MILANO. L’assessore Rossi segnala e denuncia che la scure fiscale si abbatterà sull’economia della montagna.

Creato il 06 aprile 2015 da Agipapress
MILANO. "Sono assolutamente costernato per il contenuto della risposta data dal Governo in commissione Finanze della Camera sull'Imu degli impianti di risalita - afferma l'assessore regionale lombardo allo sport Antonio Rossi -. Forse al Governo non interessa difendere e fare propri gli interessi di un settore economico fondamentale come quello della montagna, basilare per una regione virtuosa come la Lombardia".
"L'impossibilità di riclassificare le stazioni filoviarie, funicolari e funiviarie in altra categoria catastale - ricorda Rossi citando la risposta del Governo ad una Question Time - discende anche dal fatto che il prezzo per l'utilizzo degli impianti di risalita sportivi non è commisurato al prezzo 'politico' di un servizio di trasporto pubblico essenziale, ma a quello di un servizio d'impresa". Una batosta assolutamente ingiustificata secondo l’assessore Rossi che spiega: "Se il provvedimento venisse attuato sarebbe una batosta ingiustificata per gli operatori che saranno costretti a farsi carico anche degli arretrati di anni. Sono certamente dalla parte di chi sarà costretto a chiudere per il peso di imposte che potrebbero arrivare fino a 50.000 euro all'anno per impianto".  Secondo l'assessore le stazioni filoviarie, funicolari e funiviarie "sono assolutamente da comprendere nella categoria catastale E/1 (Stazioni per servizi di trasporto) e non in quella commerciale D/8 (soggetta,viceversa, al pagamento dell'imposta)".  Solo la buona volontà potrebbe far comprendere l’assurdità di una simile decisione e decidere per una soluzione diversa.  "Le conseguenze - spiega l'assessore - potrebbero essere disastrose: chiudere un impianto, di fatto, significa far morire l'indotto economico di quella vallata. Ho già riferito in Commissione Sport alla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome in merito a questo incredibile balzello fiscale che il Governo non intende eliminare - conclude Rossi -. Serve solo un po' di buona volontà: auspico un rapido intervento legislativo che permetta di salvare un comparto così importante per l'economia del nostro territorio".


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