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Neup- Boot; Marchi: Moon boot; Tipperary; Conchiglie

Creato il 20 marzo 2015 da Chinalski

Non è una passeggiata, a cura di PassoBarbasso

Una (parola) giapponese a Roma

Boot [but]

In informatica il termine inglese boot (o bootstrap, o più raramente booting) indica, in generale, l’insieme dei processi che vengono eseguiti da un computer durante la fase di avvio. È curiosa l’origine di questo termine: esiste il modo di dire inglese ‘pull yourself up by your bootstraps’, cioè ‘tirati su da solo prendendoti per le stringhe degli stivali’, che significa ‘risolvi da solo i tuoi problemi’. Analogamente, durante il bootstrap, il computer all’accensione esegue un determinato processo allo scopo di mettersi in condizione di operare.

Marchi, non parole

Moon boot [mun’but]

Sostantivo maschile invariabile.

I Moon Boot (dall’inglese, col significato di stivale lunare) sono un particolare tipo di doposci prodotti da Tecnica, industria italiana, nati nel 1970. Il nome deriva dalla somiglianza di questo prodotto con la forma degli stivaletti utilizzati dagli astronauti durante le missioni lunari, il nome è poi diventato di uso comune per indicare tale tipo di calzature. Moon boot è un marchio registrato a livello mondiale ed appartenente a Tecnica Group S.p.A.

It’s a long way

Si dà inizio in questo numero ad una nuova rubrica, dove riporteremo motivi musicali che hanno a che vedere con il camminare. Abbiamo già parlato qualche mese fa di ‘It’s a long way to Tipperary’ cantata dai soldati inglesi nella prima guerra mondiale per evocare il ritorno a casa.

These Boots Are Made for Walkin’ è una canzone pop scritta da Lee Hazlewood nel 1966 e cantata da Nancy Sinatra. Durante la guerra del Vietnam la canzone fu spesso impiegata dai media statunitensi per accompagnare le immagini delle operazioni della fanteria, e anche tra i soldati stessi ebbe una discreta popolarità. Qualche anno dopo, la canzone compare anche nella colonna sonora del film ‘Full metal Jacket’ di Stanley Kubrick. Tra le numerosissime cover, vi segnaliamo quella dei Planet Funk, dal video molto spassoso, registrata nel 2011.

Per un pugno di conchiglie

Ventitreesimo libro, quinto indizio

Un altro? Va bene, ne ho altri, non tantissimi, poiché l’opera è incompiuta, ma ne ho altri. Eccolo: un frate avido, avidissimo, cerca di prendere per sé le ricchezze di un nobile in fin di vita, ma questo, avendo capita questa sua intenzione lo prende in giro in modo volgare.
Non solo: lo stesso prete viene portato all’inferno, letteralmente, e qui viene nuovamente irriso da Satana e dagli altri diavoli nel medesimo modo volgare. Già, i preti avidi non erano per nulla amati dall’autore. Forse vi interesserà sapere che il gruppo di narratori non sta fermo in un posto, ma cammina, si sposta.


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