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Maria Concetta Cacciola, un suicidio poco credibile

Creato il 09 febbraio 2012 da Linedrive @luciapalmerini
Maria Concetta Cacciola, un suicidio poco credibile
Maria Concetta Cacciola

di LUCIA PALMERINI

Maria Concetta Cacciola era una pentita, o meglio aveva rinnegato tutta la sua famiglia appartenente alla ‘ndrangheta. Una donna che si era ribellata al triste destino di nascere figlia di criminali.

Aveva testimoniato contro le cosche più importanti e spietate calabresi. Aveva rinnegato la sua famiglia, i parenti più stretti, il marito tutt’ora detenuto in carcere, aveva denunciato traffici e affari illeciti. E la famiglia l’aveva ripudiata, il padre le aveva puntato una pistola alla testa minacciandola di non far richiesta di divorzio, ed in ogni modo avevano cercato di farla ritrattare. Fogli con la sua firma falsa, dichiarazioni non sue ma create a tavolino in cui lei avrebbe rinnegato tutto.

Maria Concetta Cacciola non si è fatta intimorire, ha continuato il suo cammino nella legalità, era entrata a far parte del programma di protezione. Ma Maria Concetta era soprattutto una mamma che per riprendersi i suoi tre figli era tornata nella sua natia Rosarno. E proprio tornata a Rosarno entra in scena il suicidio. Esce dal bagno dopo aver ingerito acido muriatico.

Oggi quel fantomatico suicidio diventa omicidio, di cui sono accusati il padre, la madre, il fratello ed altri componenti del clan.



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