Magazine Cultura

Martedì 26 novembre 1974 (Radio - 1)

Creato il 27 novembre 2013 da Cbneas1968

Martedì 26 novembre 1974 (Radio - 1)
PROGRAMMA NAZIONALE
6,00  SEGNALE ORARIO
   MATTUTINO MUSICALE (I parte)
   Brani di Lully, Cimarosa e Mozart
6,25  ALMANACCO
6,30  MATTUTINO MUSICALE (II parte)
   Brani di Boieldieu e Albeniz
7,00  GIORNALE RADIO - PREVISIONI DEL TEMPO
7,12  IL LAVORO OGGI
   Attualità economiche e sindaali
   a cura di Ruggero Tagliavini
7,25  MATTUTINO MUSICALE
   Brani di Flotow, Mascagni, De Falla, Brahms, Wolf-Ferrari, J. Strauss
             Per il  Friuli - Venezia Giulia e la Sicilia
7,30 - 7,45  GAZZETTINO REGIONALE
8,00  GIORNALE RADIO - PREVISIONI DEL TEMPO
   SUI GIORNALI DI STAMANE, rassegna della stampa italiana
8,30  LE CANZONI DEL MATTINO
9,00  VOI ED IO
   Un programma musicale in compagnia di Orazio Orlando
         SPECIALE GR (10,00 - 10,15)
         Fatti e uomini di cui si parla
   a cura di Alfredo Ferruzza
   Edizione del mattino
11,10  LE INTERVISTE IMPOSSIBILI
   Alberto Arbasino incontra
   GIOVANNI PASCOLI
   con la partecipazione di Quinto Parmeggiani
   Regia di Mario Missiroli
     (Replica)
11,35  IL MEGLIO DEL MEGLIO
           Dischi tra ieri e oggi
12,00  GIORNALE RADIO - TEMPERATURE MINIME DALL'ESTERO
12,10  QUARTO PROGRAMMA
           Accelerazioni e frenate di Marcello Casco e Riccardo Pazzaglia
13,00  GIORNALE RADIO - BOLLETTINO METEOROLOGICO
13,20  MA GUARDA CHE TIPO!
   Tipi tipici ed atipici del nostro tempo
   presentati da Stefano Sattaflores
   con Marcello Marchesi, Giusi Raspani Dandolo, Rita Savagnone, Aroldo Tieri
   Regia di Orazio Gavioli
14,00  GIORNALE RADIO
14,05  L'ALTRO SUONO
           Un programma di Mario Colangeli, con Anna Melato e Antonio De Robertis
           Realizzazione di Pasquale Sàntoli
   -      Sottilette Extra Kraft
14,40  MADAME DE...
           di Louise de Vilmorin
           Con Franca Nuti, Raoul Grassilli, Oreste Rizzini
           Regia di Massimo Scaglione
           Registrazione effettuata negli studi di Torino della RAI
           (Replica)
   -      Gim Gim Invernizzi
15,00  GIORNALE RADIO - TEMPERATURE MASSIME IN ITALIA
15,10  PER VOI GIOVANI
           con Margherita Di Mauro e Paolo Giaccio
           Per il Friuli - Venezia Giulia
15,10  A RICHIESTA
   Programma presentato da A. Centazzo e G. Juretich
SECONDO PROGRAMMA
6,00  IL MATTINIERE
   Musiche e canzoni presentate da Jula De Palma
   Nell'intervallo: BOLLETTINO DEL MARE
   (ore 6,30)  GIORNALE RADIO
7,30  GIORNALE RADIO - Al termine:
         BUON VIAGGIO - FIAT
7,40  BUONGIORNO CON ANTONELLA BOTTAZZI, IL MOTO PERPETUO, ACKER BILK
         Un caffè, canzoni e poche righe
   -     Invernizzi Invernizzina
8,30  GIORNALE RADIO
8,40  COME E PERCHE'
   Una risposta alle vostre domande
8,50  SUONI E COLORI DELL'ORCHESTRA
9,05  PRIMA DI SPENDERE
   Un programma a cura di Alice Luzzatto Fegiz
9,30  GIORNALE RADIO
9,35  MADAME DE...
         di Louise de Vilmorin
         Traduzione e adattamento radiofonico di Giorgio Brunacci e Teresa Cremisi
         Con Franca Nuti, Raoul Grassilli, Oreste Rizzini
         Regia di Massimo Scaglione
