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Migliora la mia foto #28

Da Ragdoll @FotoComeFare

La foto di questa puntata è arrivata a fine aprile, inviata da Paolo D’Angelo.
Paolo, in viaggio di nozze, ha messo alla prova la sua nuova Nikon D7000 con obiettivo 18-105 catturando un momento di relax di alcuni indiani nella Monument Valley.

Migliora la mia foto #28

Da dichiarato fotografo in erba, Paolo mi chiede un parere generale, dalla composizione alla post-produzione.

Gli EXIF dello scatto: ISO 100, Diaframma f/4.8, Otturatore 1/200, Focale a 45mm (pari a 67mm su FF)

Intenzione del fotografo

Paolo, il luogo dove ti trovavi è sicuramente molto suggestivo e fotogenico, occasione ghiotta per ogni appassionato di fotografia. Oltre ai normali pensieri relativi alla composizione, alla luce, alla profondità di campo, ci sono alcune considerazioni che mi sarebbero passate nella testa e che rientrano nel campo del messaggio da veicolare. Ti riassumo qui qualche pensiero generale e quelli del messaggio in particolare:

  • i vari “monumenti” possono essere il mio soggetto principale oppure una cornice, se ne taglio uno a destra ed uno a sinistra, provo entrambe le composizioni,
  • le montagne sono a distanze molto diverse da me e tra di esse, devo assolutamente riuscire a massimizzare la nitidezza e la profondità di campo,
  • se possibile devo scattare questa foto all’alba o al tramonto, la tinta delle rocce si infuocherà assieme al colore del cielo, inoltre il terreno diventerà buio per primo e le vette rimarranno illuminate creando contrasti incredibili,
  • il problema con questi giganti è rendere una esatta idea delle loro dimensioni, ho la possibilità di includere qualcosa che sia confrontabile?
  • se ci riesco, voglio includere una delle tante strade sterrate nella mia composizione, potrebbe darmi la scala che cerco ed anche una linea conduttrice per lo sguardo,
  • è un luogo molto frequentato, se non riesco a scattare una foto senza elementi indesiderati (come fuoristrada di turisti) allora devo scattare dal treppiede due foto a distanza di qualche secondo (o minuto) l’una dall’altra per andare a clonare le aree dove ho le mie “distrazioni” prendendole dall’altro scatto,
  • scattare con un grandangolo darà molta importanza al primo piano, devo stare attento che eventuali inclusioni in quest’area non tolgano importanza al soggetto o non ne alterino troppo le scale di grandezza,
  • nello specifico, sono davanti ad una scena di vita quotidiana in un posto spettacolare, riesco a trasmettere con uno scatto che cosa sta succedendo?
  • la bancarella dietro al pick-up la faccio vedere o mi sposto in modo che sia fuori dalla vista?
  • il pick-up o le teste dei nativi interferiscono con qualche montagna sullo sfondo? Se sì, devo trovare una posizione dove le interferenze si annullano o minimizzano,
  • visto che il momento della giornata non mi offre una luce eccezionale, posso fare qualcosa per risaltare la scena?

Composizione

Paolo, la tua foto mi sembra una via di mezzo tra una foto di street photography (in particolare una candid, una foto rubata), un panorama e un ritratto ambientato. All’interno di un reportage di viaggio, è una bella idea quella di ritrarre sia un luogo, nella sua bellezza e maestosità, sia lo stesso luogo animato da qualcosa di caratteristico, persone del luogo, eventi tipici, ecc.

In particolare, tu hai ritratto questo gruppo di indiani in un momento di attesa o relax ma la domanda che continua a girarmi in testa è: relax da cosa? cosa ci facevano li nel mezzo della valle? Alcuni elementi mi aiutano (le bancarelle dietro al furgone) ma forse nella tua composizione sarebbe stato possibile includere qualche elemento in più.

Rimanendo in tema, hai scelto una focale media tra quelle a tua disposizione (45mm nell’intervallo 18-105) e questo ti ha portato a tagliare la parte inferiore del furgoncino senza però ottenere un vantaggio determinante su altre parti dell’immagine. Spesso in fotografia il processo decisionale è binario: dentro o fuori, sovraesponi o sottoesponi, a fuoco o fuori fuoco. Ogni decisione costringe a rinunciare a qualcosa ma ci deve offrire un premio, un valore aggiunto.

Qui, un grandangolo più spinto avrebbe dato importanza al pick-up (comprendendolo tutto) ampliando contemporaneamente la visuale sullo sfondo, arretrando qualche metro e scegliendo di scattare a 105mm avresti reso le montagne più vicine e più grandi rispetto al furgoncino. La tua scelta ha lasciato importanza al primo piano senza però includerlo tutto, relegando la Monument Valley (un po’ sfocata a causa del diaframma piuttosto aperto) quasi a contorno.

