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Milan-Barcellona, niente è impossibile

Creato il 20 dicembre 2012 da Olimpiazzurra Federicomilitello @olimpiazzurra

I tifosi milanisti non saranno certo stati felici per l’esito uscito dall’urna di Nyon, che accoppia ancora una volta Milan e Barcellona per gli ottavi di finale di Champions League. Si tratta di una sfida tra una squadra che sta affrontando un lungo e tortuoso cammino di rinnovamento e un’altra che, da anni, è la superpotenza del calcio mondiale: sulla carta, l’esito appare scontato. Di fatto, però, il calcio è bello perché è strano e regala continuamente sorprese.

Cosa potranno fare i rossoneri per fermare l’armata blaugrana? La partita perfetta. Anzi, due partite perfette, sia sul piano tecnico, sia  su quello mentale. Non è facile, ma può essere nelle corde degli uomini di Massimiliano Allegri. Intanto, in attacco il Milan non è più Ibracentrico come nella passata stagione: il talentuosissimo El Shaarawy garantisce una varietà di soluzioni e di movimenti che potrebbero mandare in crisi la non irresistibile retroguardia catalana. E’ vero, Ibrahimovic era una garanzia di gol, per quanto non abbia mai apprezzato particolarmente queste sfide di altissimo profilo: ma il giovane Faraone sa già il fatto suo in area di rigore, e in più gioca tanto per la squadra, tornando nella propria metà campo, aiutando la difesa, recuperato palloni su palloni; per quanto possa sicuramente fare ulteriori progressi, l’italo-egiziano è un giocatore davvero a tutto campo, fondamentale in partite come questa. Bisognerà poi vedere chi ci sarà al suo fianco nel reparto offensivo: con Pato e Robinho sul piede di partenza, Allegri si affiderà al veloce ma, forse, ancora immaturo Bojan? Oppure a Giampaolo Pazzini, che invece, da vero centravanti, ha più la tendenza ad estraniarsi dal gioco? Oppure all’eventuale nuovo acquisto? Se fosse Didier Drogba, si tratterebbe di un top player con l’esperienza, il fisico e le doti per dare una grande mano al Faraone. Il mese di gennaio, da questo punto di vista, ci dirà di più: perché se il Milan non è più Ibracentrico, non può nemmeno permettersi di dipendere interamente dal giovane EL92.

Quando si affronta il Barcellona, però, il problema grosso non è tanto realizzare dei gol, quanto piuttosto non subirne. Il nome di Leo Messi basta e avanza per far paura: ma tutto il potenziale offensivo dei blaugrana è formidabile. La rinuncia a una vera punta di peso è il loro marchio di fabbrica: con il tiki-taka, estenuante ragnatela di passaggi nella quale Xavi e Iniesta sono i migliori interpreti del mondo, il Barcellona riesce sempre a creare occasioni pericolosissime, il più delle volte concretizzate dal nuovo recordman di reti in un anno solare. Qui nascono i problemi: la difesa del Milan, al momento, non pare all’altezza per questa sfida. Se il giovane De Sciglio è già una garanzia sulla fascia destra, altrettanto non si può dire per l’altro lato del campo: ma è soprattutto il centro della difesa-contando che i catalani affondano prevalentemente per vie centrali-a preoccupare. Bonera, Yepes, Zapata, Acerbi e Mexes sono senz’altro buoni difensori, ma soffrono terribilmente un attacco rapido e veloce; certo, Bonera sfodera spesso delle prestazioni brillanti, Yepes compensa con il fisico e Mexes con il mestiere, ma è difficile immaginare che due qualunque di questi centrali possano tenere a bada Messi e soci. Servono rinforzi, anche qui: serve un difensore “vero”, veloce, furbo, possibilmente con una buona esperienza internazionale.

Dunque, un centrale e un attaccante. Poi la sfida sarà possibile. Perché a centrocampo le geometrie di Montolivo, i polmoni e le incursioni di Nocerino, la grinta dell’eterno capitano Ambrosini e-se dovesse tornare a essere se stesso-i colpi alla Boateng di Boateng possono rappresentare una garanzia sufficiente. In più, in panchina siede un condottiero capace, che forse non entusiasmerà il pubblico come alcuni suoi predecessori ma che ha sempre fatto bene il suo, anche nei momenti più bui (e qui, è il caso di dirlo, onore al merito di una dirigenza che non si è comportata come avrebbe fatto qualunque altra società italiana): se a gennaio avrà questi due rinforzi, potrà davvero allestire una formazione capace, riducendo al minimo ogni disattenzione, di giocarsela alla pari. Poi dovrà essere bravo lui a dare la giusta intensità al gioco rossonero, a fare un grande lavoro mentale, non tanto sul piano delle motivazioni-che vengono da sé in partite del genere-quanto sul messaggio di non poter commettere alcun errore e, al contrario, di dover sfruttare al massimo ogni sbavatura avversaria. Della partita perfetta, appunto. Niente è impossibile.

foto tratta da calcioline.com

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OA | Marco Regazzoni

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