Dopo il voto in consiglio comunale, chiedevo ad alcuni esponenti di entrambe le parti perché avessero votato sì.
Stessa risposta: “Non ho votato l’acciaieria ma il museo del violino”.
Uno ha aggiunto: “Ho votato per ordine di partito”.
Facendo notare ad entrambi che le motivazioni indicavano chiaramente non solo il mecenatismo ma innanzitutto il ruolo di imprenditore che rendeva possibile il “mecenatismo” la risposta era la stessa.
Sono risposte che personalmente non trovo serie né dignitose. Non esiste un potere del partito di imporre che cosa votare. Il consigliere comunale è libero e risponde agli elettori, vota quello che vuole. Almeno potrebbe da regolamento.
Un consigliere comunale, non dico se uomo o donna, voleva votare no. Anche a destra ci sono state perplessità.
Si è fatto finta, da parte di molti consiglieri, anche che le motivazioni fossero diverse. E si è rinunciato a far politica per obbedire all’industriale e all’inquinamento legalizzato ma comunque pericolosissimo.
Bella medaglia. Ottenuta da politici senza altre idee, come giornalisti e testate varie. È Arvedi che li ha fatti eleggere scegliendo con i suoi pari, ed è Arvedi che ha scelto i giornalisti.
Poi dalle conferenze dei servizi si scoprono tanti problemi, com’è ovvio che sia. Tutti tacciono però. . E in conferenza dei servizi si vota a maggioranza, ma le maggioranze sono predeterminate. Non dalla corruzione. Da un sistema abbastanza evidente che descriveremo comunque. L’ovvio e il banale, quando dicono la verità, sono utili. La manipolazione massmediatica fa perdere il senso dell’evidenza.
Ecco le motivazioni della medaglia, qui sotto. Hanno premiato l’imprenditore dell’acciaio. La siderurgia comporta da sempre gravissimi rischi. Con i soldi e il museo eccetera, l’imprenditore si è garantito la sottomissione di politici che non vogliono pensare liberamente .
Riformismo? Libertà?
No, medaglia ai soldi, ai doni, all’acciaieria.