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Made in Italy, sbarca alla Liuc il food retail

Creato il 26 maggio 2014 da Stivalepensante @StivalePensante

Food retail, settore strategico per il made in Italy, sbarca tra i banchi del Libero istituto universitario Carlo Cattaneo (Liuc). L’ateneo conferma, infatti, anche per quest’anno il percorso di studi ‘Made in Italy: entrepreneurship and management’, ampliando la sua offerta formativa con uno specifico taglio sul food retail.

(castellanzainrete.it)

(castellanzainrete.it)

“Al di là delle tante definizioni – dice a Labitalia Fabio Papa, docente Liuc – che si possono dare rispetto al concetto di made in Italy, alla Liuc esso si identifica con la conoscenza del territorio italiano e delle sue imprese. Per questo, abbiamo creato una laurea sulla gestione manageriale del made in Italy, partendo da ciò di cui le aziende hanno realmente bisogno. Le imprese hanno bisogno – fa notare – di studenti pronti all’uso fin dal primo ingresso in azienda. Seguendo questa logica, abbiamo costituito delle partnership con importanti aziende italiane che, già da quest’anno, permetteranno a numerosi studenti della Liuc di trovare lavoro prima ancora di conseguire il titolo di studio”.

“A caratterizzare il nuovo posizionamento strategico sul mercato – sostiene la Liuc – quattro nuove catene food che entrano a far parte dei partner del percorso di studi. Ca’Puccino, Panino giusto, Grom e Rossopomodoro, hanno infatti deciso di investire sulla formazione di giovani studenti mettendo a disposizione il loro know how per integrarla e trasformare i ragazzi in importanti risorse che le possano supportare nel loro processo di internazionalizzazione”.

Il supporto delle quattro aziende si concretizza nell’inaugurazione, all’interno del percorso, di un nuovo insegnamento di 45 ore in food retail management, che darà agli studenti gli strumenti necessari a specializzarsi nella gestione di catene food and beverage. Questo insegnamento è finalizzato all’inserimento professionale di una quarantina di studenti nelle aziende al termine del loro percorso formativo. Il motivo che ha spinto le quattro aziende a partecipare in qualità di partner del percorso di studi è proprio la convinzione che la reale speranza di sviluppo per il made in Italy è quella di formare le nuove generazioni con competenze studiate ad hoc per rispondere alle necessità delle aziende, soprattutto in un settore come quello alimentare Pil italiano. E proprio nella mediazione tra tradizione del saper fare italiano e logiche di mercato internazionali che prende corpo il percorso di studi made in Italy: Entrepreneurship and management che mira a formare, in inglese, i manager del made in Italy del futuro.

(adnkronos.it)

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