Maniscalco. Poeta. Scommettitore
di Iannozzi Giuseppe
E si vede che oggi non avrò niente d’importante da raccontare. M’avevano assicurato sulla loro anima che un diamante è per sempre: avevano mentito. E’ bastato un giorno di noia perché il diamante che m’ero regalato insieme alla sua lucentezza andasse in mille inutili frantumi. Però i poeti – tutti – continuano a far poesia: la menano sull’incudine la poesia, poi stemperano ferri roventi nell’acqua. Far poesia è lavoro assai simile a quello del maniscalco, questo l’ho imparato da una lunga pezza, ed è una delle poche certezze che non uso mettere sotto agli zoccoli dei tanti cavalli – che vedo – lanciati a far mostra di sé per un galoppare zoppo. Ho sparato ad un pony stamattina: ma non mi sento colpevole, così credo che domani pomeriggio andrò all’ippodromo. E che la Fortuna m’assista. Ma può prendermi anche sotto i suoi zoccoli ferrati se proprio non le riesce di far di meglio per me.
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Maniscalco. Poeta. Scommettitore
