Margin Call USA, 2011 di J.C. Chandor con Zachary Quinto, Penn Badgley, Kevin Spacey, Paul Bettany, Simon Baker, Jeremy Irons, Demi Moore, Stanley Tucci.
In un’importante banca di credito dI Wall Street viene
licenziato l’80% del personale in una sola giornata. Il giorno seguente gli
impiegati rimasti sono costretti a vendere tutto perché sono nei guai fino al
collo: le loro azioni non hanno più alcun valore, ma le venderanno lo stesso,
mandando così in crisi i compratori e di conseguenza l’intero mercato.
Il sorprendente esordio alla regia di J.C. Chandor, che ha
scritto da solo pure l’ottima sceneggiatura nominata all’Oscar, riesce a spiegare
in modo piuttosto soddisfacente ciò che i media non sono riusciti a illustrarci
in tre anni, ovvero il crollo finanziario delle borse.
Ovviamente si ricorre a simbolismi e generalizzazioni, eppure
semplificando le cose in maniera tutt’altro che banale e spiegandole “come se
si parlasse a un bambino o a un golden retriever” la pellicola riesce a dare un’idea
delle origini del collasso finanziario internazionale, incolpando del disastro
un solo istituto (mai nominato) mostrando le speculazioni e gli inganni decisi
in quell’istituto in un’unica notte.
Bastano infatti solo un paio di casi come quelli narrati nel
film per mandare in crisi l’intero sistema delle borse mondiali.
Nel cast di questo film corale si annoverano i redivivi Kevin
Spacey, ancora una volta negli ottimi panni di un “horrible boss”, Jeremy
Irons, Paul Bettany, Demi Moore, ma anche Stanley Tucci e “The Mentalist” Simon
Baker. Al loro fianco, i due “quasi” protagonisti sono i giovani Zachary Quinto
e Penn Bagdley.