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Nancy Kress: Mendicanti in Spagna

Creato il 10 marzo 2012 da Martinaframmartino

Nancy Kress: Mendicanti in Spagna – perché non iniziate col dirmi a quali mutazioni genetiche siete interessati per il vostro bambino?” chiede il dottor Ong ai coniugi Camden, e io intanto dico no, no, NO!

Mendicanti in Spagna è il secondo libro di Nancy Kress che leggo, e come Atto primo è incentrato sull’ingegneria genetica e presenta una trama tutt’altro che rilassante.

Io ho due bambine, e come tutte le mamme ho attraversato le mie fasi di incertezza. Nei primi mesi non sapevo il sesso, e la gran parte delle persone che incontravo mi chiedeva cosa avrei preferito. Per Roger Camden la risposta è una femmina, e infatti in seguito al lavoro di un’equipe specializzata nascerà Leisha. Per me in entrambi i casi è sempre stata “basta che sia sano”. Davvero sono importanti cose come il sesso o l’aspetto fisico? Una delle cose più importanti di un bambino è che non lo possiamo scegliere. Possiamo decidere se averlo o no, i metodi contraccettivi sono tanti, e se non arriva spontaneamente possiamo anche provare ad aiutarci con la medicina moderna. Ma il bambino deve essere, deve rimanere, quella creatura che si forma spontaneamente dall’unione del patrimonio genetico dei genitori.

In Cina esiste dagli anni ’70 la politica del figlio unico, nata per contrastare un’eccessiva esplosione demografica. Peccato che sia applicata con metodi barbari, e che gli aborti selettivi hanno portato a non far nascere, quando non a sopprimere, un numero altissimo di bambine, visto che il figlio maschio viene sempre preferito alla femmina. Provate a fare un giro su internet. Io ho trovato cifre diversissime, qualcuno parla addirittura di 150 milioni di bambine non nate, ma anche la cifra più bassa che ho visto, 12 milioni, fa paura. Milioni di bambine non nate perché i genitori hanno fatto una scelta, e questa è realtà, non fantascienza.

Sono contenta che in Italia non si possa scegliere se tenere un bambino in base al sesso, anche se alcuni giornali hanno ipotizzato che alcune comunità straniere abbiano importato la pratica anche da noi.

Camden ha richieste ben precise su sesso, aspetto (bionda, occhi verdi, alta e snella, ma perché per essere belle bisogna per forza essere bionde?), intelligenza, predisposizione al rischio, talento musicale, modificazioni per evitare problemi di salute (e questa è l’unica cosa che potrei forse accettare, ma io sono sempre molto diffidente quando si tratta di genetica. Meglio trovare un sistema per curare le malattie a mio giudizio), e infine “– desidererei che non avesse bisogno di dormire”. Detta a una dormigliona come me, questa frase è una minaccia.

Scherzi a parte… Davvero? Dopo un piccolo diverbio sulla segretezza del programma e sull’eventualità di applicarlo alla figlia di Camden, la Kress dedica quattro pagine a parlare del sonno con spiegazioni che mi lasciano un po’ perplessa ma che prendo per buone per amore della trama. E qui c’è un punto nodale, quando l’anonima signora Camden, forzata dal marito ad acconsentire alle modifiche, chiede “– A quale costo?” La dottoressa Melling, pur avendo potuto studiare i bambini già sottoposti al trattamento per soli quattro anni, non ha dubbi nel rispondere “– Nessun costo. Non ci sono effetti collaterali”. In questo caso però la donna succube del marito vede più a lungo di lei, perché dichiara senza esitazione che “– Ogni cosa ha un costo”. E uno dei costi lo avevamo visto poche pagine prima, quando avevamo saputo che uno dei venti bambini sottoposti all’esperimento era morto, ucciso involontariamente dalla madre incapace di sopportare per ventiquattro ore al giorno il pianto ininterrotto del neonato. Direi che già questo è un costo, e pure molto alto.

