Melania Rea: nessuno dei DNA rinvenuti è di Parolisi. Di chi sono quei capelli da uomo?

Creato il 21 gennaio 2012 da Yellowflate @yellowflate

Nonostante tutto quel che si legge, ci sono probabilità che Salvatore Parolisi sia innocente, ed infatti nella realtà dei fatti pare non ci siano prove ed indizi a suo carico, tra tutti nessun DNA ritrovato sul cadavere di Melania Rea è da attribuire a Salvatore Parolisi. A sostenere questa teoria non è una persona a caso bensì un notissimo docente di genetica e medicina forense, il dottor Emiliano Giardina. Così, in una intervista rilasciata da Giardina sul Resto del Carlino si legge: “Allo stato attuale si deve registrare l’assenza di Dna rilevati sulla scena del crimine utili ai fini dell’indagine – afferma Giardina - ma si deve anche sottolinearel’assenza di dna e tracce ematiche sia a casa di Parolisi, sia nella macchina sia sui vestiti, le scarpe e tutto quanto indossato da Salvatore il 18 aprile”. Effettivamente sul luogo del delitto non vi sono tracce che provano la colpevolezza:  “Questo è determinante -perché la dinamica omicidiaria necessariamente determina una dispersione di sangue tale che è impossibile da eliminare in modo totale. Quello che emerge dalle analisi del Ris è l’assenza di tracce. E questa è la cosa che risulta più difficile da spiegare”.Giardina ha letto tutti gli esiti degli esami e così infatti ha dichiarato: “Indagini ed esami condotti accuratamente  ma con alcune enormi lacune: come quella dei vari dna maschili e femminili trovati sotto le unghie di Melania. Non sono stati analizzati e non è stato, per scelta, deciso di individuare a chi appartengano”.

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Il dubbio sorge specie sui capelli:  “Su alcuni capelli, che hanno la radice, è stata fatta l’analisi che consente di identificare il dna. Si tratta di un esame molto affidabile perché è possibile capire di chi è realmente il capello. I risultati affermano che tre capelli hanno il dna di Melania (di questo uno lo ha solo in modo parziale ), un capello ha un profilo genetico maschile ignoto. Poi sono stati trovati capelli su alcuni fazzoletti, vicino alla scena del crimine che hanno un dna femminile ignoto. Ma questi sono probabilmente del tutto estranei alla vittima e all’omicidio. Poi un altro capello è stato trovato sul gomito insieme ad una traccia biologica non meglio identificata di soggetto maschile ignoto che non appartiene né a Salvatore né ad altre persone che hanno fatto esami. E qui finiscono le analisi identificative, quelle che consentono appunto di avere certezza sui dati”.

“Sugli altri dna sono state condotte le indagini che consentono solo di dire di chi non è quel reperto: esattamente come accade per i gruppi sanguigni. E qui abbiamo che i capelli, senza radice, trovati sulla coppa destra del reggiseno di Melania sono compatibili con il profilo genetico di Salvatore. Poi abbiamo il dna trovato sulle labbra che è di Parolisi ma non è possibile tecnicamente definire né se si tratta di dna della pelle o della saliva e né da quanto tempo è stato lasciato”.

“Il dna subungueale è misto: della vittima e di un estraneo o dell’aggressore. E’ importante capire di chi sia. Non lasciamo nulla al caso e di intentato in questo delitto. La sensibilità dei sistemi di analisi è altissima: pensiamo che possiamo rintracciare dna lasciati anche giorni prima. O, nel caso di Melania, si è identificato il profilo genetico di chi ha toccato gli slip che la vittima indossava quel giorno: si tratta del figlio di una vicina di casa alla quale Melania aveva chiesto di stirare i suoi panni e che ha aiutato la madre a piegare la biancheria. Quindi credo che era importante e necessario andare più a fondo”.

Insomma i DNA non sono di Parolisi, un inchiesta veramente complessa.

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