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Negli USA il nucleare è di casa

Creato il 22 aprile 2011 da Pdigirolamo

Negli USA il nucleare è di casa

foto Wikipedia

Altro che “nimby” (not in my back yard). I cittadini statunitensi non sembrano affatto spaventati di vivere nei pressi di una centrale nucleare. È quanto risulta da un articolo pubblicato il 14 aprile dal sito americano msnbc.com, dal quale si evince che negli ultimi dieci anni la popolazione residente nel raggio di 80 chilometri da una centrale nucleare è aumentata di nove milioni di persone.

Infatti dai 106 milioni registrati nel 2000 si è passati ai 117 milioni del 2010, che rappresentano circa un terzo dell’intera popolazione degli Stati Uniti.

Una crescita che diventa ancora più netta se ci si limita alla fascia più immediatamente vicina agli impianti nucleari: la popolazione residente nel raggio di 16 chilometri da una centrale è aumentata del 17%.

Neanche i luoghi più a rischio scoraggiano gli americani: in un raggio di 16 chilometri dalla centrale di Three Mile Island, in Pennsylvania, dove nel 1979 si era verificato il più grave incidente nucleare nella storia degli Stati Uniti e dell’Occidente (livello 5 sulla scala Ines), la popolazione è aumentata dell’11%. E intorno alla centrale californiana di San Onofre, in zona sismica, l’aumento è stato addirittura del 50%.

E per quanto riguarda le grandi città? New York non dista più di 60 chilometri dalla centrale di Indian Point; stessa distanza che separa, chilometro più chilometro meno, Chicago dall’impianto di Dresden, Washington da quello di Calvert Cliffs, Boston da quello di Pilgrim, San Diego da quello di San Onofre, Phoenix da quello di Palo Verde e Detroit dalla centrale intitolata a Enrico Fermi. E così via: 26 delle prime 100 città americane si trovano a meno di 80 chilometri da una centrale nucleare. Il record spetta però a Filadelfia (la quinta città degli Stati Uniti, con un milione e mezzo di abitanti e 6 milioni nell’area metropolitana): il centro della città dista 69 chilometri dalla centrale di Salem, 69 anche da quella di Hope Creek e 45 da quella di Limerick. Insomma, se la centrale non è letteralmente «fra i grattacieli» ci va molto vicino.

Tutto questo dimostra una volta di più come le informazioni che ci arrivano a proposito della questione nucleare siano sempre più distorte, e sempre più a senso unico.

Intanto, mentre i governi europei fanno precipitose retromarce, Obama conferma la scelta nuclearista degli Stati Uniti. Che, anche in questa circostanza, dimostrano di saper guardare molto più lontano di noi.


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