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Marco Fantasia – Una Storia Sorridente

Creato il 22 novembre 2014 da Iyezine @iyezine
Marco Fantasia è un nome molto conosciuto tra gli sportivi genovesi. Voce storica dell'emittenza radiofonica locale, ha intrapreso l'attività di radiocronista fin da ragazzino seguendo “clandestinamente” le partite che si svolgevano nel vecchio stadio di Marassi, raccontandole dai tetti dei palazzi vicini, per approdare poi alla più nota tra le radio private di Genova, Radio Babboleo; successivamente, dopo oltre un decennio di precariato è stato finalmente assunto dalla Rai guadagnandosi un posto nella redazione del TG regionale ligure, per poi approdare alla sua naturale destinazione, ovvero Rai Sport, dove è diventato, in particolare, una delle voci più competenti della pallavolo, oltre a seguire come inviato le grandi corse ciclistiche a tappe e condurre i notiziari.In un periodo storico che vede ormai prevalere la telecronaca urlata, con timbri di voce ed inflessioni dialettali con le quali una volta, in televisione, non si sarebbe neppure stati ammessi tra il pubblico di Rischiatutto, Marco Fantasia lo riconoscerete facilmente per i toni pacati e per la dizione perfetta derivante dalla lunga esperienza radiofonica, qualità che lo rendono uno degli ultimi eredi di gentlemen del microfono quali Guido Oddo, Paolo Rosi, Nando Martellini o Bruno Pizzul. E' proprio grazie a queste sue peculiarità che l'autore si rivela l'uomo giusto al posto giusto, allorché decide  di raccontare Una Storia Sorridente che è, soprattutto, un omaggio sentito nei confronti dei protagonisti di un giornalismo radiotelevisivo fatto di intraprendenza, competenza e passione, nato e sviluppatosi prima dell'assegnazione delle cariche e delle assunzioni effettuate tramite il famigerato Manuale Cencelli. Fantasia ci riporta indietro fino agli anni ruggenti di Radio Genova e della sua rinascita avvenuta nel secondo dopoguerra grazie ad un manipolo di pionieri, facendoci apprezzare la verve e l’umanità di protagonisti ai più sconosciuti, come l'autentico deus ex-machina Franco Tommasino, o facendoci riscoprire la grandezza di un attore dialettale come Giuseppe Marzari, che non ottenne in vita il meritato riconoscimento del proprio talento restando confinato, anche per circostanze fortuite, alla dimensione di personaggio di rilevanza esclusivamente locale, a differenza del suo contemporaneo Gilberto Govi. Aneddoti divertenti si alternano a spiegazioni di carattere tecnico, un vero dietro le quinte di ciò che avvenne in seno alle redazioni, prima radiofoniche e poi televisive, negli ultimi decenni del secolo scorso; il libro dedica anche un doveroso spazio a due personaggi ben noti, entrambi scomparsi nel 2012 a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro: Cesare Viazzi, direttore della sede regionale Rai della Liguria, maestro e mentore dei nomi di punta del giornalismo televisivo ligure, che ha fornito direttamente all’autore gran parte degli spunti utilizzati per la stesura dell’opera, e Alfredo Provenzali, al quale viene dedicato un intero capitolo, voce storica di Tutto il Calcio Minuto per Minuto e simbolo di quell'eleganza nell’eloquio in via d'estinzione, della quale lo stesso Marco Fantasia può fregiarsi. Il libro è piuttosto breve e, come premesso dall'autore, non ha alcuna pretesa di esaustività, ma vuole semplicemente essere (e non è poco) un atto d'amore verso un'epoca in cui la radio, prima, e la televisione, successivamente, svolgevano il ruolo di servizio pubblico nel senso più autentico del termine, rappresentando non solo la principale forma di intrattenimento ma, soprattutto, l’unica fonte di informazione audiovisiva disponibile. Tutto ciò conferiva a questi media e a chi vi lavorava un’aura di sacralità, fino a far ritenere ai quei tempi, con un certo fondamento di verità, che una notizia proveniente dalla televisione non fosse in alcun modo confutabile. Niente a che vedere con ciò che accade oggi, con un servizio pubblico che ha smarrito questa sua connotazione mettendosi all’affannosa rincorsa della spettacolarizzazione della cronaca, tipica della TV commerciale. Come sempre quando si rivangano storie del passato l’effetto nostalgico è pressoché inevitabile, come pure il rischio di cadere nella retorica dei bei tempi andati: Marco Fantasia rifugge abilmente queste trappole raccontandoci , è vero, di fatti e persone che appartengono ad un’altra epoca storica, ma fornendoci tra le righe anche alcuni spunti di riflessione. Infatti, arrivati al termine del racconto, viene spontaneo chiedersi cosa impedisca la riscoperta di valori che, un po' per fatalismo un po' per ignavia, vengono considerati irrimediabilmente perduti,  quali per esempio il senso d’appartenenza all’azienda (problema che non affligge certamente solo la RAI) o quel rigore cronachistico che possa di nuovo spingere un giorno i telespettatori ad affermare: “certo che è vero, l’hanno detto alla televisione” ….Collana Biblioteca del Grifo Pagine: 112 Prezzo : € 10" itemprop="reviewbody" />

