La per-nulla-immediata commestibilità del cinema di Weerasethakul non deve portare ad un automatico scoraggiamento, assistere ad ogni sua nuova manifestazione artistica è come penetrare in un mondo ignoto e Mekong Hotel continua a scorrere in quel magico sentiero, iniziato nel 2000 con Mysterious Object at Noon, dove il costante pizzichio di una chitarra è sufficiente a mitigare qualunque stasi e a trasformare un albergo come tanti in un tempio sospeso per anime viandanti che (si) sognano (in) altre esistenze._______[1] Non va scordato che Weerasethakul è il padre di un’opera etnico-culturale come The Adventures of Iron Pussy (2003), pastiche musicale che celebra un preciso tipo di cinema legato inestricabilmente alla nazione di appartenenza.
La per-nulla-immediata commestibilità del cinema di Weerasethakul non deve portare ad un automatico scoraggiamento, assistere ad ogni sua nuova manifestazione artistica è come penetrare in un mondo ignoto e Mekong Hotel continua a scorrere in quel magico sentiero, iniziato nel 2000 con Mysterious Object at Noon, dove il costante pizzichio di una chitarra è sufficiente a mitigare qualunque stasi e a trasformare un albergo come tanti in un tempio sospeso per anime viandanti che (si) sognano (in) altre esistenze._______[1] Non va scordato che Weerasethakul è il padre di un’opera etnico-culturale come The Adventures of Iron Pussy (2003), pastiche musicale che celebra un preciso tipo di cinema legato inestricabilmente alla nazione di appartenenza.