Ne change rien (2009) è uno splendido punto di contatto tra due istituzioni artistiche come il cinema e la musica, la classe che Costa conferisce al suo lavoro manifesta una superiorità schiacciante nei confronti dei film che popolano l’attualità (d’altronde lui aveva già dato prova di trovarsi molto bene col b/n in Blood, 1989), ma tale raffinatezza si rintraccia anche nel garbo di Jeanne Balibar che, sul serio, lascia al cinema la libertà di insinuarsi nel suo vissuto, e la mdp, scaltrissima ladra, le ruba i sorrisi, le indecisioni, le varie difficoltà con cui si deve rapportare nel suo percorso. Dall’incontro di due organismi tendenti alla perfezione non poteva che generarsi un film altrettanto impeccabile, sommo contatto assolutamente naturale, accogliente, fra mondi intrinseci che si sostengono a vicenda, campione di cinema che pur indossando lo smoking parla l’alfabeto dell’anima, sussurrando. Etereo, elegante, sublime.
Ne change rien (2009) è uno splendido punto di contatto tra due istituzioni artistiche come il cinema e la musica, la classe che Costa conferisce al suo lavoro manifesta una superiorità schiacciante nei confronti dei film che popolano l’attualità (d’altronde lui aveva già dato prova di trovarsi molto bene col b/n in Blood, 1989), ma tale raffinatezza si rintraccia anche nel garbo di Jeanne Balibar che, sul serio, lascia al cinema la libertà di insinuarsi nel suo vissuto, e la mdp, scaltrissima ladra, le ruba i sorrisi, le indecisioni, le varie difficoltà con cui si deve rapportare nel suo percorso. Dall’incontro di due organismi tendenti alla perfezione non poteva che generarsi un film altrettanto impeccabile, sommo contatto assolutamente naturale, accogliente, fra mondi intrinseci che si sostengono a vicenda, campione di cinema che pur indossando lo smoking parla l’alfabeto dell’anima, sussurrando. Etereo, elegante, sublime.