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Marea nera nel Golfo del Messico: forse la soluzione è in Puglia

Da Pinobruno

Che la soluzione alla marea nera nel Golfo del Messico si trovi in Puglia? Un’azienda barese -  Fluidotecnica Sanseverino -  ha brevettato un macchinario per assorbire ed eliminare le chiazze di olio che si depositano sulla superficie del mare e che derivano dalle attività di navi cisterna, piattaforme petrolifere e industrie. Oilsep Cc Ecology –  questo il nome del sistema –  è in grado di separare in modo netto l’olio dall’acqua permettendo così una rapida eliminazione degli elementi inquinanti ed il recupero dell’acqua. 

Niente additivi chimici e tanti i campi di applicazione. L’apparato è stato creato con i risparmi di famiglia, e con la sola collaborazione delle Università pugliesi. La macchina è stata testata nelle industrie, in particolar modo nella Bosch.

Marea nera nel Golfo del Messico: forse la soluzione è in Puglia

Oilsep Cc Ecology

L’azienda pugliese finora ha realizzato una decina di macchine di separazione che sono state vendute alla Fiat-Auto di Pomigliano d’Arco, alla Bosch di Bari, alla Bosch in India e in Germania, alla Magneti Marelli di Bari, ad altre aziende in Germania, in Nigeria, alla Tucker Energy services del Venezuela, in Turchia, in Australia e anche a un’azienda nello Sri-Lanka.  L’azienda pugliese partecipa all’Expo2010 di Shangai, nell’ambito dei progetti italiani per la tutela dell’ambiente

In questo video l’imprenditore Michele Sanseverino illustra le caratteristiche del suo impianto:

Il presidente della regione Puglia, Nichi Vendola, ha segnalato l’azienda barese con una nota inviata al ministro degli Affari Esteri Franco Frattini, all’ambasciata italiana a Washington e all’ambasciatore Usa in Italia, David Thorne. “L’intero distretto della meccanica della Puglia – scrive Vendola – intende mettersi a disposizione per realizzare il numero di macchinari necessari a ripulire interamente la chiazza di petrolio riversatasi in mare”. “Riteniamo che la proposta – aggiunge Vendola – possa costituire una valida alternativa all’utilizzo dei solventi chimici, pericolosi per il delicato equilibrio marino e comunque non risolutivi”.


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