         Registrazione effettuata negli Studi di Torino della RAI
  -     Gim Gim Invernizzi
9,55  CANZONI PER TUTTI
10,30  GIORNALE RADIO
10,35  DALLA VOSTRA PARTE
           Una trasmissione di Maurizio Costanzo e Giorgio Vecchiato con la partecipazione degli ascoltatori e con Enza Sampò
           Regia di Ninì Perno
          Nell'intervallo (ore 11,30): GIORNALE RADIO
12,10  TRASMISSIONI REGIONALI
12,30  GIORNALE RADIO
12,40  ALTO GRADIMENTO
   di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni, con la partecipazione di Giorgio Bracardi e Mario Marenco
13,30  GIORNALE RADIO
13,35  Pino Caruso presenta:
   IL DISTINTISSIMO
           Un programma di Enzo Di Pisa e Michele Guardì
           Regia di Riccardo Mantoni
13,50  COME E PERCHE'
           Una risposta alle vostre domande
14,00  SU DI GIRI
   Per il Lazio e la Puglia
14,00 - 14,30  GAZZETTINI REGIONALI
14,30  TRASMISSIONI REGIONALI
15,00  Fulvio Tomizza presenta:
   PUNTO INTERROGATIVO
   Fatti e personaggi del mondo della cultura
   Per il Trentino-Alto Adige
15,00 - 15,30  IL TEATRO DIALETTALE TRENTINO
                        a cura di Elio Fox
           Per la Sardegna
15,00  RADIOCRUCIVERBA
   Parole crociate sulla rete radiofonica della Sardegna
15,40 - 16,00  MUSICA LEGGERA
           Per la Sicilia
15,05  SESSANT'ANNI... E POI ?
           a cura di Riccardo La Porta e Daniella Bono
15,30 - 16,00  IL FOLK JAZZ
                        a cura di Claudio Lo Cascio
15,30  GIORNALE RADIO
           MEDIA DELLE VALUTE
           BOLLETTINO DEL MARE
15,40  Federica Taddei e Franco Torti
   presentano:
   CARARAI
   Un programma di musiche, poesie, canzoni, teatro, ecc., su richiesta degli ascoltatori
   a cura di Franco Cuomo e Franco Torti
   Regia di Giorgio Bandini
   (Prima parte)
TERZO PROGRAMMA
   Per la Campania
7,00 - 8,15  GOOD MORNING FROM NAPLES
   Trasmissione in inglese per il personale della NATO
   Per l'Abruzzo e il Molise
8,05 - 8,30  IL MATTUTINO ABRUZZESE - MOLISANO
                    Programma di attualità culturali e musica
 8,30  TRASMISSIONI SPECIALI
   (sino alle 10,00)
  -   CONCERTO DI APERTURA
   Musiche di Mouret, M. Haydn, Beethoven
9,30  PIANISTA VINCENZO BALZANI
         Musiche di Beethoven e Liszt
10,00  LA SETTIMANA DI CIAIKOWSKI
11,00  LA RADIO PER LE SCUOLE
   (I ciclo Elementari)
   Osservare ed esplorare, a cura di Alberto Manzi
           Realizzazione di Paolo Leone
11,30  LA PICCOLA E LA GRANDE PATRIA DELL'UOMO
           Conversazione di Marcello Camilucci
11,40  CAPOLAVORI DEL SETTECENTO
   Musiche di Durante, Veracini, Albinoni
12,20  MUSICISTI ITALIANI D'OGGI
           Brani di M. Abbado e Liviabella
13,00  LA MUSICA NEL TEMPO
           Innocenza e perfidia di Satie
   di Aldo Nicastro
14,20  LISTINO BORSA DI MILANO
14,30  LO SPEZIALE
           Opera buffa in un atto di Carlo Goldoni
           Musica di Franz Joseph Haydn
           Con Otello Borgonovo, Edith Martelli
           Direttore Ferdinando Guarnieri
           "Commedianti in musica" della Cetra e Compagnia Teatro Musicale da Camera di Villa Olmo di Como
15,25  IL DISCO IN VETRINA
          
