Magazine Ciclismo

Marzo; l'editoriale.

Creato il 01 marzo 2010 da Manuel
Marzo; l'editoriale.
IL PROFUMO DI PRIMAVERA PORTA IL CICLISMO CHE CONTA SULLE STRADE; TIRRENO-ADRIATICO, PARIGI-NIZZA E SANREMO. CON I LORO PRIMI ENTUSIASMI, I LORO SOGNI DI VITTORIA, MA SENZA UNA PERSONA.
1° MARZO; MANCANO 67 GIORNI ALL’INIZIO DEL GIRO D’ITALIA.
Nell’editoriale dell’Ottobre 2008, quando esisteva il vecchio sito “Just Passion” chiuso a fine di quell’anno, scrivevo quanto dovevamo esser grati a Ballerini, per quello che fu il periodo di successi che la nazionale maschile aveva iniziato a inanellare in quegli anni. Venivamo dal 3° Mondiale consecutivo tra gli uomini elite, grazie all’ancor fresco scatto iridato di Alessandro Ballan. Ballerini aveva anche appena vinto una scommessa chiamata Damiano Cunego. Il veronese quella stagione si era letteralmente ingolfato dalle classiche del nord in poi. Pochi avrebbero scommesso nella convocazione del ‘bocia’ della Lampre, e invece corse un gran Mondiale portandosi a casa l’argento iridato.
All’inizio di tutto, Franco prese quasi al volo la nazionale all’inizio del decennio, ed è diventato il migliore CT che la Federazione abbia avuto insieme a Martini e Salvoldi (settore femminile). Probabilmente avrebbe fatto anche meglio di Alfredo, se la sua vita non si fosse interrotta su un muretto di cemento, una domenica mattina. Ha cucito addosso la nazionale 2002 a Mario Cipollini vincendo in Belgio un mondiale da 54/11. Ha fatto lo stesso attorno a Paolo Bettini per 4 volte, portandolo a vincere 2 Mondiali e un’Olimpiade. Quando Paolo non vinse, arrivò Ballan.
Conobbe le critiche quando l’Italia non vinse lo scorso Mondiale, e poi a Madrid nel 2005. Si trovò davanti anche una delle cose peggiori che possano capitare in gara a un CT (ricordate Lanfranchi, nel 2001, che tirò il gruppo con Simoni che tentava di scappare, finché Rebellin non lo affiancò dicendoli che accidenti stesse facendo?), e che portò Ballerini alla decisione di portare avanti tutti i suoi progetti futuri costruendoli sull’idea del “tutti per uno”. Franco ci ha lasciato d’improvviso. Ci ha lasciato tante medaglie azzurre, 2 Roubaix vinte (e altre 2 che per poco tali potevano essere), e tanti rimpianti. Ora si metterà al volante di un’ammiraglia speciale. Guiderà Casartelli e Pantani, chiederà consiglio ad Alfredo Binda e Bartali per correre le gare del tempo infinito. Incrocerà Coppi che gli chiederà cosa ci fa lassù così presto. Poi guarderanno in basso, si accomoderanno su una nuvola, e Adriano De Zan siederà lì vicino, raccontando a tutti loro le gare d’inizio stagione
Scendendo dal Poggio, si può entrare nella storia delle grandi classiche. Per salirvi arrivano la “Corsa dei 2 Mari” e la Parigi Nizza; le gare che aprono il periodo importante del calendario. La Tirreno-Adriatico di quest’anno non ha salite importanti, se non a una certa distanza dall’arrivo. Rispecchia il suo fascino di gara dal percorso nervoso, e storicamente aperto a molti nomi. Saranno molti i campioni al via. Non c’è tappa contro il tempo, e questo dispiace perché sono convinto che 20 o 25 chilometri a crono ci stavano bene. Tuttavia, il suo concludersi a pochi giorni dalla Sanremo, ne consolida l’importanza sul correrla per chi sogna la stoccata sul Poggio. Il finale della classica di primavera era stato cambiato, per poi tornare sul precedente nell’arco di due mesi. Della serie; abbiamo le idee chiare. Mark Cavendish sarà controllato come non mai e dovrà pedalare contro Bennati, Boonen e Petacchi. Dietro loro Gilbert, Nibali, Cunego, Pozzato, Evans, (Armstrong?), Vinoukurov, Greipel, Ballan, Mc Even, Paolini… sono tanti a volerla questa Sanremo. Avremo l’aperitivo della Tirreno-Adriatico dove la nuova coppia RAI Pancani-Cassani si allenerà, vedendo se sapranno essere ad un buon livello di rodaggio per il Giro. Ma queste sono le storie della strada. Strada dove per tanti anni aveva svuotato borracce Franco Ballerini. A cui torneremo a pensare quando i campioni saliranno al nord tra un mese.

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