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MARTA SUI TUBI / Lettera aperta

Da Nene
MARTA SUI TUBI / Lettera aperta 
Questa sera i Marta Sui Tubi all'Etnoblog ( Trieste ).
Questa è proprio una freddura. E dicono che tutto questo fa molto Baronciani, e forse c'hanno pure ragione. Ma mi è venuto così. E rimane una cosa personale, non divulgata. Amen.
Invece di questo vorrei parlare.Di questo:
MARTA SUI TUBI / Lettera aperta
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Di quella banda nera in alto a destra, nello specifico.
E niente. Succede che sarà stata la disattenzione, sarà stata la negligenza, sarà stato il Fato o qualcosa ancor più grande, e comunque sia qualuno, lo scorso lunedì 12 dicembre, ha perso la vita.Questo qualcuno si chiamava Francesco Pinna.
Dilungarmi qui, ora, in questo spazio che uso più come diarietto da ragazza under venticinque che come vetrina per quello che sono realmente, sarebbe piuttosto inappropriato.Descrivere qui, con questa tastiera e in quest'ufficio ormai vuoto quello che ho provato nei giorni scorsi e sto tutt'ora provando risulterebbe vuoto, vano, privo di significato.Ognuno interiorizza a modo suo, si dice.C'è chi si butta anima e corpo nel "fare", c'è chi non ce la fa, c'è chi tace e fissa il Grande Vuoto per un po', finchè esso non restituisce lo sguardo. C'è chi piange, chi non ci riesce. C'è chi si sente a disagio perchè forse magari questo Francesco Pinna nemmeno l'aveva mai visto, eppure sente di dover star male per entrare in questo grande meccanismo di Empatia Collettiva.
Ed è così che mi sento di descrivere di getto questi ultimi giorni. Fatti di gesti d'umanità senza precedenti, nel "bene" e nel "male". Permeati di malumori come di risate incontrollate, forse qualche pezzo di noi che se ne va.
So solo che sono volate mille ore e domattina è già ora di prendere in mano un fiore e vestirsi di nero.
Si è mai pronti per questo genere di cose? Ci si può mai aspettare che per uno stupido errore un'intera struttura per l'intrattenimento possa crollare sulla testa di qualcuno, uccidendolo? E che ne è delle più nere ambizioni nascoste nell'animo umano? Ambizioni che ti portano a metterti sotto i riflettori a scapito della propria e dell'altrui dignità, che ti fanno perdere la Ragione e tutta la poca credibilità che ti era rimasta.
È sciocco dire che solo l'evento qui sopra verrà dedicato a Francesco Pinna. È sciocco pensare che il nostro pensiero andrà a lui solo finchè le azioni più urgenti avranno vita all'interno del quotidiano che stiamo stati chiamati ad affrontare dal 12 dicembre ad oggi.
L'esperienza ti fortifica, ma non ti anestetizza. Una parte di noi se n'è andata per sempre, ma quella che è rimasta ti saluta a gran voce.
Buon viaggio, Francesco.

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