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Nave corsara tra la via emilia e il mondo

Creato il 16 agosto 2014 da Bernardrieux @pierrebarilli1

NAVE CORSARA TRA LA VIA EMILIA E IL MONDONave Corsara cambia rotta e vuol navigare per altri mari: "La pausa di riflessione estiva è conclusa, la decisione presa" scrive Ivano Sartori, che  precisa "Nave Corsara riprende la navigazione. Ma, per una sorta di spending review e patto di stabilità alla marinara, riduce velature, velocità di crociera, coste e costi. In altri termini, sono state abolite l’agenda degli appuntamenti, le pagine dei video, delle foto e delle vignette. Il corpo centrale, che di sicuro avrà un nome informatico a me ignoto ma fa lo stesso, sarà orbato di tutto ciò che riguarda Fidenza e Salsomaggiore."Peccato, anche se parrebbe il contrario, l'orbata scelta ci rende, tutti, con un meno qualcosa. Intorno a noi ci sono anche cose importanti e bellissime, ma in fondo in fondo ognuno custodisce la sua infelicità, e non potrebbe non essere così, proprio per tutte le cose terribili che avvengono nel mondo.  Inoltre la vita è piena di tranelli, c'è sempre una malattia in agguato, o comunque un senso di insoddisfazione che prevarica. Uno in più, ma anche uno in meno, che descrive  il negativo del mondo, cambia poco, come del resto cambia poco anche sdrammatizzare tutto questo. Rimane un filo sottile che unisce i due modi di descrivere la realtà, quel filo sottile si chiama malinconia ma anche nostalgia...Comunque auguri, Ivano.
Qui, a seguire riporto un post pubblicato  da Nave Corsara nel luglio del 2008 dal titolo "Seduto su una scomoda panca del consiglio comunale ho visto passare la nostalgia"
Nostalgia etimologicamente significa dolore, tristezza del ritorno o forse dolore di non poter tornare. Nostalgia è quella che sentiamo tutti per certi momenti della nostra vita vissuta. Ma c'è anche altro. A volte, passeggiando in un luogo sconosciuto, accade d'intravedere qualcosa che sa di già visto. Si, abbiamo visto tante cose e tante ne vedremo ancora, ma ecco siamo diventati nel giro d'un istante chi in quel mondo ci vive da sempre e può sentirlo come una cappa che toglie il respiro o come il nido degli affetti, il rifugio al quale si torna da sempre, un piccolo universo in cui perfino i tavoli e le panche e i fogli e la bottiglia di mezza minerale, dialogano, e scherzano, e ridono.
Ecco, ogni volta che, simili al «risdiparma», da un niente di vita siamo in grado di risalire ad un tutto, possiamo essere assaliti dalla nostalgia di tutte le vite che non abbiamo vissuto. Una nostalgia non di tornare, ma di andare a ritrovare il resto di quell’esistenza che per un istante abbiamo condiviso, che per un istante abbiamo sentito nostra. Ma è un desiderio che non può essere esaudito. Non saremo, mai più, quel giovane nelle cui braccia la morosa corre a gettarsi, uscendo dal Paciolo.
Ecco, nel silenzio assordante di quello che viene detto e non ri-portato, rimbalza questa nostalgia sorniona e quasi universale. è il dolore di percepire nella sua interezza, presente e passata, il gioco che pubblicamente si svolge sotto occhi che non vedono e orecchie che non sentono, insieme con la coscienza che non basterebbe l'intera nottata a saziare la voglia di capire.
A questo pensavo, l'altra sera, seduto su una scomoda panca nell'afa del Consiglio comunale, ascoltando pre-scritte afasie affanni affabilità affabulazioni di amministratori assessori presidenti architetti, professionisti di un v(u)oto a cottimo destinato a riempire delibere e qualche ingordigia.
(Carduccio Parizzi)

Aggiunge Ivano Sartori (che era lì anche lui). Come ti capisco.
A  commento interviene Vittorio Savi, Vittorio:

Caro Carduccio Parizzi, Carduccio, è bella come la tua intelligenza la nota che hai scritto per l'incursione 142ma della Nave Corsara: la nota sulla nostalgiaTemo non ci sia pareggio tra la nostalgia di ciò che più o meno abbiamo vissuto (fosse anche la ragazza che quarant'anni fa, uscendo dal Paciolo, correva a buttarsi tra le tue braccia - e io ero da quelle parti) e la nostalgia di quello che non abbiamo vissuto. Secondo me, questa vince; quella, come si diceva, la straccia.Vittorio Savi, Vittorioluglio 2008


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