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Maneggioni

Creato il 10 giugno 2011 da Renzomazzetti
vespaioli.

vespaioli.

Sembra che gli uomini lascino fare e disfare dai maneggioni della pubblica opinione non soltanto la verità, che sarebbe cosa vecchia, ma la realtà stessa dei fatti che, per essere accaduti nei modi e nelle circostanze di tempo e di luogo a loro propri, non potrebbero, in un’epoca di rapida ricognizione come la nostra, sfuggire al lampo dei fotografi e all’occhio del cronista. S’accresce il mistero mentre si moltiplicano e si rendono infallibili i mezzi e i metodi della scoperta, si parla di miracoli mentre si vuol dar ragione di tutto. Gli uomini forse hanno scoperto che solo l’indifferenza e l’oblio possono salvarli dalla lampante rivelazione dei fatti.

… si sono trovati i resti di una nave interplanetaria del diametro di circa venti metri costruita in un metallo simile all’uranio, con motori atomici, e davanti all’esemplare di un Marziano o comunque dell’abitante di un altro pianeta che non sia il nostro. La notizia di un fatto come questo, per il quale si fa il nome di un primo testimone oculare e di altri, ufficiali, scienziati, che successivamente ne hanno avuto la prova, è o dovrebbe essere l’annuncio di una nuova dimensione del mondo, dei nostri limiti, delle nostre libertà, dei nostri valori, dei nostri interessi, una prospettiva insieme terrificante e inimmaginabile dell’avvenire. Pure i giornali l’hanno relegata in pagine secondarie, l’hanno, più o meno, presa di sottogamba, come sono arrivati a cestinare quasi tutte le notizie di sempre nuove apparizioni di dischi volanti. Non ci credono, non ci possono credere, sanno che i lettori non ci crederanno?… [meditazione sintetizzata su: Breve dialogo sui Marziani di Alfonso Gatto, marzo 1950].

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ACQUA

Il pensiero ritorna

infiltrandosi nella memoria

fa rivivere le membra

dell’immobile persona.

Un frammento pende

e giù dal sole dell’agosto

cadono polverizzate le nubi.

Timidi sussurri

in rumore di corrente

escono dall’erba della sponda

ma il nascere del fiore

viene stroncato e trascinato

dal profondo fiume

e dai molli petali

ne beve l’amaro sapore.

L’occhio giallo sbiadito

guarda l’alveo dei rifiuti

i pesci premurosi accorrono

al profumo della natura

mordono e sbranano

e sazi se ne vanno.

Poi una goccia

non riesce ad evaporare:

Grida nella piccola passione

lo scheletro trasportato

nello schiumoso salato

dove rabbioso ondeggia ripieno

del fiume sereno.

-Renzo Mazzetti

 

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