M° Ciliegja.

Creato il 04 dicembre 2010 da Vilipendio
Le ciliegie sono come le sigarette: l'una tira l'altra.
Anzi, sono lievemente peggio, visto che per anni non ne ho mangiato poiché fortemente impressionato da una volta in cui vi rinvenni 1 verme. Dovrai concedermi che trovar vermi in una sigaretta è un'eventualità alquanto remota, specie se fumi miscele pregiate come il Giallo Olborneo. Ovvero quanto di più avulso da un habitat verminaceo.

Certo, le ciliegie sono molto buone. Specie quando rosse e grosse. Ma erano gustose anche certe piccole e scialbe, che ricordo di aver colto da piccolo con Claudia e Daniela, da alberi a cui tendevamo le pargolettae mano, in una di quelle infantili gite antelucane che mi hanno poi alienato pessempre dai presunty piacery della Tontagna.
Però come già dicevo, esse possono essere anche infide. Devi battere sul tempo il Verme Divoratore, che ricordo schifato anche da Poe, quando lo leggevo da piccolo. Devi mangiarle tu prima di lui, dico del Verme Divoratore e non di Poe, che da mò che ha perso l'appetito.
Le ciliegie sono infide, oltre a-vermi spaventato tantissimo coi loro contenuti vividi. Io vorrei poter portare il cibo alla bocca
con semplicità, senza doverlo epurare da nervi-grasso-nerodellafrutta & vermi. Se mai sarò ricchissimo avrò un valletto che dovrà farlo x bene, anzi due valletti: uno che mi leva le parti che non ritengo edibili, un altro da far frustare da un terzo valletto quando non mi fa funzionare bene il combruter con cui mi registro i pezzi.
 
E invece le ciliegie, oltre a celare insidie prive di scheletro (e io aborro gli nvertebrati di qualsiasi specie, preferirei trovarci dentro un leone), non sono frutti come Tutti Frutti, ma ciànno il plurale capriccioso. Quando sono declinate al plurale, esse praticam. ti costringono ogni volta a cercare su Google come si scrivono, se colla i o senza la i. Tu lo fai superando il tuo giusto orrore di pigro, e vedi che lo si può fare in tuttieddue i modi. Ma tanto è inutile, dopo un tempo irrisorio te lo scordi, e la prossima volta dovrai ricercartelo imprecando Addio, il fragoroso inventore di tante raggelanti freddure.
Così adesso, a sfregio, io scrivo Ciliegje, come fosse 1 mare croato o 1 madonnanéra polacca.
Vermi reali mi nsidiano le bocche, vermi mentali mi sfiancano la mente.
Niente di tutto questo accade colle sigarette. Cioè capisci, in realtà io ho letto Il libro, e ora so bene gli aspetti che delle sigarette (chiedo scusa) mi disturbano. So ad esempio che a impensierirmi non è tanto Il Tumore (ma che Tumore & Tumore), poiché Il Tumore è chiaro che inesiste in quanto personalmente lontanissimo. Mi accorgo, mentre fumo, che in realtà (ora piango) non sono buone per niente. Anche se poi sono buonissime.
Ma il fatto è che quando mi rivedo le foto dove fumo, i posti dove ho fumato, le situazioni in cui si fumava bene; quando ripenso ai calumet consumati in santa pace coccerti amici miei, allora io ci voglio avere la foto sulla lapide così: da fumatore. Ora mi sto ricomprando la macchina del caffè, un'automatica, fa tutto lei, metti i chicchi e lei te li munge direttamente in aroma. Ma ciò è Cristaceo, nel senso invertebrato del termine (e già ti ho detto che io schifo gli nvertebrati, specie quelli che risorgono vigliacchi dalle croci; preferirei trovarli sbranati nei Colessei dai loro stessi leoni). È Cristaceo perché il caffè più è buono e più pretende di essere fumato sopra ogni cosa. Se tu ti prendi 1 buon caffè e poi non fumi, oltre a essere un rozzo presuntuoso saccente ignorante testadicazzo, sei pure uno scellerato negli acquisti, è come se nella macchina del caffè più perfetta del mondo ci metti a bagno le emorroidi di un dromedario vivo, colla scabbia viva.
Insomma,
in questo periodo non mi va tanto di scrivere. Sono già più preso dalle canzoncine musicali che mi voglio registrare semprepiù. Là mi vola la mente, quando ciò tempo.
Però però, questo parallelismo tra ciliegj-e sigarette, vittorioso per le sigarette, non trovi che sia fascista allo stesso fascio di rette di Compagnia e Solitudine? Compagnia di Una, intendo dire, non di Molti. Quella di Molti si sa, che è Canzoni e fumo – ed allegria.
Nel senso, no? che io starei tanto bene da solo, ma proprio tanto bene. Non fosse che per il fatto che in Compagnia si sta meglio, o almeno in certa Compagnia.
Che però la Compagnia non è che te la trovi sull'albero che sembra piccola e scialba ma poi è gustosa, o grossa e rossa ma poi cià il verme splicito. Macché.
Questo tipo di Compagnia ti devi fare un culo così, per coltivartela. Seminartela. Innaffiartela. Sverminartela. Piluccartela. Mica la trovi sugli alberi, per quanto impervi, o nella vaschetta del supermercato, per quanto costosa.

La Compagnia certe volte ti disturba, certe volte volte ti tenta. Sai che è buonissima, anche quando non la senti buona per niente. O che non è buona per niente, anche quando la senti buonissima.
Però, quello che so, è che così ci voglio avere la foto sulla lapide: mentre me ne sto in Compagnia.
Solo non capisco se è un condizionamento o un mio reale desiderio. Perché certe volte da solo me ne sto così bene, ma così bene. Però altre volte da solo sto così male, ma così male, da desiderare persino cose innaturali e impervie come La Compagnia.

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