Recensione

  • Editore: Internos Edizioni
  • Anno: 2014
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Marco Fantasia è un nome molto conosciuto tra gli sportivi genovesi.
Voce storica dell’emittenza radiofonica locale, ha intrapreso l’attività di radiocronista fin da ragazzino seguendo “clandestinamente” le partite che si svolgevano nel vecchio stadio di Marassi, raccontandole dai tetti dei palazzi vicini, per approdare poi alla più nota tra le radio private di Genova, Radio Babboleo; successivamente, dopo oltre un decennio di precariato è stato finalmente assunto dalla Rai guadagnandosi un posto nella redazione del TG regionale ligure, per poi approdare alla sua naturale destinazione, ovvero Rai Sport, dove è diventato, in particolare, una delle voci più competenti della pallavolo, oltre a seguire come inviato le grandi corse ciclistiche a tappe e condurre i notiziari.

In un periodo storico che vede ormai prevalere la telecronaca urlata, con timbri di voce ed inflessioni dialettali con le quali una volta, in televisione, non si sarebbe neppure stati ammessi tra il pubblico di Rischiatutto, Marco Fantasia lo riconoscerete facilmente per i toni pacati e per la dizione perfetta derivante dalla lunga esperienza radiofonica, qualità che lo rendono uno degli ultimi eredi di gentlemen del microfono quali Guido Oddo, Paolo Rosi, Nando Martellini o Bruno Pizzul.
E’ proprio grazie a queste sue peculiarità che l’autore si rivela l’uomo giusto al posto giusto, allorché decide  di raccontare Una Storia Sorridente che è, soprattutto, un omaggio sentito nei confronti dei protagonisti di un giornalismo radiotelevisivo fatto di intraprendenza, competenza e passione, nato e sviluppatosi prima dell’assegnazione delle cariche e delle assunzioni effettuate tramite il famigerato Manuale Cencelli.
Fantasia ci riporta indietro fino agli anni ruggenti di Radio Genova e della sua rinascita avvenuta nel secondo dopoguerra grazie ad un manipolo di pionieri, facendoci apprezzare la verve e l’umanità di protagonisti ai più sconosciuti, come l’autentico deus ex-machina Franco Tommasino, o facendoci riscoprire la grandezza di un attore dialettale come Giuseppe Marzari, che non ottenne in vita il meritato riconoscimento del proprio talento restando confinato, anche per circostanze fortuite, alla dimensione di personaggio di rilevanza esclusivamente locale, a differenza del suo contemporaneo Gilberto Govi.
Aneddoti divertenti si alternano a spiegazioni di carattere tecnico, un vero dietro le quinte di ciò che avvenne in seno alle redazioni, prima radiofoniche e poi televisive, negli ultimi decenni del secolo scorso; il libro dedica anche un doveroso spazio a due personaggi ben noti, entrambi scomparsi nel 2012 a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro: Cesare Viazzi, direttore della sede regionale Rai della Liguria, maestro e mentore dei nomi di punta del giornalismo televisivo ligure, che ha fornito direttamente all’autore gran parte degli spunti utilizzati per la stesura dell’opera, e Alfredo Provenzali, al quale viene dedicato un intero capitolo, voce storica di Tutto il Calcio Minuto per Minuto e simbolo di quell’eleganza nell’eloquio in via d’estinzione, della quale lo stesso Marco Fantasia può fregiarsi.
Il libro è piuttosto breve e, come premesso dall’autore, non ha alcuna pretesa di esaustività, ma vuole semplicemente essere (e non è poco) un atto d’amore verso un’epoca in cui la radio, prima, e la televisione, successivamente, svolgevano il ruolo di servizio pubblico nel senso più autentico del termine, rappresentando non solo la principale forma di intrattenimento ma, soprattutto, l’unica fonte di informazione audiovisiva disponibile.
Tutto ciò conferiva a questi media e a chi vi lavorava un’aura di sacralità, fino a far ritenere ai quei tempi, con un certo fondamento di verità, che una notizia proveniente dalla televisione non fosse in alcun modo confutabile.
Niente a che vedere con ciò che accade oggi, con un servizio pubblico che ha smarrito questa sua connotazione mettendosi all’affannosa rincorsa della spettacolarizzazione della cronaca, tipica della TV commerciale.
Come sempre quando si rivangano storie del passato l’effetto nostalgico è pressoché inevitabile, come pure il rischio di cadere nella retorica dei bei tempi andati: Marco Fantasia rifugge abilmente queste trappole raccontandoci , è vero, di fatti e persone che appartengono ad un’altra epoca storica, ma fornendoci tra le righe anche alcuni spunti di riflessione.
Infatti, arrivati al termine del racconto, viene spontaneo chiedersi cosa impedisca la riscoperta di valori che, un po’ per fatalismo un po’ per ignavia, vengono considerati irrimediabilmente perduti,  quali per esempio il senso d’appartenenza all’azienda (problema che non affligge certamente solo la RAI) o quel rigore cronachistico che possa di nuovo spingere un giorno i telespettatori ad affermare: “certo che è vero, l’hanno detto alla televisione” ….

Collana Biblioteca del Grifo
Pagine: 112
Prezzo : € 10


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