
La verità è che in mattine come questa, anche la mia stessa pelle mi sta stretta. Io che volevo solo essere salvata. Da qualcuno che avesse il cuore di farlo. Per ritrovare la concentrazione che da quando non ci sei, non riesco più a tenere gli occhi inchiodati a qualcosa per più di un minuto. Fosse anche un amore. Che ogni volta che mi vieni in mente, ricordo che non esisti. Che non faccio niente perchè ho accettato silenziosamente. Non ho smosso il mondo, non l'ho fatto. E non ti so spiegare il motivo. Che a volte vorrei lottare, ma non so se ci sia qualcosa per cui farlo davvero. Che tutto passa, si sa. Il problema è ciò che lascia. E la cosa che mi viene più difficile fare è fingere disinteresse. Che quando dicevi “L'ultima cosa che voglio fare è ferirti”, io stavo già sanguinando.
Per ritrovare la felicità. Quella che sta nel dimenticare ciò che mi ha fatto molto bene e poi altrettanto male. Che so esattamente quello che voglio e vorrei volerlo di più. Che certe persone non se ne andranno mai. Anche se sono andate via. E vorrei avere più pazienza che se c’è una cosa che nella vita non mi è mai riuscita bene è quella di aspettare. E non ho mai capito se non è mai troppo tardi o se è sempre troppo presto per trovare l'istante preciso in cui bisogna saper lasciare andare le cose. Anche fossero tutte. E riuscire a perdonarmi ancora una volta e farlo sapendo che non sarà l’ultima. Per ricordare tutto. Ed è questo che mi piace. Ed è questo che mi frega. Averci creduto.