Come accennavo all’inizio, la tua foto sembra una via di mezzo tra diversi generi. Per un ritratto ambientato sarebbe servita maggiore intimità con i soggetti, per la street forse avresti dovuto attendere un momento più significativo mentre per il paesaggio lo sfondo sarebbe dovuto essere il soggetto principale, relegando il pick-up ad accessorio.

E’ tutta una questione di messaggio visivo e, alla fine, si riconduce tutto a delle scelte: quale focale? quale diaframma? cosa inquadro?

Luci e colore

La giornata nuvolosa ti ha consegnato una scena con poco contrasto (ho visto che il tuo Photoshop lo ha aumentato considerevolmente in post-produzione, fai attenzione a quello che fanno i programmi senza dirtelo) e con colori che, a parte il blu del bidone sul cassone, sono gradevoli ma non molto saturi.

L’istogramma dell’immagine, nonostante una luminosità aumentata a +25 da PS mi sembra ancora troppo a sinistra. Il mio tentativo di aumentare l’esposizione mi ha consentito di incrementare di ½ stop senza problemi. Purtroppo nelle zone nere (i pantaloni del bimbo e della donna sul pick-up) non sono riuscito a recuperare dettagli.

Il bilanciamento del bianco non era a posto. Prendendo come riferimento il tetto del furgoncino o la felpa subito a fianco, i valori di temperatura e tinta sono variati molto, ancora di più se come riferimento si prende il pneumatico. Questo tipo di correzione è semplicissimo in Camera Raw (c’è l’apposito strumento, terza icona da sinistra in alto) ma anche in programmi gratuiti come GIMP non ci metti più di un minuto.

Post-produzione

Paolo, i dati EXIF raccontano che oltre alla luminosità e al contrasto (fatti da PS) sei intervenuto anche sulla tinta, diminuendo il valore a -14, e sui neri (anche qui purtroppo c’è lo zampino di PS), aumentandoli a +5. Entrambe queste correzioni temo siano sbagliate.

Innanzitutto come poco fa ti accennavo, la correzione del bilanciamento del bianco ha aumentato la tinta di un’ammontare superiore alla tua diminuzione, di fatto annullando la tua modifica. Per i neri, il default di PS credo abbia garantito come unico risultato la perdita di dettagli nei pantaloni dei due indiani mentre per dare maggior spessore alla foto avresti dovuto azzerare il cursore dei neri e  intervenire poi leggermente sulla chiarezza.

Ti riepilogo il mio veloce workflow di post-produzione:

  • impostare tutti i settaggi a zero,
  • (non sempre) applicare la correzione lente (in base all’obiettivo, corregge vignettatura e distorsioni),
  • impostare il bilanciamento del bianco,
  • regolare l’esposizione per ottenere un buon istogramma,
  • regolare il contrasto,
  • regolare i bianchi e i neri (intensità) oppure impostare il punto di bianco e di nero in Photoshop/GIMP,
  • regolare la chiarezza, la saturazione e la vividezza,
  • (se necessario) aumentare la nitidezza e ridurre il rumore.

Commento finale

Paolo, il mio invito finale è quello di stare attento al diaframma. Non sono un fanatico del diaframma chiusissimo, anche perchè ad un certo punto si inizia a perdere qualità nell’immagine, ma scattare una foto di paesaggio con f/4,8 è sicuramente un azzardo e il rischio è quello di avere parti della foto sfocate.

Fai anche attenzione al contenuto (o messaggio) della tua foto, guarda dentro al tuo obiettivo e domandati se è quello che vuoi trasmettere, che vuoi raccontare.

Come al solito, do ut des, io ti leggo le carte e poi mi prendo (spero non ti dia fastidio) il permesso di giocare un po’ con la tua foto.

Migliora la mia foto #28

In questa elaborazione ho mescolato un po’ di tecniche (tra cui quella per simulare l’effetto Dragan) ed ho eliminato le bancarelle che, senza capire per cosa fossero li, mi distraevano e basta. Ho desaturato molto i colori, aumentato la vividezza, aumentato la chiarezza ed ho applicato un filtro sul cielo per aumentarne la drammaticità. Così facendo, l’idea che mi si era formata in testa prende vita: una famiglia di indiani che aspetta di capire come si modificherà il tempo, prima di affrontare una traversata della Valley.

Se hai dubbi, critiche o semplicemente vuoi chiacchierare di questo pezzo, ti aspetto nei commenti qui sotto.

Alla prossima!


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