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Mahmoud Darwish, giocatore d’azzardo

Creato il 18 dicembre 2015 da Chiarac @claire_com_

Quando Mahmoud Darwish morì, nel 2008, aveva lasciato incompiuto un diwan. Che i suoi amici di una vita, tra cui lo scrittore libanese Elias Khoury, decisero di dare alle stampe. E che ora è arrivato anche in traduzione italiana. 

Nella postfazione alla versione italiana del diwan, appena pubblicato per Mesogea con il titolo Il giocatore d’azzardo, la traduttrice Ramona Ciucani ci racconta la storia di come e perché le poesie vennero pubblicate. Una storia che lascia un po’ l’amaro in bocca al pensiero di quanto ancora Darwish avrebbe potuto dare al mondo della poesia se l’operazione a cui si era sottoposto negli USA non gli fosse stata fatale.

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Foto “rubata” alla pagina Facebook di Mesogea :-)

Poter leggere quindi le sei poesie che compongono Il giocatore d’azzardo è stato un onore, oltre che un piacere purissimo. “Qui, ora, qui e ora”, “Due occhi”, “Di gigli, l’aria”, “Alla stazione di un treno caduto dalla mappa”, “Il giocatore d’azzardo”, “Un copione già pronto”, ci racconta Ramona Ciucani, appaiono in traduzione italiana per la prima volta e compongono la sezione iniziale della raccolta Non voglio che questa poesia finisca. Sono le uniche poesie complete del diwan incompiuto, il “testamento poetico” di Darwish.

Ma in quello che, a causa della morte prematura del poeta, ci apprestiamo a leggere come un testamento, seppur poetico, Darwish celebra la vita. Che è solo un attimo tra due momenti: “l’accidente della vita e l’incidente della morte”. Il poeta in “Il giocatore d’azzardo” chiede alla morte di ritardare la sua venuta, esclama “Viva la vita!”, chiede alla vita di abbracciarlo “adagio affinchè il vento non mi disperda”. In “Di gigli, l’aria”, la paura della morte è messa tra parentesi di fronte alla celebrazione della vita: il futuro ancora non c’è, ma il presente è ricco e degno di essere vissuto. In “Due occhi”, i due occhi protagonisti del poema sono spalancati sul mondo e sulle sue bellezze, rigogliose di vita e colori.

Se la vita è un azzardo, una fortuna, Darwish mostra di esserne consapevole: non fosse stato per i suoi genitori, o per una dimenticanza, un ostacolo improvviso, un ritardo, un caso fortuito, lui non sarebbe esistito. E noi non avremmo potuto leggerlo.

Il giocatore d’azzardo verrà presentato in anteprima sabato 19 dicembre alle 18.30 a Roma, alla Libreria Griot. A commentarlo ci saranno Simone Sibilio e Ada Barbardo, docenti ed esperti di letteratura araba contemporanea.


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