Miroshima e Nagafiori

Creato il 14 gennaio 2011 da Silvanascricci @silvanascricci

La questione non è sapere che cosa debbano cedere oggi gli operai della Fiat al “prendere o lasciare” di Marchionne, perchè non hanno scelta e questo è il senso del gioco in corso.

My way or the highway, si dice nelle Americhe anglofone, o fai come dico io o pedalare.

Lo sappiamo.

La questione angosciosa è che cosa dovranno cedere e concedere domani, perchè l’appetito vien mangiando e una volta che si comincia ad affettare il salame, diventa difficile fermarsi. Il costo del lavoro è una componente cruciale della competitività di un’azienda, ma se il prodotto non vende, anche fabbricarlo a zero costo non cambia nulla.

I rapporti fra dipendenti e padroni – pardon, non si deve più dire, è politicamente scorretto – fra lavoratori salariati e imprenditori sono sempre rapporti di forza, puri e semplici.

Oggi la forza contrattuale dei lavoratori della Fiat nei confronti dei proprietari è circa come quella dell’Imperatore Hiro Hito nei confronti degli Stati Uniti nell’agosto del 1945 dopo Hiroshima e Nagasaki, perchè l’ azienda ha tutte le armi di distruzione di massa in mano tutte e il maresciallo MacMarchionne può dettare le condizioni.

Il resto è poesia e fa tenerezza vedere come proprio il sindacato più a sinistra finga di ignorare quali siano, marxianamente, i rapporti di forza reali, i soli che contino.

Per riequilibrarli politicamente, perchè materialisticamente non c’è trippa per gatti, servirebbe un governo, che nelle democrazie dovrebbe essere la lobby di chi non ha lobby, che si muovesse per difendere una categoria del cui voto ha bisogno, come ha fatto Obama intervenendo per salvare il salvabile a Detroit, sapendo che il suo partito, e lui, hanno disperatamente bisogno dei sindacati per sopravvivere.

Il governo Berlusconi dei sindacati se ne strafrega, anzi, raccoglie i consensi di quelli che “la colpa è tutta dei sindacati”, magari ignorando che hanno avuto la liquidazione e la pensione proprio grazie ai maledetti sindacati quando avevano loro le armi in mano e le hanno usate e abusate.

Berlusconi ha bisogno soltanto delle tv.

E quelle, già le possiede.

(dal blog di Vittorio Zucconi)



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