 
MONTECENERI - SVIZZERA
I Programma
6,00  DISCHI VARI
6,15  NOTIZIARIO
6,20  CONCERTINO DEL MATTINO
7,00  NOTIZIARIO
7,05  LO SPORT
7,10  MUSICA VARIA
8,00  INFORMAZIONI
8,05  MUSICA VARIA - NOTIZIE SULLA GIORNATA
9,00  RADIO MATTINA - INFORMAZIONI
12,00  MUSICA VARIA
12,05  NOTIZIE DI BORSA
12,15  RASSEGNA STAMPA
12,30  NOTIZIARIO - ATTUALITA'
13,00  MOTIVI PER VOI
13,10  IL TESTAMENTO DI UN ECCENTRICO
   di Jules Verne
13,25  THE BOSWELL SISTERS
   Canzoni originali degli anni '30
14,00  INFORMAZIONI
14,05  RADIO 2-4
II Programma
12,00  Radio Suisse Romande
   MIDI MUSIQUE
14,00  Dalla RDRS
           MUSICA POMERIDIANA
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Giornalista, annunciatrice, presentatrice: questo si può dire di Adriana Retacchi, voce (e più tardi anche volto) molto popolare tra il pubblico radiotelevisivo, che ne ha sempre apprezzato serietà professionale e finezza di portamento, fors'anche per l'ufficialità dei compiti da lei sostenuti, quelli di lettrice del Giornale Radio per tutti gli anni Settanta e del TG 1 negli Ottanta-Novanta. Agli estremi della carriera, alcune esperienze come giornalista: al debutto, nel 1964, la Signora Retacchi firmò una rubrica radiofonica che anticipava, seppur all'acqua di rosa, alcune di quelle che sarebbero diventate fondamentali tematiche dell'ondata femminista, mentre alle soglie della pensione, quindi una dozzina d'anni fa, ella comparve in video giocando sull'ambivalenza di giornalista e speaker in quella meravigliosa trasmissione di RAITRE che fu Telesogni - L'una italiana, con Claudio Ferretti e Umberto Broccoli, rubrica (e coppia) che rimpiangiamo non poco.
Con Adriana Retacchi (che a quei tempi legge soprattutto il notiziario delle 12,30 sul Secondo Programma, uno dei pochi, allora, condotti da un giornalista) ci addentriamo nella programmazione radiofonica del 26 novembre 1974, anche allora un martedì. Come sempre accade quando trattiamo di una stagione assai ricca di contributi sonori e filmati a disposizione, dividiamo il post almeno in due parti.
Incominciamo subito con lo splendido Mattutino musicale che al'epoca introduce la programmazione quotidiana del Nazionale. Come al solito si punta su pezzi popolari, o comunque di facile presa, come ad esempio l'introduzione strumentale di quello che fu l'ultimo lavoro di Wolfgang Amadeus Mozart per il teatro (fu infatti rappresentato a Vienna il 30 settembre 1791, due mesi prima che il geniale musicista di Salisburgo venisse a mancare a soli 35 anni), Il flauto magico ("Die Zauberfloete"), opera dal sapore fiabesco. Viene scelta una delle due esecuzioni da sempre di riferimento, ossia quella incisa a fine carriera da Bruno Walter sul podio della Columbia Symphony Orchestra di Los Angeles (l'altra, per la cronaca, è quella concertata e diretta da Karl Boehm):

