Mi scusi, desidera?

Da Fishcanfly @marcodecave

Vuole un’altra birra? No. Un’aranciata? No. Altrimenti con solo un euro in più avrà il menu pranzo. No, voglio una sola birra. Un caffettino, allora. No, ho detto quella e stop. Sicuro? Certo. Non desidera quindi?

Come non desidero?

Lei non desidera, posso esserne certo, disse il cassiere a quell’uomo venuto da chissà dove.

È da una vita che non desidero, ammise lui.

Allora vuole un’altra birra. No.

Ho capito, lei non vuole pagare l’IVA sulla vita. Vuole tariffare quello che non si può dichiarare al fisco.

Non capisco.

Senta caro signore. Qui non vendiamo avventura perciò lei è entrato qui dentro perché non desidera. Ha solo misero bisogno e noi vendiamo solo per soddisfare il bisogno, non per far desiderare.

Non fa una piega. E che c’entra con la birra?

Io faccio sempre la domanda “Non desidera quindi?”. Lei è la prima persona che si è posta la domanda a se stesso “Non desidero?”. Tutte le persone mi hanno sempre detto No, grazie. Io vengo pagato per questo, signore. Non per venderle birre, gomme, cornetti o quant’altro, ma per non far desiderare le persone.

Happy & unhappy beers

Scherza?

Affatto. Si è chiesto, caro signore, perché siamo presenti in tutte le città e quartieri di buona parte del mondo? Per spegnere il desiderio. Poco importa se la gente compra o no. Purché non desideri. Il cliente per questo è sempre soddisfatto. Ha sempre ragione, perché la ragione è dei cretini.

Quindi mi sta dicendo che i suoi clienti sono dei cretini?

No, io preferisco diventare un disoccupato.

Si licenzi.

Impossibile. So bene di stare dalla parte del pensiero unico, ma dall’altra parte non avrei la stessa comodità. Desiderare ha un prezzo, anche se non fatturabile legalmente.

Lei come è entrato qui dentro?

Ero un cliente come tutti gli altri.

E desiderava?

Prima sì, poi ho smesso. Non mi permetteva di vivere una vita tranquilla, sicura. Poi ho smesso; è stata dura smettere di desiderare, ma con l’esercizio si smette. Ora va tutto a meraviglia. Forse diventerò direttore di questo negozio. La carriera è lunga e promettente.

Caro signore, allora le dico che ha preso un abbaglio. Io desidero eccome. Mi dia una birra.

Perfetto, ne ero certo.

Riflessioni in seguito alla lettura del brano.



Potrebbero interessarti anche :

Possono interessarti anche questi articoli :

  • finale di partita

    La serata si preannunciava bene: due coppie di amici che si autoinvitano in occasione delle grandi partite, niente cena ma stuzzichini per tutti: tartine,... Leggere il seguito

    Il 07 giugno 2015 da   Loredana V.
    OPINIONI, TALENTI
  • Gente di Dublino (5 sketch da un addio al celibato)

    1- Slontcha! C’è una zona a Dublino in cui di giorno troverete famigliole anglosassoni, scandinave, celtiche e mediterranee ivi Guinness for strength portate... Leggere il seguito

    Il 04 giugno 2015 da   Nubifragi82
    CULTURA, TALENTI
  • Notizie

    Img dal web (edicola salvata dal Fai , del 1862) NOTIZIE Ci vuole la lente di ingrandimento come Sherlock Holmes per cercare buone notizie nei settimanali o... Leggere il seguito

    Il 02 giugno 2015 da   Oichebelcastello
    TALENTI
  • 353° giorno – Nostalgia

    E sorella che guarda fuori lampi arancioni lontani e senza tuoni mentre io vago nel caldo attraverso porte chiuse nel buio della casa che i riflessi della... Leggere il seguito

    Il 15 maggio 2015 da   Ayertosco
    DIARIO PERSONALE, TALENTI
  • Mamma, la realtà è un’altra.

    Il locale era avvolto da una nebbiolina derivante dal tabacco bruciato dal poco raccomandabile uomo seduto pesantemente sullo sgabello traballante della slot... Leggere il seguito

    Il 14 maggio 2015 da   Andrea Venturotti
    RACCONTI, TALENTI
  • Scoprire Rotterdam in un pomeriggio

    Sebbene i Paesi Bassi siano piuttosto piccolini, ogni città ed ogni paese ha qualcosa di curioso da scoprire. Oggi vi porto con me alla scoperta della seconda... Leggere il seguito

    Il 11 maggio 2015 da   Daniela Gallucci
    DIARIO PERSONALE, TALENTI