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Mare cristallino e riflessi nucleari

Creato il 21 giugno 2014 da Claudia Stritof

Le coste calabresi sono state d’ispirazione per poeti, artisti e girovaghi che le hanno amate e lodate per il verde lussureggiante della sua flora, la brezza marina e il mare blu cobalto. E’ un profondo legame quello che si crea tra il mare e l’uomo “pisciaro” rispetto a chi nasce altrove. Il mio mare è cristallino, trasparente lungo la costa che corre sinuosa all’infinito.

“Un mondo vivido di luci e di colori, fresco, fragrante, come fu voluto da Dio, nei primordi della creazione. Ed i personaggi che lo popolano sono ancora nudi, inesperti, senza parola. Passano i secoli, le generazioni si susseguono veloci, ma Adamo ed Eva vivono ancora nell’Eden. Nascono, muoiono. Un arco di tempo che racchiude la vita: fanciullezza, vecchiaia. Bonacce e tempeste. Eterne vicende umane; ma le vicende, anche se tragiche, anche se grottesche, si ammantano di luci misteriose, si vestono di stupito candore, diventano poesia per chi sa guardare con occhi attenti”.

Maria Macrì Lucà, Vecchio mondo e vecchia gente, 1969

Questa la descrizione riportata in questo magnifico libro, non perché sia della mia bisnonna, ma per le descrizioni e le storie raccontate, storie della nostra terra.

Eterne vicende umane che ancor oggi continuano a svolgersi e che se pur essendo tragedie si ammantano di mistero, diventano poesia o racconto dell’errore negli occhi di chi sà guardare.

Quella che vi racconto è una storia che riguarda molte generazioni, dalla fanciullezza alla vecchiaia, nessuno sfugge alla “mano scellarata” dei potenti e alla “mente scellerata” dell’ignoranza.

E allora perchè iniziare con il nostro mare cristallino e trasparente?

Perchè il nostro mare può anche arrabbiarsi e allora si increspa con le sue creste schiumose e le onde si infrangono con tutta la loro potenza sulla spiaggia, creando il boato tipico del mare in tempesta.

E’ una mare speciale, che molti posti balneari “d’eccellenza” non hanno la fortuna di avere, ma noi con il nostro mare e le nostre coste non sappiamo viverci, forse qualche anno fa si, quando nelle estati afose le strade brulicavano di turisti, ma tutto questo ormai non c’e più. Comunque questo è un altro discorso.

Il mare trasmette sensazioni contrastanti e ad oggi non riesco a guardarlo con gli stessi occhi, come non riesco più a guardare i monti e l’Aspromonte a due passi dal mio paese. Questa nostra peculiarità è stata minata, il nostro mare e la nostra montagna convivono con semplicità e perfezione, come con semplicità e perfezione è stata contaminata pensando che questo non avrebbe avuto ripercussioni sulla sua popolazione.

Ed eccovi allora citato un altro calabrese:

“La disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che essere onesti sia inutile”

Corrado Alvaro.

Molti forse hanno frainteso questa frase e la disonestà si è impadronita generazione dopo generazione delle menti, intaccando inesorabilmente anche il nostro territorio “sterminato”.

I viaggi in questo mare risalgano ad anni antichi, ma da molto tempo questi viaggi hanno una partenza ma non una destinazione. Navi perse o meglio “navi a perdere” che hanno solcato i nostri mari e lì hanno “deciso” di affondare.

Le “navi dei veleni” sono uno degli argomenti che molto spesso abbiamo sentito nominare, ma che molto spesso dimentichiamo, e forse proprio su questo i “potenti” basano la loro forza, non farci ricordare. Più guardo il mare e più mi chiedo: “e se fosse proprio l’acqua” a farci morire? Chiaramente, anche la terra, perchè non dimentichiamo che i rifiuti sotterrati sono un’argomento all’ordine del giorno oggi, come ieri… ma continuiamo a dimenticare.

L’incidenza tumorale in Calabria, e in particolar modo sulla costa jonica è alta. Perchè non si studiano le cause? Dobbiamo soccombere ai mali che qualcuno ha deciso di portare nella nostra terra? Leggere i dati e le previsioni sull’incidenza spaventa. Perchè ora i tumori colpiscono maggiormente bambini e ragazzi? Cosa sta succedendo in questo nostro mondo? Il mare può nascondere anche questo male? E allora perchè non tornare indietro e ripulirci di una parte di questo male? E se questo nostro mare non fosse più puro? Se fosse proprio lui una delle cause che ci porta ad ammalarci? E perchè inquinare il mare? Per cosa? Per soldi? Chi ci pensa alla popolazione? Molte le indagini, molte le inchieste a cui rimando se si volesse approfondire la lettura (e si dovrebbe!!) e molti i miei pensieri e la voglia di capire.

Molte le navi affondate, nei vari siti trovate la cartina con indicate le coordinate dei naufragi, volontari o “involontari”. Perchè si inabissano le navi? Solitamente le ragioni sono diverse, in particolari due: da una parte incassare i soldi delle assicurazioni, dall’altra aiutare i “potenti” a smaltire rifiuti che nessuno vorrebbe, di solito radioattivi. Ecco allora che il Sud del mondo viene riscoperto nel suo splendore e il mediterraneo diventa la meta privilegiata per viaggi senza meta.

Alcuni nomi: la nave Aso, affondata il 17 maggio 1979 al largo di Locri. Trasportava solfato ammonico, prodotto di scarto dell’industria chimica. I documenti ufficiali riportano che la nave sarebbe affondata dopo aver colpito un oggetto sommerso.