Sul Secondo, invece, dopo una curiosa apparizione di Jula De Palma in veste di presentatrice de Il mattiniere, si rinnova l'appuntamento con il Buongiorno in cui canzoni di più artisti si alternano come di consueto alle letture di brevi estratti da svariati testi poetici, narrativi e filosofici, tanto per affrontare al meglio la giornata. Tra i protagonisti "in vinile" della giornata spicca una cantautrice di Rocchetta Tànaro, una bella ragazza che si accompagna sovente con la chitarra e che, anche in virtù degli originalissimi testi, viene ribattezzata "la De Andrè in gonnella". Il suo nome è Antonella Bottazzi e dispiace molto non saperla più fra noi da molto tempo (è scomparsa nel 1997 a 53 anni). La riascoltiamo qui con alcune canzoni scelte tra quelle messe in onda quella lontana mattinata, partendo da Io non sono matta:

Torneremo fra poco alle canzoni della Bottazzi, artisticamente scoperta negli anni Sessanta da Giorgio Calabrese e quindi ammessa quasi di diritto alla "scuola genovese" dei nostri cantautori (anche se inizialmente era solo interprete e sfoggiava un timbro vocale un po' alla Milva): è il momento di menzionare anche gli altri due ospiti di Buongiorno con... del 26 novembre 1974. Il primo è un clarinettista inglese che nel '62 esplose in tutto il mondo con un delicatissimo motivo dal titolo Stranger on the shore: ladies and gentlemen, Mister Acker Bilk ! ! !

L'altro è uno dei tanti complessi pop italiani in voga all'epoca, Il Moto Perpetuo, il cui maggior successo s'intitola Corri coniglio:

Torniamo ora ad Antonella Bottazzi, che a Sanremo, in quel 1974, ha presentato senza fortuna (evidentemente la sua era una provocazione che le giurie troppo accomodanti non hanno saputo o voluto accettare) Per una donna donna, canzone che avrebbe meritato di essere ripescata nei giorni scorsi, allorquando le donne di tutto il mondo si sono unite contro la violenza ai loro danni, rivendicando una parità che sembrava raggiunta nel mondo occidentale, soppiantata però dal lato ben peggiore del "riflusso", ossia il revanchismo conservatore:

Infine ecco il retro del brano eseguito al Salone delle Feste del Casinò, Oggi all'improvviso:

Passiamo a Le canzoni del mattino, la consueta antologia di brani italiani in onda dopo il seguitissimo GR delle 8,00. Scaletta interessantissima, come al solito, comprendente tra gli altri il complesso de I Romans (formazione ovviamente capitolina, finalmente affermatasi dopo anni di alti e bassi), di scena con l'ottima Caro amore mio:

L'Equipe 84 è al crepuscolo, ma sta per congedarsi prima dello scioglimento, che avverrà definitivamente tre anni dopo, con la canzone che, seppur solo semifinalista al Disco per l'Estate, ha rialzato le quotazioni di Maurizio Vandelli e compagni, Mercante senza fiori:

Nicola Di Bari, persona coltissima che pur di sfondare come cantante ha voluto sacrificarsi svolgendo umili lavori a Milano dopo aver conseguito la licenza liceale del Classico, ha sempre mostrato una certa sensibilità nei confronti di certi cantautori fuori schema come Luigi Tenco, Rino Gaetano e Piero Ciampi: di quest'ultimo, seppur con qualche piccola modifica al testo approvata dall'Autore stesso, egli ha inciso Io e te, Maria.

