Magazine Politica

Nepal: guerriglieri immaginari

Creato il 08 gennaio 2010 da Cren

 Nepal: guerriglieri immaginari

Qualche bella notizia. Uno dei principali nodi politici sembra in via di soluzione. I partiti compresi i maoisti hanno raggiunto un accordo per smantellare in 112 giorni, l’Esercito Popolare (PLA)  e iniziare a rimettere il paese in sesto e dare un futuro a qualche migliaio di veri e finti ex-guerriglieri. Il barometro politico gira al bello.

Dimenticato il video di Shaktikhor (da uno dei cantonment in cui sono ospitati i solati maoisti), il leader Prachanda (vedi video) prendeva per il culo l’UNMIN dicendo che, in realtà, i suoi soldati erano 8.000 e non 35.000 come riconosciuto dal confusionario e costosissimo ente delle Nazioni Unite. Ragione del truffone, spillare i soldi, stanziati dai donatori internazionali per mantenere i combattenti,  a favore del partito. Una serie d’interessi convergenti hanno fatto restare 19.602 persone nei campi, in condizioni non brillanti, isolati, con la sola speranza d’entrare nello stato. Gli ex-combattenti sono povera gente (i più furbi si sono già sistemati nel partito), usati come manovalanza quando c’è da fare casino e come giustificazione per avere finanziamenti dalle varie organizzazioni internazionali (UNMIN, UNHCR e adesso anche UNICEF).

Forse qualcosa ora si è sbloccato. Lo Special Committee on Supervision, Integration and Rehabilitation of Maoist Army Personnel ha redatto un bel documento in cui si definisce il processo d’integrazione. Una parte dei combattenti (circa 15.000) saranno arruolati nel Nepal Army, Armed Police Force, Nepal Police and National Investigation Department (national intelligence), portando le forze di sicurezza a sfiorare le 100.000 unità in un paese di 20 milioni di persone, tanto pagano i donatori internazionali. Qualcuno ha riproposto anche il modello cambogiano: 70% dei diversi gruppi armati- stato della Cambogia, gruppi di Som Saan, Prince Norodm Ranariddh and Khem Rouge – dovevano essere riabilitati socialmente e il restante 30% arruolato in una nuova forza armata. Modello fallito perché nessuno disarmò e gli scontri proseguirono per anni. Chi non entrerà nelle forze di sicurezza (le uniche che ospiteranno i maoisti saranno quelle di polizia) riceveranno Rs 10,000 (euro 100 dall’UNMIN) e Rs 22,000 (euro 200) dai maoisti, più un set d’abiti civili e la promessa si training o scuola. Visto quello che è successo per le vittime e displaced del conflitto c’è il rischio che chi accetterà questa soluzione dovrà migrare o andare a rubare negli appartamenti di Kathmandu.

 Per adesso, fra gran fanfare e discorsi, è iniziato il processo di allontanamento dai campi dei finti combattenti, cioè quelli inseriti per far numero e soldi come descritto nel video. A Sindhuli (Campo di Dudhauli) dove fra gran fanfare e discorsi sono tornati civili 372 finti combattenti (di cui 170 se n’erano già andati a casa prima). Sono una parte dei 4008 (fra cui circa 500 sotto i 18 anni) arruolati, più di nome che di fatto, al termine del conflitto per aumentare il numero e fregare l’UNMIN.

Qualche giornalista occidentale male informato ha fatto un pò di spettacolo sul ritorno alla vita civile dei “bambini soldati” è la solita grande bufala, nessuno li obbligava a stare nei campi e ci stavano solo per portare a casa qualche soldo (Rs. 800 al mese) e sperare in qualche lavoro. Alcuni di questi hanno dichiarato (e sperato) di poter continuare a fare i militanti maoisti, magari stipendiati. Anche durante il conflitto, a parte qualche caso forzato, solo poche decine di ragazzini furono inquadrati nel PLA con compiti di sostegno. Molti altri giravano con fucili di legno, come un gioco. 

Fare i funzionari di partito, sarebbe una soluzione, per non trovare altre 4008 persone senza lavoro e senza speranze, magari costrette a finire a nelle bande che saccheggiano il Terai. Mentre le fanfare suonavano a a Sindhuli tre attivisti maoisti sono stati uccisi a Bara (nel Terai) in scontri fra bande politico-criminali, un altro ex-comandante del PLA s’è suicidato in uno dei campi. Il problema sociale e politico resta.



Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :

  • Nepal: paese ed economia in bilico

    Nepal: paese economia bilico

    Ogni volta che c’è uno sciopero, specie se prolungato, i produttori di latte e vegetali sono fregati. Questi prodotti non possono raggiungere i mercati, essere... Leggere il seguito

    Da  Cren
    ECONOMIA, POLITICA, POLITICA INTERNAZIONALE, SOCIETÀ
  • Nepal: paese imprigionato

    Nepal: paese imprigionato

    Quarto giorno di sciopero generale in Nepal e la cosa non sembra destinato a finire a breve. Gli incontri fra i tre maggiori partiti (UML e Congresso al... Leggere il seguito

    Da  Cren
    POLITICA, POLITICA INTERNAZIONALE, SOCIETÀ
  • Nepal, in bilico

    Nepal, bilico

    Dopo sei giorni, lo sciopero è finito per “the difficulty caused to the ordinary people, and also in view of the conspiracy hatched by this government to... Leggere il seguito

    Da  Cren
    POLITICA, POLITICA INTERNAZIONALE, SOCIETÀ
  • Nepal, tranquillo mercato

    Nepal, tranquillo mercato

    Prima che spostassero il mercato dei vegetali ai margini di Ring Road, era la centralissima Asan Tole che raccoglieva i contadini che scendevano dalle colline... Leggere il seguito

    Da  Cren
    POLITICA, POLITICA INTERNAZIONALE, SOCIETÀ
  • Nepal, non si trova il Primo Ministro

    Nepal, trova Primo Ministro

    E domani si rivota all’Assemblea Costituente per eleggere il 43° Primo Ministro del Nepal. Ieri situazione di stallo che, sembra, destinata a ripetersi. I tre... Leggere il seguito

    Da  Cren
    POLITICA, POLITICA INTERNAZIONALE, SOCIETÀ
  • Nepal: aumentano gli aiuti internazionali e la povertà

    Nepal: aumentano aiuti internazionali povertà

    Trattative policentriche per raggiungere un accordo che consenta, il 2 agosto, di dare un governo al Paese. Tutti sono per un esecutivo d’unità nazionale,... Leggere il seguito

    Da  Cren
    POLITICA, POLITICA INTERNAZIONALE, SOCIETÀ
  • Appunti dal Nepal

    Appunti Nepal

    Stanno finendo le feste, il Dashain, e il Nepal riprende a muoversi. La gente sta attendendo da mesi un governo che sia più rappresentativo di quello... Leggere il seguito

    Da  Cren
    POLITICA, POLITICA INTERNAZIONALE, SOCIETÀ