Incidentalmente noto che avere un bambino che non dorme e continua a piangere può essere logorante per chiunque. Il sonno, la possibilità di riposare (o anche solo di farsi la doccia, o di pulire la casa mentre il figlio dorme) sono fondamentali. I primi mesi sono fisicamente estenuanti, come ogni mamma (e ogni papà che non va a dormire dai suoi genitori, o non cambia camera per non essere disturbato) ben sa. Con Alessia non mi è mai successo, ma con Ilaria credo di essermi addormentata almeno una ventina di volte mentre l’allattavo in piene notte, e questo penso sia un chiaro segno di quanto fossi sfinita. La prima volta mi sono sorpresa, e anche un po’ spaventata, anche se non era successo nulla. Ilaria era sul suo bel cuscino da allattamento, io sono rimasta seduta, e pian piano ci siamo appisolate entrambe. Dopo un po’ ho smesso di sorprendermi, e mi sono limitata a costatare che era successo un’altra volta.

Le modifiche genetiche vengono effettuate, ma sorge un piccolo problema collaterale. Una complicazione, secondo quanto detto da Susan Melling. Un secondo uovo si è fertilizzato, quindi a nascere sono ben due bambine, anche se una sola è geneticamente modificata.

Cosa succede in una famiglia quando un bambino è speciale e l’altro non lo è? Per Roger Camden Leisha è speciale, è lei la figlia su cui riversa tutti i suoi sogni, una figlia, attenzione, che lui ha plasmato come ha voluto. Ma davvero abbiamo il diritto di plasmare i figli come vogliamo noi? Dargli un’educazione sì, è nostro compito, ma plasmarli in modo così intimo? Il sesso è solo una delle tante variabili, uno dei tanti problemi. Per la moglie è speciale Alice, perché è una bambina come tutte le altre.

Che fratture si possono provocare in una famiglia con basi come questa? E che fratture si possono provocare in una società quando i bambini speciali crescono e diventano sempre più numerosi? I mendicanti in Spagna del titolo non sono personaggi reali, ma figure ipotetiche di un esempio fatto da Tony per spingere Leisha alla riflessione. Come ci si comporta con i mendicanti? E sono davvero diversi da noi? La situazione ovviamente degenera, e a me per alcuni aspetti questo libro ricorda Wild Cards. L’origine curato da George R.R. Martin. La mia recensione si trova qui http://librolandia.wordpress.com/2011/12/04/george-r-r-martin-wild-cards-lorigine/. Sono libri molto belli ma anche molto diversi fra loro. Ciò che li accomuna è il fatto che una ristretta minoranza si trova a dover convivere con delle alterazioni genetiche, volontarie nel caso della Kress, involontarie nel caso di Martin. Per Martin molte mutazioni sono negative, ma anche chi ha pescato l’Ace nel mazzo delle possibilità ha i suoi bei problemi. Si parla di maccartismo e di caccia alle streghe, ma anche di relazioni complicate fra i vari personaggi, come ci dimostra l’animo tormentato di Tom Tudbury, la Grande e potente tartaruga, il cui tormento però verrà fuori meglio in Wild Cards. Invasione. Qui, con i dovuti distinguo, la situazione è simile, e richiama un problema presente anche nella nostra realtà, anche se non tutti sono d’accordo con quest’affermazione. E un articolo di giornale fittizio arriva a chiedersi se “è davvero solo invidia (…) oppure deriva dal sentimento più pericoloso di un odio per le menti superiori?

Nancy Kress non fornisce nessuna risposta. Il suo finale è aperto, come già era avvenuto con Atto primo. Il suo compito è porre delle domande, per trovare la risposta dobbiamo essere noi a impegnarci a fondo.

Un estratto del libro: http://www.fantascienza.com/magazine/anteprime/6846/mendicanti-in-spagna/



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