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Non leggo i giornali, solo Il Giornale

Creato il 02 febbraio 2011 da Frankezze

Non leggo i giornali, solo Il Giornale

Frastuono mediatico. Bisogno di silenzio.
Sordomutezze.
Ci sono dei periodi in cui non riesco ad andare oltre i titoli dei giornali.
Crisi di rigetto, regolari come il ciclo mestruale (quando è regolare).
Spesso coincidono con dei momenti in cui sono giù di morale, o forse essere
giù di morale è solo la conseguenza.
La conseguenza dell’abuso di informazione.
E’ come il primo risveglio dopo un sonno (o svenimento) molestato dall’eccesiva quantità (spesso accompagnata da scarsa qualità) di alcolici assunta, quando pensi stavolta basta, non berrò mai più così tanto, anzi non berrò mai più alcolici.
E poi dopo 24 ore o meno ti fiondi nella birreria sotto casa, bello pimpante.
La stessa sensazione di nausea, con la differenza che quella causata dai giornali dura minimo alcuni giorni.
Per esempio, leggendo un titolo di Repubblica, so già cosa troverò scritto all’interno. Allora scorro la homepage: dieci domande più altre dieci (volendo anche in inglese), appelli vari, raccolta foto con firma più cartello davanti tipo ostaggio delle Farc, le storie dei disoccupati, dei semi occupati, degli indignati uomo-donna (che per esserlo avranno sborsato almeno dieci euro. A noi ha chiesto questa cifra, poi dipende, magari per le donne al momento è in offerta).
E via di seguito, la carrellata di testate con le stesse notizie, e con la stessa priorità.
Roba di tutti i giorni, solo che quando sto così non ce la faccio a scorrere il testo. Non riesco proprio.

Allora passo, vado oltre.
Cerco un antidoto che mi faccia tornare la voglia di leggere con curiosità un articolo anche sapendo già di cosa parla.
E apro Il Giornale.
Il Giornale è una miniera inesauribile di cazzate. Non lascia spazio alla noia, mai. Mette in atto una perpetua revisione del presente.
Descrive un mondo che non esiste, costruendolo nella testa di (e)lettori che scelgono di credere a quello che leggono tra quelle pagine piuttosto che a quello che vedono nelle strade, alle loro dirette esperienze. Schizofrenia.
E’ il fiore all’occhiello del circuito mediatico unidirezionale. In una squadra di calcio sarebbe il centravanti di sfondamento dotato anche di un pò di tecnica, tipo Dario Hubner.
Quando leggo un titolo de Il Giornale, devo per forza leggere anche il contenuto, perchè è ancora meglio, è strabiliante, è illuminante. E’ anche strafottente, nel senso che se ne stracatafottono persino della sintassi e della semantica. Fanno come cazzo gli pare.
A me diverte infliggermi la lettura de Il Giornale, perché mi fa sorridere, mi rallegra, mi riconcilia col giornalismo in generale.
Ma solo se sono in una di quelle fasi di rigetto.
In condizioni normali, invece, mi istiga alla violenza pura, mi viene da spaccare il computer contro il muro e poi a calci,
mi viene da scendere in strada e picchiare il primo che passa imprecando a squarciagola. Ma non lo faccio, ho almeno ancora non
l’ho fatto.
Non lo farò fino a quando esisterà una birreria sotto casa.


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