Nightmare Before Christmas - Il cinema, la poesia e una collina bianca.

Creato il 10 dicembre 2013 da Valentina Orsini @Valent1naOrs1n1


Era da tempo che avevo voglia di parlare di uno di quei film, che riempiono il cosiddetto cassettone degli amori cinematografici. Aprirlo ogni volta, è come scoprire un mondo nuovo mai esplorato prima. Una musica mai ascoltata che sembra rimetterti in pace con tutto e tutti, e con te stessa.
E nonostante tu quella musica l'abbia ascoltata infinite volte, è sempre come la prima di una lunghissima serie. Nightmare Before Christmas è un film d'animazione che vanta della ripresa a passo uno, meglio nota con il termine stop-motion e meglio associata al nome di colui che del passo uno ne ha fatto il proprio stile. Anche se a me piace parlare di Tim Burton come di un regista che non sfrutta lo stop-motion per farne stile, bensì necessario strumento per comunicare in maniera efficace, raccontare e scavalcare quello schermo, arrivando dritto al cuore di chi vi è davanti. 

Dietro Nightmare c'è una lunga storia che si potrebbe provare ad ascoltare con la voce di Vincent (anche perché Tim quando ha scritto la sua poesia illustrata, aveva immaginato che a leggerla fosse proprio Vincent Price), e se per caso riuscissimo a comprendere tutto ciò che passava nella testa del suo autore visionario e appassionato, sarebbe la cosa più straordinaria che potremmo concederci. Nella vita, così come nel cinema e nell'arte in genere, il segreto è abbandonarci e andare oltre noi stessi, oltre ciò che ci passa davanti e che abbia una forma. Arrivare oltre l'apparenza è la missione del cinema di Burton, la sua chiave fondamentale che aiuti a comprendere ogni suo film. Tutto nasce da una poesia  che Tim scrisse nel 1982, subito dopo aver realizzato il suo Vincent. Ovviamente accadde qualcosa di abbastanza prevedibile, poiché la Disney considerava troppo macabro il progetto di un film, poco in linea con i canoni rassicuranti della fiaba. Fu così che passarono quasi dieci anni, e Tim tornò a parlare di quel progetto messo via e da lui mai dimenticato. Diciamo che a distanza di anni e visto pure il successo di un regista che stava affermandosi nell'olimpo (erano gli anni del post Edward mani di forbice e Batman) la Disney rivalutò la cosa e nel 1991 partì ufficialmente la produzione del film.

Perché Burton decide di affidare un suo progetto ad un altro regista? Me lo sono chiesta spesso anch'io e se per caso ve lo foste domandato anche voi, la risposta è di ragioni meramente pratiche. Burton a quei tempi era impegnato nelle riprese di Batman - Il ritorno (1992), sapeva che un film in stop-motion richiedeva moltissimo tempo, così decise di delegare il tutto ad una persona fidata e di vero talento. Henry Selick era la persona giusta, tanto che tutte le paure di un possibile conflitto durante la lavorazione del film, sono state annullate da una straordinaria intesa professionale. Ci sono voluti tre anni per realizzare Nightmare Before Christmas, e durante questo periodo Tim appena poteva, raggiungeva gli altri negli studi, oppure si faceva mandare qualcosa. Tre anni e cento uomini impegnati, a dar vita a quella poesia immaginata dalla mente di un regista incredibile. 
Di cosa parliamo? Di pupazzi senza occhi (perché all'inizio nei disegni di Burton, tutti o quasi, i suoi personaggi, erano privi di occhi) che si tengono su a fatica. Jack e Sally credo siano i degni rappresentanti di un cinema che non avrà mai pari, perché sono gli eroi degli emarginati, degli incompresi dal mondo che li guarda e ha paura. Le passioni che bruciano e animano tutti gli uomini non aiutano Jack Skeletron, il re della città di Halloween, il quale all'improvviso scopre il Natale. I colori, i suoni e i sorrisi che mancavano ad Halloween Town, danno a Jack un motivo per rompere la monotonia del suo fare "bu" ai bambini; perché in fondo non era seminare terrore che lo rendeva davvero felice. Jack vede nel Natale la possibilità di dare corpo ai suoi sogni, anche se questi non erano mai stati chiari. Sally mi ricorda la fragilità dell'essere umano, la fatica dello stare al mondo. Non vi è mai capitato di raccogliervi da terra e provare a riassestarvi, dopo una caduta, dopo una delusione? A me sì. Capita spesso e ogni volta che vedo quei segni sul corpo di Sally penso a quanto enorme sia, la capacità comunicativa di questo cinema. 

Tante mani e una miriade di idee che viaggiano alla velocità della luce. 24 fotogrammi al secondo e una serie infinita di sfumature che un attore in carne ed ossa mai, saprebbe trasmettere. Questa è la magia di un cinema artigianale; quando poi incontra lungo il cammino, la fantasia di un regista che vive di queste emozioni animate, è l'apoteosi dell'arte che racconta la vita. Io ancora oggi provo a cercare qualcosa che somigli anche solo lontanamente a un pezzetto di magia racchiuso in questo film, e non lo trovo. Nightmare Before Christmas è una musica concitata  ma soave al tempo stesso. E' una manciata di neve bianca, è puro come il sentimento di un bambino che aspetta di scartare un pacco, senza grosse pretese. 
Una poesia che prende vita, che esplode senza far rumore e senza far male a nessuno; in cima ad una collina innevata, per poi placarsi in un lungo abbraccio. Come uno di quei libri che apri e ti catturano l'anima.

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