MACEDONIA: Il governo forza la finanziaria, l’opposizione minaccia il boicottaggio

Creato il 25 dicembre 2012 da Eastjournal @EaSTJournal

Posted 25 dicembre 2012 in Economia, Macedonia, Slider with 0 Comments
di Davide Denti

Proteste di Natale a Skopje. Il governo macedone ha forzato la legge di bilancio 2013 in Parlamento, l’opposizione socialdemocratica è scesa in piazza e minaccia il boicottaggio e la disobbedienza civile. Intanto, gli scontri di piazza hanno fatto almeno 17 feriti, di cui 11 poliziotti e 2 deputati.

La Macedonia non è la Grecia? L’opposizione protesta contro l’indebitamento del paese

Il bilancio macedone per il 2013 prevede 2,7 miliardi di euro di spese contro 2,4 miliardi di entrate, ed è stato votato da 65 deputati; 4 sono stati i voti contrari espressi, mentre la maggior parte dell’opposizione non ha partecipato al voto. Il governo prevede di richiedere due nuovi prestiti alla Banca Mondiale nel 2013, per un totale di 250-300 milioni di euro. L’opposizione protesta contro l’ulteriore indebitamento dello stato, e chiede il taglio di 200 milioni dal bilancio, che sarebbero destinati ad auto, mobilio e a nuovi, grandiosi monumenti. “Lo SDSM usera tutti i metodi disponibili, dentro e fuori dal Parlamento, per prevenire questo indebitamento rampante e uno scenario greco per la macedonia”, aveva avvertito il vicepresidente dei socialdemocratici, Zoran Jovanovski.  La Macedonia ha ricevuto 700 milioni di euro di prestiti nel 2012, per finanziare le riforme e il bilancio, aumentando il debito pubblico del piccolo paese. Secondo l’opposizione, il governo intenderebbe spendere i nuovi prestiti in progetti considerati non necessari, come un rilancio della capitale nel quadro dell’iniziativa ‘Skopje 2014‘ ed altri bonus locali in vista delle elezioni amministrative di marzo 2013.

Il passaggio parlamentare contestato e le reazioni

La Commissione bilancio del Parlamento era rimasta bloccata per l’ostruzionismo dei socialdemocratici, che avevano presentato più di 1200 emendamenti alla legge finanziaria. Domenica 23 dicembre il governo macedone aveva approfittato di una sessione d’emergenza per adottare una nuova bozza di bilancio, che secondo i detrattori conteneva cambiamenti solo cosmetici, e rinviarla al Parlamento per una rapida approvazione lunedì stesso, senza passare dalla Commissione bilancio, una mossa illegale secondo l’opposizione.

All’interno del Parlamento, il voto sul bilancio è terminato con una rissa. Tre deputati dell’opposizione sono rimasti feriti mentre venivano rimossi con la forza dalla sala della plenaria, dopo aver tentato di impedire il passaggio ai deputati della maggioranza. Anche i giornalisti sono stati espulsi dalla Camera, evento che ha suscitato le forti proteste dell’Associazione macedone dei giornalisti (ZNM). Secondo il suo presidente, Naser Selmani, il governo ha raggiunto “il punto più basso del suo comportamento irresponsabile”.

“Tutto ciò che abbiamo fatto oggi, l’abbiamo fatto per il bene del popolo e dello stato“, ha dichiarato il presidente del Parlamento Trajko Veljanovski, a seguito dell’approvazione della legge finanziaria. Secondo il ministro delle finanze Zoran Stavreski, la mancata approvazione del budget avrebbe condotto ad una spesa aggiuntiva di 84 milioni di euro. Gli eurobond che il governo avrebbe potuto emettere per finanziare il bilancio senza l’approvazione del Parlamento avrebbero comportato un tasso d’interesse doppio rispetto a quelli della Banca Mondiale.

Gli scontri di piazza. L’opposizione chiama alla disobbedienza civile

Lunedì 24 dicembre, davanti al Parlamento di Skopje, si sono tenute una manifestazione dell’opposizione e una contromanifestazione filogovernativa, con diverse migliaia di persone da ciascuna parte, separate da un rigido cordone di polizia. Tra i due gruppi sono volate pietre, uova, mele e pomodori. Un gruppo di manifestanti dell’opposizione, tra cui il leader socialdemocratico Branko Crvenkovski, sono riusciti a superare il primo cordone di polizia e a dirigersi verso i filogovernativi, ma sono stati respinti da una carica delle forze dell’ordine, che sono riuscite ad evitare che i due gruppi entrassero in contatto.

Branko Crvenkovski, leader dell’opposizione socialdemocratica, ha accusato il partito  VMRO DPMNE di Nikola Gruevski di governare in modo autoritario. “Oggi la Macedonia ha avuto il suo Milosevic. Se [Gruevski] vuole essere Milosevic, avrà anche il suo Cinque Ottobre“, ha aggiunto Crvenkovski riferendosi alle proteste di piazza che portarono alla caduta di Milosevic nel 2000. Crvenkovski ha condannato la forzatura della procedura parlamentare da parte della maggioranza per passare la legge di bilancio: “Da oggi non c’è Parlamento“, ha detto, invitando parlamentari e popolazione alla “disobbedienza civile”. Secondo Radmila Sekerinska, leader dell’Unione socialdemocratica di Macedonia: “Il primo ministro Gruevski vuole eliminare chi protesta e i parlamentari che non intendono votare il bilancio, questa è la sconfitta della democrazia macedone”.

Le reazioni internazionali al montare della tensione  a Skopje

I rappresentati dell’Unione Europea e degli Stati Uniti nel paese hanno espresso preoccupazione per il montare della tensione. Il ministro degli esteri svedese Carl Bildt ha richiamato su twitter tanto l’opposizione quanto il governo macedone alle proprie responsabilità e a non abbandonare la prospettiva europea del paese. Foto: Vanco Dzambaski, Flickr

Condividi:

Tags: Branko Crvenkovski, budget, Carl Bildt, Davide Denti, economia, Macedonia, Nikola Gruevski, proteste, Radmila Sekerinska, Sdsm, Skopje 2014, Trajko Veljanovski, Vmro, World Bank, ZNM, Zoran Jovanovski, Zoran Stavreski Categories: Economia, Macedonia, Slider


Potrebbero interessarti anche :

Possono interessarti anche questi articoli :