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Mauritania/ La typha da inconveniente a risorsa energetica verde

Creato il 12 settembre 2015 da Marianna06

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Trasformare un problema ambientale in energia ‘verde’. È quanto ha ottenuto un gruppo di ricercatori mauritani dell’Istituto superiore d’insegnamento tecnologico di Rosso (Iset), che in collaborazione con alcuni partner internazionali ha sviluppato un progetto per ottenere combustibile dalla typha, pianta infestante che ha invaso il corso del fiume Senegal.

Dal 1986, quando il Senegal completò la costruzione della diga di Diama, a 27 chilometri dalla foce del fiume, la typha ha trovato negli acquitrini lungo il suo corso un ambiente favorevole. Risultato: 25.000 ettari, nella sola Mauritania, devastati da una pianta difficile  - oltre che costosissima - da estirpare definitivamente.

Ecco dunque la ricerca di soluzioni alternative, e la scelta di trasformare i fusti del vegetale in ‘bio-carbone’: un combustibile più pulito di quello ricavato dalla legna, fin qui utilizzato dal 90% delle famiglie locali con conseguenze pesanti sulla deforestazione. Un fenomeno a cui ora proprio la grande capacità di proliferazione della typha potrebbe mettere un freno, offendo di fatto un’insolita forma di energia ‘rinnovabile’.

Sono già otto, dal 2012, le unità di produzione del nuovo carbone installate nella regione, ma gli ultimi mesi hanno segnato un altro passo avanti. Da poco, infatti, è stata inaugurata la prima ‘fabbrica’ su larga scala del nuovo combustibile, con una capacità di produzione più che decuplicata rispetto alle precedenti: 20 tonnellate al mese contro 1,5. Ora l’obiettivo è andare oltre l’ambito locale e far arrivare il ‘carbone di typha’ nella capitale Nouakchott, il più grande mercato nazionale, dove si concentrano oltre i due terzi del consumo di combustibile.

           a cura di Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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