Il 31 ottobre 1986 affonda la nave Mikigan, al suo interno granulato di marmo, che come il cemento, scherma la presenza di sostanze tossiche e radioattive, affondato nel mar Tirreno.

Il 21 settembre 1987 affonda la nave Rigel. Il processo si è chiuso nel maggio del 1992 inchiodando i responsabili. E’ stato un naufragio doloso e truffa alle assicurazioni. Il capitano De Grazia, che svolgeva indagini sulle navi dei veleni, aveva trovato numerose prove sui naufragi misteriosi. La Rigel partita da Marina di Carrara ha poi fatto meta su altre coste fino al giorno in cui venne affondata a Capo Spartivento. Nessun S.O.S lanciato dalla nave, i resoconti sono confusi, i materiali presenti all’interno non vennero dichiarati,  si pensa macchinari ma erano anche presenti polvere di marmo e blocchi di cemento. Ciò che destò l’interesse gli inquirenti fu un’intercettazione telefonica in cui veniva detto: il carico contiene “merda”.

Il 9 dicembre 1988  affonda la Four Star I in un luogo non precisato nello jonio meridionale.

Il 14 dicembre 1990 la Jolly Rosso, della società di Ignazio Messina, si arenò ad Amantea (CS), l’inabissamento non riuscì. La nave trasportava, secondo i documenti, generi di consumo e tabacco. Ma ciò non toglie che per le incoerenze delle indagini e delle deposizioni, la nave è stata coinvolta in una lunga inchiesta e che nonostante sia stata archiviata nel 2009, la vicenda è stata collegata all’assassinio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, sullo smaltimento di rifiuti radioattivi.

Riporto un articolo del giornalista Claudio Cordova:

“Tante le note “riservate”. La prima è del 17 novembre 1992, allorquando gli 007 del Centro di Reggio Calabria segnalano come i fratelli Cesare e Marcello Cordì, all’epoca latitanti, avrebbero gestito lo smaltimento illegale di rifiuti tossici e radioattivi provenienti da depositi del Nord e Centro Italia, sotterrandoli lungo i canali scavati per la posa in opera di tubi per metanodotti nel Comune di Serrata, in provincia di Reggio Calabria |…| Agli atti d’archivio, però, vi sono anche le indagini per la cattura del super latitante Giuseppe Morabito, il “Tiradritto” di Africo, paese della Locride. E’ il 1994, Morabito verrà arrestato solo dieci anni dopo, ma già in quell’occasione i Servizi segnalano che il latitante, in cambio di una partita di armi, avrebbe concesso l’autorizzazione a far scaricare, nella zona di Africo, un non meglio precisato quantitativo di scorie tossiche e, presumibilmente, anche radioattive, trasportate tramite autotreni dalla Germania |…| Delle scorie, invece, nessuna traccia.

Apro una parentesi.

Africo. Via Giacomo Matteotti. La strada dei CONDANNATI A MORTE. I tumori falciano 33 persone nella stessa via. Picco di tumori, i sospetti su rifiuti tossici interrati.In una strada di 200 metri, in tre anni sono state spezzate 33 vite dal maledetto mostro. Antonio Pratticò dopo la morte della sorella Maria Grazia ha deciso di occuparsi di questo “male” e ha iniziato a stilare una mappa per capire l’insorgenza e l’evoluzione di questa e di altre piaghe.

E ancora Cordova: “Gli atti desecretati a marchio SISMI e SISDE parlano anche di un colloquio informale avvenuto all’inizio del 1995 con il magistrato Francesco Neri, che coordinerà le indagini sulle “navi dei veleni” e, in generale, sugli intrighi di natura ambientale: indagini che avrebbero accertato l’esistenza di un vasto traffico nazionale riguardante lo smaltimento illecito di sostanze tossiche e radioattive |…| Gli 007 arrivano anche a fare una mappatura: “Nella provincia di Reggio Calabria, i luoghi dove si trovano le discariche, per la maggior parte grotte, sono: Grotteria, Limina, Gambarie, Canolo, Locri, Montebello Jonico (100 fusti), Motta San Giovanni, Serra San Bruno (Cz), Stilo, Gioiosa Jonica, Fabrizia (Cz)”.

Per caso vi è familiare solo uno di questi paesi? Beh, penso li conosciate tutti…

Forse troppo nozionismo il mio, forse è solamente un elenco di “carrette” e di carte, ma chi studia ciò che sta avvenendo nel nostro paese, c’e, esiste, sono persone che si pongono domande e visto che le risposte non vengono date da chi di dovere, le cercano da soli. Io le domande me le pongo e credo che sia giusto condividerle, per la nostra salute, anche se ormai forse è stata intaccata, e per quella di chi verrà. Ogni anno, vedo “la mia terra” peggiorare, e tutto questo a causa dei suoi stessi abitanti, a causa di chi dall’alto ha deciso di non prendersi cura di lei come di una mamma e che non la culla come una figlia da far crescere nel modo più genuino possibile.

 

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Link:

L’Espresso, Il Mare dei Veleni.

Il Dispaccio, Claudio Cordova, Il traffico di scorie e le ‘ndrine: nelle note dei Servizi già dagli anni Novanta.

Infondoalmar

L’Espresso, L’uomo che ha creato l’abisso nucleare.

 

Video:

Lucarelli, Blu Notte, Navi a perdere.

Espresso, Navi dei Veleni, parla il collaboratore Francesco Fonti.

Current TV, Navi dei veleni.

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