Pagelle di Stile

E se la regina della serata è stata la Profeta in Patria Ferragni, il re della serata non poteva che essere lui, Brianboy. Non seguo il suo blog da tempo (non volevo che alimentasse la mia omofobia più di quanto già il mio lavoro non faccia) ma vedo che il suo stile non è cambiato. Odio le froce baraccone, quelle che devono ostentare una mancata femminilità a discapito del buon gusto. Un ensemble del genere forse se lo può permettere solo Chuck Bass, con la sola differenza che lui sulle spalle si sarebbe messo Blair e non una volpe rosa. Quella sciarpa poi? Bah. Voto: 4 L'altra è Rumi, pare famosa blogger che dicono Veramente Figa. A spanne quello che ha addosso è Miu Miu (l'abito), Fendi (la borsa) e Prada (i sandali) ma la cosa che conta veramente ai fini del mio giudizio sono i capelli. Quello è un ottimo chatouch. Voto: 7.5 I Poratchi Ed ecco cosa intendevo quando dico BARACCONI:


Luisa ViaRoma Firenze 4Ever Pink Carpet: Le Pagelle di Stile

Abiti di Stella McCartney con lo strascico troppo lungo (ma cosa credi di essere, in chiesa?), poppe in bellavista, gente che anziché preoccuparsi di mettersi delle improbabili ciglia finte dovrebbe degnarsi di coprire gli avambracci, uomini gay che posano come Blake Lively davanti all'obiettivo, gente che ha scuoiato il pisolone per indossarlo come pelliccia per risultare comunque schifosamente fuori tema, Magda Gomez con dei guanti improbabili (o più lunghi o più corti cuore, quelli lasciali per quando ti metti il cappotto), genti pazze pazze pazze come studenti in gita, wannabe che si sono ammazzati per avere quel paio di pantaloni di Versace per H&M salvo poi accorgersi che il giorno dopo erano ancora tutti lì, froci a caso vestiti come impiegati dell'Anas, mamme e figlie senza il gene del buon gusto, calze ricamate (eh? Siriously?), piume nel giromanica e sopracciglia tatuate, speedy di Vuitton e cardigan portati per mascherare i fianconi da buzzicona (vestiti di nero no? Eddai, cazzo). Continuo? Continuo.
Luisa ViaRoma Firenze 4Ever Pink Carpet: Le Pagelle di Stile

Genti che anziché indossare la corona di spine in testa, se la mette sulle spalle, chi vuole fare la punk con un parka addosso (forse l'unica cosa accettabile), donne orientali con i baffi, donne (o uomini, chi lo sa?) troppo anziani per andare in giro la sera e senza reggiseno, genti che sembrano imbalsamente come in una foto da club delle prime mogli (ma ringraziamo dio che hai avuto un occasione per indossare quel Versace per H&M, almeno hai fatto la fila per qualcosa), gente che si mette l'ombretto lilla (eh?), gente con il pon pon sulle scarpe, gente che crede di andare ad una festa per i 50 anni di Colazione da Tiffany (sei veeeeecchia, veeeeecchia!), gente per la quale è troppo presto per andare ad una festa così perché non avete ancora capito come vestirvi (e se pesi più di 60 kg rinuncia alle 20 denari) e infine gente troppo fuxia per essere presa sul serio (Snooki? Sei tu?). Sono stremata, mi bruciano gli occhi. Il voto dei Poratchi? Ma che voto e voto, loro sono ingiudicabili, N.C. S., fuori da ogni classifica e da ogni grazia di dio. Il prossimo anno consiglio di rimanere a casa a guardare la finale di X Factor su cielo.

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