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Tutti abbiamo nelle orecchie la voce che ci dice che Mario Monti rappresenti, non da oggi e prima ancora che diventasse presidente del Consiglio, un punto di riferimento dei mercati internazionali, un ruolo che, da quando è arrivato Palazzo Chigi, ha rafforzato, aggiungendo la legittimazione del ruolo massimo di governo, diventando un punto di equilibrio tra la Germania e il resto dell'Europa e tra la Germania e gli Usa (vedi articolo di Federico Rampini, la Repubblica del 28.9.2012). Che questi ambienti sperino che Monti possa continuare a governare anche dopo le elezioni del 2013 non è una novità, speranza rafforzata da uno scenario che vede Berlusconi proporre l'uscita della Germania dall'euro (sic!), Grillo accreditato al 15% dei voti, gli scandali nella gestione dei consigli regionali allargarsi a macchia d'olio, il Pd che non ha la forza di candidare alle elezioni primarie del centro-sinistra il proprio segretario (come da statuto), Napolitano prossimo all'uscita di scena. Con questo quadro, rischia di passare in secondo piano il fatto che, la prossima primavera, saremo chiamati a votare per il rinnovo del Parlamento...
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