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“Non è mai troppo tardi”, mini serie tv con Claudio Santamaria: un personaggio fuori dal comune

Creato il 27 febbraio 2014 da Alessiamocci

Quanti di voi hanno sentito parlare del programma “Non è mai troppo tardi” condotto dall’indimenticabile maestro Alberto Manzi? E quanti di noi Lunedì 24 e Martedì 25 febbraio, si sono emozionati guardando sul primo canale della TV di Stato, la mini serie dedicata alla vita e alla figura di questo grande e curioso personaggio e alla sua famosa trasmissione?

“Non è mai troppo tardi”, mini serie tv con Claudio Santamaria: un personaggio fuori dal comuneLa mini serie TV “Non è mai troppo tardi”, ha ripercorso sprazzi di vita del maestro Manzi, interpretato da un bravissimo Claudio Santamaria, già interprete di tanti ruoli di successo, come il Dandy ne “Romanzo Criminale”, sia in televisione che al cinema. Partendo dal periodo in cui insegnava ai ragazzi rinchiusi al riformatorio per una serie di problemi sociali.

Tra questi incontriamo ragazzi come Ricotta e Felice, che si affezionano al maestro tanto da desiderare di mantenere i contatti con lui. Inizialmente i ragazzi del riformatorio sono restii a imparare, anche a causa del poco interesse dimostrato dal direttore del carcere. Manzi però si dimostra testardo e fa di tutto per conquistare la fiducia dei ragazzi, partendo da Ricotta, considerato il capo dell’ala del carcere dove è stato assegnato, e che il Maestro salva da un possibile trasferimento a patto che impari a scrivere e leggere.

E così fu. Porta i ragazzi a scoprire il desiderio di scrivere e leggere, introducendo di nascosto matite e quaderni, con cui i ragazzi iniziano a raccontarsi, a scrivere i loro pensieri, formando così un giornale del carcere. Un giorno viene scoperto dal direttore che minaccia di mandarlo via, ma il Maestro riesce a convincere anche lui, facendogli leggere il giornale che i ragazzi hanno scritto.

“Non è mai troppo tardi”, mini serie tv con Claudio Santamaria: un personaggio fuori dal comuneE da qui inizia un viaggio movimentato dei ragazzi verso la conoscenza, verso il desiderio di imparare, di esplorare. La vita del maestro prosegue: dopo la laurea in pedagogia, lavora come assistente di un suo professore al Magistero di Roma, ma in seguito decide di diventare maestro di scuola elementare. Insegna alla Scuola Gabelli a una classe di ragazzini tra cui ci sono diversi ripetenti. Fa di tutto per non far sentire questi ragazzi come gli ultimi, facendoli integrare tra i loro compagni. Ha un modo alternativo di insegnare: non sopporta tenere i banchi o sedersi dietro una cattedra.

Preferisce un modo più spontaneo, più vivo, che possa far sentire i suoi studenti più vicini tra loro, senza distanze, senza paura di confrontarsi. Affronta l’ostilità della direttrice, con caparbietà, si rifiuta di dare voti, preferendo scrivere nelle pagelle “Fa quel che può, quello che non può non lo fa.” Parte da presupposto che non ritiene giusto dare dei voti a dei bambini, perché loro anche se si impegnano, partendo dagli errori, cercano sempre di imparare con spontaneità, non perché obbligati.

Così con il programma si impegna a voler insegnare a persone che non hanno potuto andare a scuola, perché non vi era questa possibilità. Il suo obiettivo era di aiutare i tanti “analfabeti” italiani a prendere la licenza elementare, riesce nel suo intento, aiutando molte persone di ogni età a raggiungere questo traguardo. La trasmissione era nata dall’idea della Rai e del Ministero della Pubblica Istruzione di insegnare, appunto, ai cittadini analfabeti di imparare almeno a leggere e scrivere, in seguito si è deciso di puntare anche ad accompagnare i vari cittadini al raggiungimento della tanto desiderata licenza elementare.

“Non è mai troppo tardi”, mini serie tv con Claudio Santamaria: un personaggio fuori dal comuneColpisce per il significato storico che ha avuto la trasmissione, ma anche la figura del maestro, mai dimenticato da quanti hanno vissuto quell’epoca, da quanti hanno potuto conseguire la loro prima licenza elementare in età adulta. Allo stesso modo colpisce il modo di pensare di questo personaggio fuori dal comune, spontaneo, desideroso di far conoscere il mondo ai suoi studenti, ma anche testardo, sempre intraprendente nel suo cammino, coraggioso e mai rinunciatario.

Raccomanda ai suoi ragazzi di non arrendersi mai, di continuare questo cammino fatto di conoscenza, di speranza, di coraggio, di intraprendenza, sempre seguendo i propri sogni, i propri obiettivi, e portandoli avanti di generazione in generazione. Senza fermarsi a quello che si conosce già, ma continuando a esplorare per poter migliorare il mondo e le persone. Qualcosa che dovremo continuare a fare al giorno d’oggi. Serve sempre più voglia di conoscere, voglia di imparare il nuovo e migliorare il vecchio, senza obbligazioni, ma seguendo la propria indole di spontaneità, il proprio entusiasmo per le cose.

Forza e coraggio, sempre! Sempre riconoscenti ad Alberto Manzi per i valori che ci ha trasmesso. E ricordiamoci, sempre qualunque cosa vogliamo fare che “Non è mai troppo tardi.” Nel mondo servono sempre più persone così, che non si arrendono al primo ostacolo, e senza farci condizionare da coloro che pensano una cosa è difficile solo perché non hanno coraggio di farlo anche loro. Perché quando vuoi veramente una cosa, non esistono difficoltà insormontabili che possano impedirci di portare avanti il nostro desiderio. Perché lottare si può, sempre…

Written by Daniela Schirru


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