
Nei romanzi storici realtà e finzione si alternano, si mischiano; accade anche nell’ultimo libro di Magris. Il protagonista, che non viene mai nominato, è ispirato a Diego de Henriquez, nome poi italianizzato in Diego de Enriquez, fu uno studioso e collezionista triestino di cimeli soprattutto bellici. Enriquez fu un archivista della guerra, non perché amava i suoi orrori, ma, al contrario riteneva la pace il bene sommo dell’umanità, convinto che il Museo“Centro internazionale abolizione guerre e per la fratellanza universale e per l’abolizione del male e della morte dal passato e dal futuro, a mezzo dell’invenzione del tempo quale conseguenza dello svincolamento dallo spazio-tempo”, potesse essere un potente modo per ricordarlo.
L’altra voce narrante, oltre a quella del professore, èquella di Luisa, personaggio di fantasia; la giovane donna incaricata di allestire il museo con i cimeli sopravvissuti, gli ordigni, i libri, i fogli vergati dallo scomparso. Luisa è nipote di una donna incenerita a San Sabba, figlia di una ebrea e di un sergente afroamericano che ha partecipato all’occupazione di Trieste.
Oltre alla storia del Museo e del suo ideatore cisono altre storie: gli eccidi nazisti nei Balcani, la tratta degli schiavi africani, le guerre tribali dei Chamacoco e dei Caribi.Un libro complesso, pieno di riferimenti a personaggi reali e ad avvenimenti realmente accaduti. Un libro che è fonte di conoscenza, forse si è lasciato poco spazio alla letteratura; ho trovato poco avvincenti i personaggi e poco attraente la scrittura: non ho mai avuto quella voglia irrefrenabile di tornare a casa e riprendere a leggere il libro.
Non luogo a procedere di Claudio MagrisMuseo della guerra per la pace Diego De HenriquezEditore: Garzanti
Anno di pubblicazione: 2015
Pagine: 368