
Nono rilancia i dadi e inveendo pareggia i conti con il mondo violando quegli uomini che dicono di voler scopare sua moglie, macché, lo sanno tutti, questi vengono per perdere, è diceria nota nei porti subtropicali, è la nomea di Nono ad accorciare longitudini e distanze ma di questo lei non sa e si illude e intanto chiama Robert, amore mio, per cercare consolazione in ore leziose, e intanto brama Georges Querelle e, guardando il vuoto, si perde nelle differenze dei loro membri e anela di giacere con entrambi, Robert e Georges, a coglierne affinità e diramare l’odio che li oppone e lega, Georges e Robert, più di quanto lei possa amarli, e si proclama dea della voluttà, vezzosa nelle sue moine, nell’enfasi dei sospiri trattenuti; si incipria il collo - lo specchio dà risalto al profilo del volto a tratti molle, gli anni passano -, si spazzola i capelli in cerca di trame e onde e armonie di pieghe e forme, quando lei si avvicinerà al piano – Robert, suona per me -, e da nota languida a languida voce lei canterà che ogni uomo uccide ciò che ama e sarà roco il suo timbro e sarà vago il suo sguardo e sarà suadente, tra afrori e caldo e odore di maschio, tra sigari e oscurità e freddo della notte che avvolge Brest e il suo porto, il suo passo ieratico e la leggerezza del polso e il gioco perverso delle mani ma adesso zitte, sta arrivando Madame Lysiane.Giorgio D'Amato