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Mamma esco: vado in guerra

Creato il 20 ottobre 2011 da Cannibal Kid
Mamma esco: vado in guerra I want to be a soldier
(Spagna, Italia 2010) Regia: Christian Molina Cast: Fergus Riordan, Ben Temple, Andrew Tarbet, Jo Kelly, Robert Englund, Danny Glover, Valeria Marini Genere: violence Se ti piace guarda anche: L’onda, American History X, Ben X, Bully, Assassini nati - Natural Born Killers, Arancia Meccanica
Proprio mentre a Roma scoppiava la guerra o qualcosa del genere, lo scorso weekend è uscito in una manciata di sale italiane (ma è recuperabile anche in rete) I want to be a soldier, un piccolo film spagnolo che non sarà certo una nuova pietra miliare del cinema, ma allo stesso tempo rappresenta comunque una riflessione interessante sul tema della violenza. Un tema sempre attuale, d’altra parte l’uomo è un animale violento, ma che soprattutto alla luce dei recenti fatti nella Capitale aiuta a farsi qualche domanda in più, ao’.
Mamma esco: vado in guerra
Il film parte come una pellicola quasi spielberghiana, con un’atmosfera a mezza strada tra E.T. e Super 8. Il bambino protagonista Alex ha un amico immaginario astronauta, professione che anche lui nei suoi teenage dreams (anzi tweenage dreams) sogna di fare in futuro, anziché sognare di farsi Katy Perry. Un bambino di 8 anni con la frangetta ingenuo, innocente e felice. Buon per lui, male per noi spettatori. Che ce frega di vedere un’infanzia idilliaca?
Mamma esco: vado in guerra Tutto cambia però quando i suoi genitori mettono al mondo due gemellini che gli soffiano l’ambito titolo di “cocco di casa” e, soprattutto, quando suo padre prende la sciagurata decisione di accordagli il permesso per avere la televisione in camera. Non l’avesse mai fatto… Da lì in poi, Alex si rimbecillisce. Ma non è come potete pensare. Non guarda il Grande Fratello, Uomini e donne, Pomeriggio Cinque. I suoi sogni non si trasformano in quelli di diventare un concorrente dei reality-show o un tronista. Questo no, per fortuna. Alex si mette però a guardare soprattutto notiziari, programmi all news, reportage e film di guerra e il suo sogno quindi passa dalla conquista dello spazio a quello di diventare un militare. I want to be a soldier, lo capivate già dal titolo pure senza questa mia lunga premessa iniziale. E così Alex ha un nuova amico immaginario, stavolta un soldato spietato, inoltre tappezza la sua camera di poster del perfetto guerrafondaio e si rasa a zero, in una scena che ricorda la “tosatura” di Natalie Portman in V per Vendetta. E a proposito di Natalie, ché un motivo per tirarla in mezzo ci sta sempre bene, se lei è stata una giovanissima rivelazione ai tempi di Leon, anche il baby protagonista di questo film Fergus Riordan è una discreta promessa e qui offre una performance notevole. Peccato invece per il resto del cast…
Mamma esco: vado in guerra Ebbene sì, raga. Se poco più di un anno fa qualcuno mi avesse detto non solo che avrei visto un film con Valeria Marini, ma che mi sarebbe pure piaciuto, gli avrei dato del pazzo. E invece poi è arrivato Somewhere di Sofia Coppola e l’incredibile è diventato realtà. Ma se qualcuno mi avesse detto che avrei visto un altro film con Valeria Marini e pure questo mi sarebbe piaciuto, per un 2 su 2 che ha dell’incredibile, avrei chiamato la neuro per un ricovero per direttissima. E invece è andata proprio così. Va specificato comunque che pure qui la Valeriona nazionale (anche produttrice del film) ha un ruolo molto marginale, quello di un’insegnante delle elementari, e quindi non fa in tempo a rovinare la pellicola con le sue enormi doti recitative. Anzi, si guadagna una scena quasi cult quando il protagonista le dice: “Tu non sembri una maestra, sembri una puttana!”. Giù applausi a scena aperta per il bambino e standing ovation. A completare il cast decisamente sul trash andante, c’è un resuscitato Robert Englund, mister Freddy Krueger in persona, che interpreta un allucinato psicologo dalle rigide teorie educative, più un Danny Glover che non si vedeva sul grande schermo dai tempi forse di Arma Letale, più più i due genitori spagnoli del protagonista no muy buenos para recitar cómo mi español no es my bueno.
Mamma esco: vado in guerra La regia passa invece dallo spielberghianesimo iniziale a una cattiveria più alla Oliver Stone (naturalmente senza raggiungere neanche da lontano i livelli di entrambi), con le immagini del ragazzino mischiate (in maniera eccessiva) ad altre di guerra di repertorio e citazioni del colonnello Kilgore di Apocalypse Now. Il livello cinematografico e recitativo alterna quindi cose buone e altre molto meno, presentando qualche ingenuità anche in fase di sceneggiatura e qualche momento moralizzatore di troppo, ma la cosa più rilevante di questo film è come affronta di petto il tema della violenza. Nonostante il protagonista sia Alex il baby drugo, non siamo di fronte a un nuovo Arancia Meccanica, Natural Born Killers o American History X, non si possiede certo la stessa potenza di fuoco di quelli, però spinge a farsi delle domande. Da dove arriva l’odio? Da dove arriva la violenza? Guardando ai fatti recenti di cui si accennava in apertura, sembra che la lettura del Governo sia un po’ troppo facile: eliminiamo ‘sti black bloc, che da dove spuntino fuori non si sa, li sbattiamo in galera e il problema è bell’e che risolto. Tutto così semplice? Non è che questo odio nasce proprio da una situazione giunta ormai oltre ogni limite? Situazione di cui il Governo è in gran parte responsabile? Non è che i discorsi terroristici anzi peggio dei terroristi e i toni sempre accesi di un certo presidente siano proprio tra le cause scatenanti? Mamma esco: vado in guerra Da dove arriva l’odio? Da dove arriva la violenza? Basta sbattere uno che chiamano Er Pelliccia dietro le sbarre ed è tutto sparito? Basta inasprire le pene, adottare le leggi degli ultrà alle manifestazioni e all’improvviso siamo di nuovo tutti sereni e in pace?
Io non conosco le risposte e nemmeno questo film. Però nel nostro piccolo e pur con tutti i nostri difetti e limiti cerchiamo entrambi di rifletterci su. Perché sì, siamo tutti contro la violenza e le devastioni che sono una cosa sbagliata e bla bla bla e quack quack quack ed è facile condannare, sparare sentenze e sparare magari anche qualcos’altro. La cosa più difficile è invece sforzarsi per cercare di capire. Soltanto così una società civile può guardare in faccia i suoi problemi e superarli. Quindi ben venga una pellicola come questa. Hey, un momento: un film con Valeria Marini in grado di far riflettere? Viviamo davvero in un pazzo pazzo mondo!


Gli adulti hanno rovinato il mondo
e adesso sta a me rimetterlo a posto
mi chiedete di non combattere, ma voi non la smettete mai
mi dite che uccidere è sbagliato, ma non la smettete mai di ammazzarvi
per colpa vostra il mondo è diventato un posto schifoso, perciò non capisco che avete da lamentarvi
tutto quello che so, l’ho imparato da voi
(voto 7-/10)



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