Per il consueto angolino partenopeo, Le canzoni del mattino offrono agli ascoltatori una canzone comica composta nel 1939 e ripresa nei primi anni Settanta da Angela Luce con l'arrangiamento e la direzione orchestrale del musicista australiano Lawrence Wiffin, Pigliatillo pigliatillo:

Un malinconico e delicato motivo, Cavalli bianchi, anch'esso proveniente dall'ingiustamente - a posteriori - snobbato Festival di Sanremo 1974, ci permette di riascoltare l'oggi compianto Little Tony, accompagnato alla chitarra acustica dall'inseparabile fratello Enrico Ciacci:

Infine ecco Gino Paoli che, dall'ultimo 33 giri intitolato I semafori rossi non sono Dio, rassegna di canzoni del catalano Joan Manuel Serrat tradotte appositamente in lingua italiana, ci fa ascoltare Mediterraneo:

Quasi in contemporanea, sul Secondo Programma, sono di scena le grosse formazioni internazionali strumentali di musica leggera. C'è per esempio la Big Band inglese di Ted Heath, sopravvissuta alla morte dello storico trombonista e direttore e sempre all'opera nel valorizzare i progressi tecnici della stereofonia (come il processo Phase Four della Decca), alle prese con un brano tratto dal recente 33 giri in memoria di Glenn Miller, A string of pearls:

Interessante è pure il disco Arrangements di Ennio Morricone, uscito nella primavera precedente (RCA TPL1 - 1045), in cui il grandissimo compositore e direttore d'orchestra romano ha ripreso alcune elaborazioni musicali degli anni precedenti (per lo più delle basi per cantanti come Miranda Martino e Jimmy Fontana) ed ha sostituito alla voce dei succitati interpreti il sintetizzatore o l'organo Hammond, suonati da Antonio Coggio, oppure gli acuti della bravissima Edda Dell'Orso. Da questo LP viene scelto, per Suoni e colori dell'orchestra di quel mattino, It had better be tonight /Meglio stasera di Henry Mancini, dal film del 1963 La pantera rosa, a suo tempo orchestrato da Morricone per Miranda Martino, che portò al successo in Italia la canzone in questione:

Dopo la rubrichetta dedicata ai consumatori a cura di Alice Luzzatto Fegiz, giornalista triestina sorella del più noto giornalista di musica pop-rock Mario nonchè figlia di un illustre economista, e il consueto radio-romanzo del mattino, eccoci a un'altra serie di canzoni, o meglio, a una nuova edizione di Canzoni per tutti che si apre con Massimo Ranieri e un pezzo tra i meno ricordati del suo repertorio, forse perchè coincidente con la fine della prima fase artistica del versatile cantante e attore napoletano, Immagina:

Milva si è ormai votata al genere impegnato e così farà fino alla fine della carriera, vendendo meno copie dei propri dischi, copie acquistate comunque dal pubblico selezionato al quale l'ex - Pantera di Goro si rivolge. Pertanto La filanda, azzeccata versione italiana di un fado portoghese pubblicata nel 1971, rimarrà l'ultimo suo successo veramente popolare, di quelli graditi anche ai più piccini dell'epoca (tra i quali eravamo anche noi):

Trionfatore (forse immeritato: c'erano almeno tre o quattro canzoni finaliste migliori della sua) del Disco per l'Estate 1974 è stato Gianni Nazzaro, in quel periodo intento a valorizzare un emergente come il genovese Sandro Giacobbe, autore di Questo sì che è amore:

Non è stata mai famosissima, comunque ha sempre avuto un buon numero di estimatori che oggi la incontrano serenamente nei "social network": stiamo parlando della valida Nancy Cuomo, la cui principale incisione datata 1974 s'intitola Un amore incosciente.

Conclusosi definitivamente il Rischiatutto, Mike Bongiorno è pronto a fare un esperimento per la TSI, Personaggi in fiera, che debutterà con l'anno nuovo. Rimane nelle orecchie degli ascoltatori quella che è stata l'ultima canzone-sigla del telequiz del giovedì, scritta da Paolo Limiti e Mario Migliardi e cantata dal grande Augusto Daolio, frontman de I Nomadi: Voglio ridere (quando piangerai).

Ornella Vanoni è nel pieno dei suoi anni d'oro: eccola in una delle ultime incisioni per la Ariston, avendo ella fondato assieme a Sergio Bardotti una propria etichetta, la Vanilla, precisamente nella canzone dal titolo E così per non morire.

