Mondiale 2014, Il Gatto e La Volpe

Creato il 29 giugno 2014 da Webnewsman @lenews1
Pubblicato da Mathias Mougoué

Il matrimonio è una istituzione anche in Brasile ma rimane un’opzione. Un’opzione che riveste risvolti sempre più diversi e sancisce unioni non sempre tradizionali. “Le Volpi si sposano”. Anche in Brasile il detto si usa quando piove e il sole  splende nel contempo. Delle volpi convolavano a giuste nozze certamente oggi pomeriggio a Bel Horizonte come a Bahia poiché il sole ha avuto parecchie difficoltà a respingere la pioggia invitatasi di diritto in una stagione che è sua.

Rimane da stabilire chi erano le Volpi e chi il sindaco tra Brasile e Cile che si ritrovavano in un inedito ottavo di finale di Coppa Del Mondo allo stadio Mineirao. Le cose serie sono iniziate e contare sulla collaborazione passiva dell’arbitro non è più scontato, soprattutto se costui si chiama Howard Webb, Poliziotto di riserva Inglese, miglior fischietto internazionale del 2013. Circolano immagini di fan nelle piazze di diverse città del paese e del Mondo. In Brasile, Il Calcio è religione. Sono in comunione con la nazionale. Questa Volta l’inno viene eseguito nella sua versione integrale e tutti lo cantano a squarciagola, anche per convincersi di essere meno nervosi.

Ma la pressione è vecchia volpe. Il C .T. Felipão solitamente molto contenuto esce dalle sue riserve quando i Cileni, squadra molto al di sopra della media danno il la brutalizzando Neymar. Si sa che il giovanotto non sopporta lo stress. Il primo piano sorprende Felipe Scolari mentre da del “figlio di…” a Vidal. L’intimidazione cilena funziona e sono loro a fare la partita al punto che alla prima disattenzione che si concedono, David Luiz salito a prestare man forte all’attacco apre le marcature al 18° con una ginocchiata fortunosa. I Brasiliani esplodono mentre i gruppetti di fan Cileni si espongono maggiormente a derisione e provocazione che si impongono. Era senza mettere in conto quel diavoletto di Sanchez che fa meglio di Neymar suo compagno del Barcellona e permette ai Cileni di riacciuffare il pareggio al 32° con un pallone rubato su un fallo laterale eseguito male dai Brasiliani. L’intervallo interviene su questo risultato di parità.

Il secondo tempo è un susseguirsi di falli, azioni timide, colpi a sorpresa, attacco, controffensiva dove il gioco duro non latita e l’arbitro Webb lascia giocare i nervi. Annulla giustamente il gol di Hulk al 55° viziato da un tocco di mano. Riporta l’equilibrio sorvolando su dei possibili rigori da entrambe le parti. Vargas e Vidal per Guttierrez e Pinilla nelle file del Cile poi  Fred, Oscar e Fernadinho per Jô, Willian e Ramirez nelle file del Brasile annunciano che la partita sarà lunga. I supplementari verrano il Cile sostituire  Medel con Rojas. Il Brasile può ringraziare il palo che ferma Sanchez al 90°. La cosa si ripete a 5 minuti dalla fine del secondo tempo supplementare. Le regole non scritte suggeriscono che il Brasile la spunterà.

Ciò viene confermato dalla prova dei rigori. L’attacco dei carioca è tanto poco incisiva che non solo ha segnato un difensore ma i miracoli del portiere Julio Cesar che hanno neutralizzato 3 rigori regalano il passaggio ai quarti al Brasile anche se con Willian e Hulk sbaglia due esecuzioni. Il Portiere Cesar spinto durante la prova dal suo pubblico a suon di “Julio Julio” riceve a fine partita in uno studio televiso un premio dalle mani di Ronaldo “fenomeno” Da Lima.

Fred altro attaccante della Seleção si è illustrato più nei sondaggi sui suoi baffi presso le donne durante la settimana che sui campi fin qua. Vedendo la sua foto nella Chiesa di “Nosso Senhor De Bomfin” dove figura tra quelli che hanno fatto dei doni per una grazia, me l’immaginavo più prolifico durante il Mondiale. Le diapositive dell’incontro raccontano che il Cile è più forte del Brasile e soccombe alla legge non scientifica che vuole che la squadra che calcia il primo rigore vinca in 60% dei casi. Il Brasile può dunque ringraziare la fortuna che esiste veramente nel calcio ma ha ancora tanta strada prima di vincere il “suo” Mondiale al di là dei matrimoni tra volpi.

La volpe dell’area di rigore per gli Uruguagi è Luis Suarez il quale finalmente si spera ha capito che tutte le competizioni di calcio del pianeta sono monitorate dalla FIFA e anche gli smartphone sono dotati di videocamera. I suoi morsi agli avversari sono una tradizione nella sua carriera. Inoltre, già tolse al Ghana nel Mondiale sudafricano la possibilità di approdare in Semifinale sostituendosi al portiere. Cartellino rosso per lui e rigore che il Ghana sbagliò. Rimandato a casa questa volta per il morso rifilato a Chiellini, dribbla i fan accorsi numerosi ad accoglierlo all’aeroporto di Montevideo come eroe, cosa già pietosa di suo. Una cansone sul tema del morso di colui che chiamano “Dentinho Bom Bom” è già tormentone in Brasile.

Il suo talentato è mancato alla sua squadra oggi ed è stata molto palpabile l’insufficienza di Forlan e Cavani di fronte a Cuadrado, James e la squadra più compatta e più completa nei suoi compartimenti che è la Colombia. Al Maracanà di Rio De Janeiro i fan si erano prima gustati su schermo gigante il duello Brasile-Cile. La Colombia neutralizza subito l’Uruguay e gioca su i suoi nervi. Come di consueto, la Colombia è dappertutto. Tutti corrono per tutti e Cuadrado fa il resto. Su una azione insistita di testa, offre a James al 28° l’occasione del gol stratosferico dalla lunga distanza sul quale Muslera solitamente più brillante fra i pali non può fare nulla.

I due si ripetono nel secondo tempo e chiudono una partita al termine di un’azione apparentemente persa tranne per Cuadrado che sale al secondo piano e riporta un caviale sul destro di James al 50°. L’Uruguay che non è mai veramente tornata alla ribalta andrà a casa a leccarsi le ferite, frustrata dal portiere del Nizza Ospina che con le sue parate impossibili contribuisce alla qualificazione del suo paese riempiendo il suo contratto e confermando la sterilità di Cavani nelle grandi occasioni. Cuadrado e successivamente James Nuovo “fidanzato” di Colombia vengono sostituiti prima della fine della partita e raccolgono ciascuno la sua meritata dose di standing ovation. La vera prova di verità attende il Brasile di fronte alla Colombia in un nuovo confronto epico sudamericano.

La pioggia non ha scoraggiato i fan che l’hanno affrontata ciascuno con lo stratagemma suo. Chi con il potere delle bevande calde e non solo, chi coprendosi con la bandiera della squadra che rappresentava, chi stringendosi a chi aveva alla sua portata, chi liberandosi della sua maglia offrendo generosamente lo spettacolo del proprio fisico al favore del clima clemente nonostante docce intermittenti. Tutto ciò ha permesso alle “torcida” di avvicinarsi di più. Quelli dei paesi già eliminati, all’immagine d’un gruppo di Inglesi che si sono finti Cileni oggi perché ci credevano hanno già in programma di trasformarsi in Argentini o altro la prossima volta. Sembra che fuori dagli stadi funzioni. Ah che Volpi!


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