
Consapevoli fin nelle midolla d’aver chiuso per sempre con il blà blà del post moderno e con tutta la chincaglieria d’antan dei suoi “tromboni”, la filosofia, fuori dalle aule scolastiche e dagli atenei, può conservare, oggi, un certo potere d’attrazione sulle ultime generazioni solo se, dinanzi all’emergenza data dalla presenza crescente, nelle nostre città e nei nostri paesi, di quella moltitudine indistinta,il cui potenziale umano è costituito molto spesso anche da individui consapevoli e dalle buone potenzialità, deve finalizzare il proprio impegno a :
1) Combattere l’oligarchia economica che detiene bulimicamente il potere e il sapere
2) Impedire il lievitare di una classe di consumatori necessari esclusivamente al “sistema”
3) Tendere a cancellare gradualmente ogni forma d’esclusione
In che modo ?
a) Nel creare con tutti gli input possibili e immaginabili (ritorni la“fantasia al potere”) coscienza dell’importanza di una politica partecipativa dal basso
b) Nel privilegiare istruzione e, soprattutto, formazione a 360° ( cioè crescere nel tempo prima come uomini e donne autentici e, poi, come cittadini responsabili)
c) Nel fare in modo che i “consumi”,nel rispetto di una corretta politica ambientale, abbiano sopratutto carattere di essenzialità (“piccolo è bello)
d) Nel saper riconoscere i ghetti degli “esclusi” e lavorare perché essi non siano più.
Con quali strumenti ?
Arti figurative /Musica /Balletto/Letteratura / Cinema /Teatro /Opera ( e con scelte non necessariamente nella gamma di quelle rispondenti al “canone” ) .
NB.
Ricordarsi (comunque) di non gettare mai con l’acqua sporca anche il bambino.
I danni ,volesse il caso, potrebbero essere maggiori che i vantaggi.
Marianna Micheluzzi