Anche Peppino Di Capri da tempo è discografico di sè stesso e sta pian piano riproponendo in chiave più aggiornata le interpretazioni del passato, come una versione ritmata di Chiove dalla quale viene abolito il desueto e comunque fastidioso singhiozzo presente nella prima versione a sottolineare il verso Chi sì ?

Canzoni per tutti si chiude con il 45 giri più venduto in Italia esattamente un anno prima, La collina dei ciliegi di Lucio Battisti:

Sul Terzo Programma, sulla scia di un programma mandato in onda dal IV Canale della Filodiffusione, viene dedicata da tempo un'ora quotidiana, nello spazio di una settimana, a un illustre compositore classico: quella di fine novembre 1974 è La settimana di Piotr Iliç Ciaikowski e in scaletta quel mattino c'è un brano molto amato, soprattutto grazie al trascinante e orecchiabile tema iniziale, il Concerto n.1 per pianoforte e orchestra opera 23 la cui gestione fu tormentata, non foss'altro perchè, in sede di lettura preliminare, un grande virtuoso degli 88 tasti, Nikolaj Rubinstein, fu rigorosissimo e al limite dell'incazzatura nei confronti del musicista russo, che peraltro del pianoforte aveva solo un'impostazione abbastanza basilare. Ciònonostante, Ciaikowski s'impuntò e volle lanciare il brano all'estero, esattamente a Boston, ove venne eseguito per la prima volta (e con esito felicissimo) nel 1875.
L'incisione che viene proposta agli ascoltatori venne realizzata dalla RCA Victor nel 1955: solista il pianista ucraino Emil Gilels; sul podio della Chicago Symphony Orchestra l'illustre concertatore ungherese Fritz Reiner.

Partita in sordina nell'estate precedente con l'intento di riempire il vuoto lasciato dalla pausa vacanziera del quasi quotidiano culturale Punto interrogativo (cioè lo spazio dalle 15,00 alle 15,30 del Secondo Programma), la trasmissione Le interviste impossibili, alla cui ideazione hanno partecipato illustri intellettuali come Vittorio Sermonti e Andrea Camilleri (proprio lui), ha conquistato ben presto gli ascoltatori per la formula davvero efficace di elegante spettacolarizzazione della storia, il ricorso alla moderna intervista per conoscere personaggi di ogni secolo e renderli fruibili al colto e soprattutto all'ìnclita. Un intellettuale ha il compito di impostare l'intervista tout court scrivendone il testo e ponendo direttamente le domande all'illustre interlocutore, che per ovvi motivi è impersonato da un attore di prosa adatto al ruolo. Essendo, per esigenze di programmazione regionale, esclusi gli ascoltatori del Trentino-Alto Adige e delle isole dalla messa in onda, viene stabilita una replica alle 11,10 del mattino, sul Programma Nazionale. E' solo la prima: nei decenni seguenti il fenomeno de Le interviste impossibili sarà ben degno di nota: Bompiani pubblicherà un libro con i testi meglio riusciti e la RAI darà il proprio benestare anche alla pubblicazione di audiocassette prma e CD poi, contenenti le registrazioni più apprezzate.
Vi facciamo ascoltare l'incontro tra Alberto Arbasino, l'intellettuale e giornalista padano che molti ammirano per spregiudicatezza e obiettività soprattutto nel ruolo di osservatore del costume e della società internazionale, e un Giovanni Pascoli cui dà voce Quinto Parmeggiani, attore emiliano e quindi in grado di caratterizzare vocalmente il grande poeta romagnolo vissuto a cavallo tra Otto e Novecento:

E' giunta alla terza ed ultima edizione La musica del tempo, enciclopedia ragionata dell'arte dei suoni dalle origini al Novecento irradiata dal Terzo. Proprio di Novecento si parla nella puntata di quel giorno, interamente dedicata a un musicista francese tra i più prolifici, Erik Satie, amato anche dai rocchettari (come dimenticare le indovinate citazioni da parte di un organizzato e vivace complesso nordamericano, Blood, Sweat and Tears ?). C'è in particolare un brano pianistico che sta per entrare nell'Olimpo dei brani popolari, fors'anche per una certa suggestione in esso contenuta: è la Gymnopedie numero 1, detta anche Lent et douloureux. Da un disco del 1968, eccovi l'interpretazione del pianista italiano naturalizzato francese Aldo Ciccolini:

