Miriam Dalmazio: Sole a catinelle, la svolta della mia carriera

Creato il 07 novembre 2013 da Oggialcinemanet @oggialcinema

7 novembre 2013 • Interviste, Vetrina Cinema

Oggi al Cinema intervista Miriam Dalmazio
Miriam Dalmazio: Sole a catinelle, la svolta della mia carriera

Giovane, fresca e dal limpido talento, Miriam Dalmazio è una delle due protagoniste femminili del successo dell’anno, Sole a catinelle, che in neanche una settimana di programmazione ha toccato la cifra di 20 milioni d’incasso. Nel film Miriam è Daniela, la moglie di Checco, madre premurosa e affettuosa, lavoratrice vittima della crisi, accanita manifestante pronta a tutto pur di far valere i suoi diritti. Finora volto noto soprattutto in televisione (la soap opera Agrodolce, la serie Che Dio ci aiuti), è stata voluta fortemente per questo ruolo da Checco Zalone e dal regista Gennaro Nunziante.

Miriam eri preparata ad un successo di questa portata?
Non si è mai pronti per un successo del genere. Si prevedeva un grande successo ma non di questa portata. Ma io in realtà ero l’unica che se l’aspettava.

Stai festeggiando?
Ho festeggiato andando a vedere il film al cinema ben tre volte.

Oltre a Checco Zalone, secondo te qual è il segreto di questo film?
Innanzitutto non è una commedia finalizzata solo alla risata, ma è anche un film che presenta aspetti e spunti molto interessanti. Poi credo che un elemento davvero potente sia costituito dalle musiche e dalla canzoni. Rimango però convinta che il vero segreto sia il connubio Gennaro Nunziante-Checco Zalone. Nel film vedo proprio tanto di loro, soprattutto la loro semplicità.

Si sta discutendo molto sulla distribuzione del film in ben 1200 sale. Tu cosa pensi di questo?
In tutte queste polemiche ci si è dimenticati di un fattore importante, e cioè della richiesta degli esercenti. Bisogna dire che grazie a queste 1200 copie e al successo del film molte sale hanno evitato la chiusura. Per cui ben venga una distribuzione così ampia.

Il film lancia un messaggio di ottimismo nei confronti della crisi, anche tu sposi quest’atteggiamento?
Il film è una favola, è chiaro che nella realtà la situazione sia diversa ed è normale farsi prendere dallo sconforto. Io personalmente credo che bisogna investire tanto nella speranza ed inoltre penso che oltre all’ottimismo bisogna anche essere molto genuini, proprio come il personaggio di Checco nel film che fa cose impossibili anche grazie alla sua ignoranza e alla sua spontaneità.

Nel film interpreti un personaggio diverso da te, almeno da un punto di vista anagrafico. Quando hai letto la sceneggiatura ti sei rivista in Daniela?
Non mi ci rivedevo assolutamente, perché era una trentenne e oltretutto una mamma. Gennaro Nunziante mi voleva assolutamente per quel ruolo e allora ha cercato un escamotage, lasciando al personaggio la freschezza di una ventiseienne. Poi sul set mi dimenticavo spesso di essere madre, anche perché io e Robert (Dancs, interprete di Nicolò, il figlio di Daniela e Checco, ndr) abbiamo legato subito e mi sentivo un po’ una sorella maggiore. Allora Gennaro mi ricordava il mio ruolo e io ritornavo a fare la mamma. E devo dire che rivedendomi sullo schermo sono anche credibile.

Com’è sul set Checco Zalone?
Lui parla molto con gli attori, e devo dire che sceglie anche alcune inquadrature. Il film è assolutamente in parte anche di Checco, che tra l’altro è anche uno straordinario padrone di casa: non ti fa mai sentire a disagio, è una persona umilissima. E poi lui è così come si vede. Ho conosciuto tanti comici che nella vita non sono per niente comici. Lui non appartiene a questa categoria.

Cosa rappresenta o potrà rappresentare per te quest’esperienza cinematografica?
Penso che darà una svolta importante alla mia carriera perché mi sta dando davvero tanta visibilità. E’ un’esperienza che mi ha solo arricchito, andavo sul set sempre con il sorriso e la festa continuava anche a fine riprese, quando ci si vedeva la sera a cena.

Ti trovi bene nella commedia?
Si molto, soprattutto se hai un partner straordinario come Checco. Però in realtà a me piacciono molto i film drammatici.

Un film che hai amato ultimamente?
La vita di Adéle: credo sia uno dei film più belli che abbia mai visto, sia da un punto di vista narrativo che recitativo.

Cosa desideri per il tuo futuro d’attrice?
Amo il cinema indipendente. Vorrei lavorare con qualche giovane regista emergente, magari in un film con una sceneggiatura particolare, non so, in una storia alla Tim Burton. Ecco, mi piacerebbe lavorare con qualcuno che abbia il coraggio di azzardare qualcosa di nuovo ed originale.

A parte i tuoi desideri, i tuoi prossimi progetti?
L’anno prossimo mi vedrete in due film, quello di Giovanni Veronesi, Una donna per amico, e quello di Angelo Longoni, Maldamore. Poi sarò la protagonista italiana di un film internazionale. Ma non posso dire di più.

Cosa pensi del cinema italiano?
Penso sia un cinema un po’ maschilista, e per questo è molto difficile per una donna andare avanti. Per il resto credo che manchino le storie e che si punti troppo su nomi di richiamo per assicurarsi il botteghino. Ma la storia è fatta di cicli: ora il cinema francese va alla grande in tutto il mondo ma arriverà il momento in cui il cinema italiano tornerà grande, perché i talenti ci sono.

Ci sono delle attrici a cui ti ispiri?
Amo molto Marion Cotillard e Meryl Streep. Ma non mi ispiro a nessuno, cerco di essere sempre me stessa.

di Antonio Valerio Spera per Oggialcinema.net



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