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ma giusto per non vedertelo sempre in mano

Creato il 21 giugno 2014 da Plus1gmt

Se già l’avere tutto a portata di mano con l’internet vi trasmette completezza e un livello di progresso che non ha confronti ma che quando trovate le striscioline di quotidiani cinesi usate per fare spessore nel sistema di chiusura degli ombrellini dei long drinks vi fa riflettere sulla parte del mondo a cui dobbiamo tutto, provate a immaginare il senso di sazietà tecnologica che ci hanno dato scoperte come la tv a colori, o le cuffie per riproduttori audio portatili, o anche una partita a pong. Persino la lavastoviglie Siemens di mia mamma che funziona ininterrottamente dall’82 mentre la mia, acquistata nell’anno del matrimonio, è di una marca italiana che nemmeno esiste già più, uscita fuori gioco senza nemmeno passare dal via alla delocalizzazione. Mi ricordo persino il profumo del vano per le cassette della piastra del primo impianto hi-fi e la reazione fisiologica che mi dava la polvere che si raccoglieva sulla fila degli LP riposti di costa proprio come accade oggi, la differenza è che una distinta signora ucraina una volta alla settimana comprime in un aspirapolvere obsoleto con il sacchetto ogni rischio di allergia con acari di contorno. Ma se fosse per me io mi sarei fermato già da un pezzo perché nessuno vi verrà mai a dire che gli manca qualcosa, al massimo qualcuno ma è un altro discorso, e senza tirare in ballo quelli della decrescita felice io mi accontento di una stabilità non certo triste ma con quel poco di nostalgia per gli album Disney con le storie di topi e paperi contestualizzate per i mondiali di calcio, il significato di cinque stelle che era una latteria dove mio papà comprava i semifreddi al sabato sera da gustare durante Fantastico con Beppe Grillo, ironia della sorte, persino l’odore che c’era nella Ford Taunus che mi faceva venir da vomitare dopo un paio di isolati e che non ho mai capito perché un abitacolo di berlina dovesse puzzare così di abitacolo di berlina. Nello stesso anno – non chiedetemi quale – qualcuno è riuscito persino a far coesistere una specie di console portatile ante litteram con cui si poteva solo giocare a un gioco e basta e io avevo scelto il basket, con una lineetta accesa che alla pressione di un pulsante a forma di freccia faceva allontanare da sé un puntino – la palla – verso uno spazio vuoto che era un canestro, e allo stesso tempo dicevo c’era un catafalco con delle molle che, comandate da tastoni colorati, lanciavano una pallina da tennis tavolo in un canestro. Una specie di pallacanestro balilla, passatemi il termine, fatto apposta – credo di essere stato il proprietario dell’unico articolo venduto – per gente che si faceva fotografare ancora con i genitori in vacanza. Invece no, gli inventori non si fermano ed è per questo che tergiverso quando mia figlia mi chiede questa o quell’altra cosa. Tesoro, le dico, che cosa te ne fai di uno smartphone? Se devi chiamare qualcuno – e mi chiedo chi debba chiamare al di fuori dei suoi genitori ma vabbe’ – se devi chiamare qualcuno puoi farlo col telefono di casa. Se vuoi invece spippolare con le cosine touch che vanno per la maggiore abbiamo già un tablet in casa, se si tratta di voglia di entertainment digitale, allora, non ti puoi certo lamentare sulle prestazioni dei pc domestici. Non è tanto quindi necessità di comunicare, è più una voglia di avere un robo che se non ce l’hai ti senti un po’ escluso.



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