All'ora di pranzo, mentre sul Nazionale va in onda una delle ultime puntate di Ma guarda che tipo !, florilegio di monologhi comici con stacchetti musicali dixieland in onda da luglio, il Primo Programma di Monteceneri, cioè della Radio Svizzera Italiana, va a ripescare un trio vocale di sorelle statunitensi che nei primi anni Trenta aprirono la pista alle Andrews e, da noi, al Trio Lescano: le Boswell Sisters in Heebie Jeebies.

Nel repertorio delle Boswell Sisters figurava uno standard jazzistico (un blues, per l'esattezza) tra i più noti e più belli di sempre, Mood Indigo:

Altra storica trasmissione di musica leggera di RadioRAI è Su di giri, in onda com'è noto sul Secondo Programma all'ora dell'ammazzacaffè, alternando novità a motivi gà collaudati nei mesi o negli anni immediatamente precedenti.
A proposito di novità, c'è un trascinante pezzo che Andrea Lo Vecchio e Shel Shapiro hanno composto per Donatella Moretti, la quale, dopo aver condotto due trasmissioni televisive sui cantautori, Senza tanti complimenti ed E tu che ne dici ?, sarebbe prontissima per il meritato rilancio come interprete:

Quella vecchia volpe di Gianni Boncompagni, però, ascolta il provino della cantante umbra e, fiutando l'affare, decide di scipparglielo e girarlo a Raffaella Carrà, in cerca della canzone nuova (non sigla) da lanciare a Canzonissima. Rumore esce cantato solo dalla Pelloni, ma conservando la base della Moretti, la quale le tenta tutte per ristabilire la verità, ma soccombe inesorabilmente e ancor oggi ella grida vendetta. Per dovere di cronaca, ascoltiamo pure la versione nota a tutti, anche all'estero, diffusa intorno ale 14,05 del 26 novembre 1974 in Su di giri:

A proposito di Andrea Lo Vecchio e Shel Shapiro, essi nell'estate precedente si erano inventata la struggente storia dell'astronauta McKenzie che perisce durante un'immaginaria missione spaziale sul pianeta Giove, canzone eseguita dai Dik-Dik. Una leggenda metropolitana vuole che tale incisione sia stata messa dalla RAI in quarantena per un breve periodo, evidentemente a seguito di una reale sciagura del genere, una sciagura che però, nel 1974, non vi fu affatto, salvo errore. Comunque, questa è Help me ! (anche se gli ascoltatori di oggi, anzichè commuoversi, rischiano di ridere a crepapelle in virtù della divertente e grottesca parodia di Elio e le Storie Tese, con un finale inatteso che con un colpo di spugna cancella ogni traccia di tragicità):

Per un attimo interrompiamo la nostra ricostruzione storica e facciamo un balzo in avanti di quasi un quarto di secolo per ascoltare insieme, appunto, la succitata versione di Help me ! eseguita dagli Elii: 

Meno noti sono senz'altro I Fiori, complesso sotto contratto con la RRC (Roman Record Company), casa per la quale è stato inciso il singolo dal titolo Miraggio:

Barba lunga, tunica e una melodiosa voce sottile: è chiaro che stiamo parlando del bravissimo Demis Roussos, l'ex-voce solista degli Aphrodite's Child  passato a un'ancor più fortunata carriera in solitudine, grazie alla quale è arrivato anche a catturare le mamme dei fans del pop-rock. Riascoltiamo il cantante egizio-greco nel suo più recente successo, Someday, somewhere:

Ancora un successo del Disco per l'Estate 1974: Paky, Alberto, Mauro e Renato, alias I Nuovi Angeli, eseguono la canzone scritta per loro da Paolo Limiti e Renato Pareti (gli stessi che, l'anno prima, firmarono la celebre Anna da dimenticare), dal titolo Carovana.

