Ninfa Plebea è un libro che ho letto aderendo ad una iniziativa proposta nel mio comune, quella dei Libri SEMpre in giro: libri di proprietà di lettori privati che vengono inseriti in uno scaffale virtuale dal quale si può attingere per avere dei prestiti, a potenziamento dei prestiti che si possono avere dalla biblioteca. Avevo voglia di leggere un autore italiano e la scelta è caduta su Domenico Rea. L'autore racconta le vicende di Miluzza, una ragazzina nata "in un pozzo sporco e buio" e vissuta nella Nofi della seconda guerra mondiale. La ragazzina è lo specchio di un'epoca, di una terra che viene raccontata con dovizia di particolari anche nelle situazioni più torbide ma senza mai scadere nel volgare, senza eccessi. Tutto avviene con estrema naturalità nel mondo attorno a Miluzza così come in lei: quella ragazzina che inizia a conoscere la sua femminilità, i piaceri legati alle esperienze sessuali in modo naturale, come se fosse "roba d'ogni giorno" matura in fretta anche per via di una vita che non è stata poi così clemente con lei.Tra un'amicizia che si estrinseca, a volte, in atteggiamenti un po' ambigui e la vita di ogni giorno "per tirare avanti", Miluzza arriva alla svolta che la porterà a conquistare quella normalità e quella serenità cui ogni ragazza ambisce. Conosce Pietro, un soldato che scappa dalla guerra, e per lei la vita cambia.Nel restituire il libro, dopo averlo letto, ho lasciato un appunto sulla scheda che lo accompagna: "Un racconto sanguigno, di quelli che non badano a sottigliezze nel descrivere ambienti che trasudano vita da ogni angolo. La fotografia di un'epoca, una storia come tante, laddove "...tale madre, tale figlia" è l'assunto di fondo".Questo il primo pensiero che mi è venuto in mente dopo aver terminato la lettura di un libro in cui l'autore traccia i contorni della società di Nofi con toni piuttosto decisi, tanto da permettere all'immaginazione del lettore di ritrovarsi proprio in quelle case, di sentire quegli odori corporali, di ascoltare quelle voci gracchianti delle donne del mercato.E' un libro che si legge in fretta e che non si dimentica. Questa è l'impressione che ho avuto. Qualcuna delle amiche del Venerdì del libro - a cui partecipo anche oggi - l'ha letto? Aggiungo questo libro alla lista delle letture di autori italiani con cui sto partecipando a "Io leggo italiano". Magazine Cultura
Ninfa Plebea è un libro che ho letto aderendo ad una iniziativa proposta nel mio comune, quella dei Libri SEMpre in giro: libri di proprietà di lettori privati che vengono inseriti in uno scaffale virtuale dal quale si può attingere per avere dei prestiti, a potenziamento dei prestiti che si possono avere dalla biblioteca. Avevo voglia di leggere un autore italiano e la scelta è caduta su Domenico Rea. L'autore racconta le vicende di Miluzza, una ragazzina nata "in un pozzo sporco e buio" e vissuta nella Nofi della seconda guerra mondiale. La ragazzina è lo specchio di un'epoca, di una terra che viene raccontata con dovizia di particolari anche nelle situazioni più torbide ma senza mai scadere nel volgare, senza eccessi. Tutto avviene con estrema naturalità nel mondo attorno a Miluzza così come in lei: quella ragazzina che inizia a conoscere la sua femminilità, i piaceri legati alle esperienze sessuali in modo naturale, come se fosse "roba d'ogni giorno" matura in fretta anche per via di una vita che non è stata poi così clemente con lei.Tra un'amicizia che si estrinseca, a volte, in atteggiamenti un po' ambigui e la vita di ogni giorno "per tirare avanti", Miluzza arriva alla svolta che la porterà a conquistare quella normalità e quella serenità cui ogni ragazza ambisce. Conosce Pietro, un soldato che scappa dalla guerra, e per lei la vita cambia.Nel restituire il libro, dopo averlo letto, ho lasciato un appunto sulla scheda che lo accompagna: "Un racconto sanguigno, di quelli che non badano a sottigliezze nel descrivere ambienti che trasudano vita da ogni angolo. La fotografia di un'epoca, una storia come tante, laddove "...tale madre, tale figlia" è l'assunto di fondo".Questo il primo pensiero che mi è venuto in mente dopo aver terminato la lettura di un libro in cui l'autore traccia i contorni della società di Nofi con toni piuttosto decisi, tanto da permettere all'immaginazione del lettore di ritrovarsi proprio in quelle case, di sentire quegli odori corporali, di ascoltare quelle voci gracchianti delle donne del mercato.E' un libro che si legge in fretta e che non si dimentica. Questa è l'impressione che ho avuto. Qualcuna delle amiche del Venerdì del libro - a cui partecipo anche oggi - l'ha letto? Aggiungo questo libro alla lista delle letture di autori italiani con cui sto partecipando a "Io leggo italiano". Possono interessarti anche questi articoli :
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