Alla fine dell'estate, Memo Remigi e l'oggi scomparsa attrice Aldina Martano hanno condotto un programma televisivo ideato da Roberto Danè, un altro incontro dialogato con i principali cantautori italiani dal titolo Qualcosa da dire: ne era canzone-sigla conclusiva questa Secondo te.

Per concludere la prima parte di questo post a carattere radiofonico, torna in scena la grande Musica, quella con la maiuscola, per la promozione di un album uscito pochi mesi prima, un 33 giri della Deutsche Grammophon in cui il direttore d'orchestra nipponico Seiji Ozawa, alla testa della Boston Symphony Orchestra, interpreta la Sinfonia fantastica opera 14 del compositore francese del primo Ottocento Hector Berlioz. Il sottotitolo di questo poema sinfonico è Episodio della vita di un artista e sembra che Berlioz avesse scritto questa partitura sotto l'effetto dell'oppio, di cui avrebbe fatto uso a seguito di una delusione d'amore (i duro-rockettari, in fondo, non hanno inventato alcunchè: anzi, se Berlioz fosse un uomo di oggi, si aggregherebbe molto probabilmente ai paladini dell'heavy metal, dal momento che, pur bravo a comporre e a orchestrare, strimpellava a malapena la chitarra, lo strumento povero per eccellenza, allora ancor più povero in quanto non solo, ovviamente, assente dall'organico orchestrale sinfonico, ma anche relegato all'accompagnamento della voce e ad ancor rari esempi di partiture dedicate).
La Sinfonia fantastica si articola in cinque parti, l'ultima delle quali "raffigura" un incubo vissuto dal musicista, casualmente proiettato nel classico banchetto del Sabba, tra streghe e diavoli... e riecheggiano anche le tragiche note del Dies irae... :

Fra qualche giorno riprenderemo il nostro discorso sui programmi radiofonici del 26 novembre 1974: immancabile sarà la ricostruzione assai fedele della scaletta di Supersonic - Dischi a mach due fissata per quella sera, ma non mancheranno curiosissime sorprese. Aspettateci e... a rileggerci presto ! ! !
Con cordialità e affetto
CBNeas
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Per i 60 anni della televisione italiana merita attenzione il

LUNARIO DEI GIORNI DI TELEdi Cesare Borrometi  La TV degli anni d'oro come non è stata mai narrata


Martedì 26 novembre 1974 (Radio - 1)Con il passare degli anni crescono sempre più la nostalgia e l'interesse per la vecchia TV di qualità: appositi canali digitali, siti Internet dedicati, pubblicazioni periodiche, tanto nelle edicole quanto nei negozi specializzati; DVD contenenti, tutte o in parte, storiche trasmissioni di ieri, libri a carattere storico-rievocativo godono di un pubblico scelto, appassionato e spesso anche esigente. Eppure c’era una lacuna da colmare: un almanacco, un lunario che raccogliesse, giorno per giorno, una vasta gamma di programmi di quel periodo d’oro, dal varietà allo sceneggiato, dalla pubblicità all’informazione, dalla TV dei ragazzi al teatro e alla cultura, lo sport e via dicendo. In tutto 366 titoli, uno per ogni giorno dell’anno, scelti in base alla relativa data di trasmissione (o di inizio serie per i programmi a puntate) o ad eventi particolari atti a determinarne il successo, e corredati da schede tecniche, presentazioni e commenti. Questa lacuna viene oggi colmata da Cesare Borrometi, ideatore di una formula che senz’altro cambierà il modo di gestire la storiografia sull’argomento: fermo intendimento dell’autore è di produrre nel tempo ulteriori libri del genere, fornendo all’appassionato, allo studioso e al curioso un panorama il più possibile preciso dei giorni, dei mesi e degli anni che hanno visto sbocciare trasmissioni e personaggi di fama del “piccolo schermo" da riscoprire e rivalutare.


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